La sezione musicale, cuore pulsante del festival, offre come sempre un programma ricco e articolato, frutto di un approfondito lavoro di curatela e ispirazione. Anche quest’anno, Isole che Parlano si conferma come palcoscenico privilegiato per progetti originali, spesso al debutto nazionale, in equilibrio tra improvvisazione, ricerca, memoria e nuove scritture. Questi gli artisti e le artiste ospiti della ventinovesima edizione: Esordio discografico da leader del chitarrista e compositore romano Giacomo Ancillotto, figura attiva da anni sulla scena jazz e sperimentale italiana, che intreccia jazz contemporaneo, rock strumentale e scrittura cinematica in un racconto sonoro maturo e personale. Con lui Marco Zenini (basso) e Alessandra D’Alessandro (batteria). Cantante, contrabbassista e compositrice, è una delle figure di spicco dell’avanguardia meticcia, che si sta definendo nella scena dei Paesi Bassi. Fuensanta crea un ponte tra jazz contemporaneo, musica tradizionale latinoamericana, elettronica, in una pratica che intreccia struttura e improvvisazione, con un’attenzione particolare alla ricerca timbrica e alla relazione tra voce e strumento. In solo, dà forma a una performance intensa e profondamente espressiva. Un elegante jazz mediterraneo, che ingloba le suggestioni della poesia persiana e dei canti curdi, intrecciando tradizioni musicali global. Il quartetto di Sasson dà vita a un suono ricco e contemporaneo, che evidenzia come la scena creativa Valenciana – dove ha base il quartetto – sia particolarmente viva. Il Tenore Murales di Orgosolo non ha bisogno di presentazioni, rappresenta una delle eccellenze più importanti nel patrimonio canoro della Sardegna. La formazione è composta da: Franco Corrias (sa voche), Salvatore Musina (sa mesuvohe), Cosimo Mureddu (sa mesuvohe), Maurizio Bassu (sa hontra), Antonio Musina (su bassu) Rōra Nagasaky (alias Laura Luzzu) una talentuosa DJ originaria di Tempio Pausania, in Sardegna, rinomata per la versatilità dei suoi set, in cui combina con maestria sonorità Deep, Minimal, Techno, Ambient e Tribal, offrendo al pubblico esperienze sonore fluide e sorprendenti. Negli ultimi anni, ha avuto l’onore di condividere la consolle con artisti di fama internazionale come Gary Beck, Robert Dietz, Hito, Populous, Daniela Pes e molti altri, consolidando il suo nome nella scena musicale contemporanea. Come ogni anno, infine, Isole che Parlano propone anche un momento di incontro inedito tra artisti ospiti, chiamati a condividere il palco per dare vita a una collaborazione temporanea, libera e aperta all’ascolto reciproco. In questa XXIX edizione, saranno protagonisti di questa speciale alchimia sonora i contrabbassisti Ksawery Wójciński (Polonia) ed Esat Ekincioğlu (Turchia). A Bad Day è il progetto strumentale di Egle Sommacal (chitarrista dei Massimo Volume) e Sara Ardizzoni (conosciuta con lo pseudonimo Dagger Moth). Con l’utilizzo di due chitarre elettriche e tanti pedali analogici, dipingono paesaggi sonori essenziali e imperfetti, contrappunti immaginifici e minimali, aree di esplorazione astratta, costruita con rigore e libertà, al margine delle convenzioni stilistiche ortodosse. Matteo Carta con King Shepherd and The Lost Sheep esplora l’anima sonora del banjo, tra descrizione intimista e caos rituale. Ispirato al movimento Primitive di John Fahey, alle musiche tradizionali sarde e nordafricane, il progetto evoca un mondo arcaico, rurale e visionario che si interseca con il suono di campanacci del bestiame e l’harmonium. Il suo primo album, in vinile, è uscito per Konodischi nel 2024.y Figura chiave del jazz e rock sperimentale turco, fonde tradizione anatolica e improvvisazione radicale con reminiscenze psichedeliche. A Isole che Parlano arriva con un quartetto interamente turco per un concerto che attraversa spazio, tempo e confini stilistici. Con lui sul palco: Barış Ertürk (sax baritono), Esat Ekincioglu (basso) e Erdem Göymen (batteria). Paul Verosi, alias Mirko Ariu, è un viaggiatore del suono, che porta in console la sua passione per il vinile e per le sonorità senza tempo. I suoi dj set sono un mix esplosivo di beat, funky, folk’n’roll e groove contagiosi. Con i suoi vinili intreccia passato e presente, trasformando ogni selezione in una mappa emotiva: battiti che fanno ballare, melodie che fanno sognare. Un viaggio musicale che unisce la freschezza del presente al fascino del passato. Arrepícus è un’officina musicale tra tradizione orale sarda e linguaggi contemporanei. Chitarra, contrabbasso, percussioni e voci si incontrano in una ricerca sonora che rielabora poliritmie, balli campidanesi e canto a cuncordu con approccio originale e vivo. Ne fanno parte: Francesco Morittu (chitarre), Stefano Colombelli (contrabbasso, voci), Carlo Pusceddu (percussioni, voci), Giulia Pisu e Irene Coni (voci). attivo dal 2002, il Tenore Santu Gavinu custodisce e tramanda la tradizione del canto a tenore di Illorai, proponendo un repertorio legato a balli e canti cerimoniali del centro Sardegna. La formazione è composta da: Giovanni Michele Filia (oghe), Gianni Mula (oghe/mesa oghe), Angelo Sanna (mesa oghe), Giuseppe Nieddu (bassu), GianGavino Bosilo (contra). Il Coro Gabriel di Tempio è tra le voci più autorevoli del canto a tasgia, la polivocalità della Gallura. Attivo dagli anni ’50 e dedicato all’etnomusicologo Gavino Gabriel, è composto da: Marco Muntoni (boci), Nico Bianco (trippi), Gabriele Farina (contra), Gianmario Pedroni (grossu). Il duo formato da Maniucha Bikont (voce) e Ksawery Wójciński (contrabbasso) fonde l’improvvisazione jazz con i canti tradizionali della Polesia, regione di zone umide tra Ucraina e Bielorussia. La loro musica, intima e senza tempo, nasce da un dialogo profondo tra voce e strumento, tra memoria e improvvisazione, tra tradizione e ricerca. un progetto esplosivo che fonde flamenco, dadaismo, jazz, elettronica e post-rock. Il loro album Jolifanto – premiato dalla critica come miglior album flamenco al Premios de la Música Independiente (MIN) del 2024 – nasce dall’incontro fortuito tra il cantaor di Utrera e il duo catalano ZA!, dando vita a un viaggio sonoro improvvisato, visionario e poliritmico, che si muove tra le radici più arcaiche della musica andalusa, reminiscenze dei rave, influenze latino americane, senza confini né definizioni. è un progetto collettivo che intreccia timbriche acustiche, lirismo ruvido e pulsazione ritmica. Tra improvvisazione e scrittura, dà vita a paesaggi sonori densi ed energici, con l’afro beat sullo sfondo. Dopo Pandomestic Thrills, è in uscita Maquina per l’etichetta Folderol. Sabrina Coda (sassofoni), Andrea Fusacchia (sassofoni), Flavio Bertipaglia (basso), Alessandro Sponta (percussioni), Francesco Pitarra (batteria). Virtuosa del qanun, ha sviluppato una tecnica personale che integra la tecnica convenzionale del pizzicato, con un approccio innovativo percussivo, fondendo le radici della musica araba con visioni contemporanee. Ispirata dalla ricca diversità culturale del Mediterraneo e del mondo arabo, fonde tradizione e sperimentazione, creando una musica che dialoga con il contemporaneo senza perdere le radici. Il suo concerto in solo è un esempio di poesia sonora e contaminazione culturale, che rompe le barriere tra Oriente e Occidente. Bolognese, vive a Roma da più di vent’anni, giornalista pubblicista e conduttore radiofonico. Dal 2004 è autore e conduttore stabile del programma musicale ‘Battiti’, in onda tutte le notti su Rai Radio3. Entusiasta di tutte le musiche in cui trova elementi di curiosità e innovazione, senza limite di genere. Nel suo djset “Bites and Beats” propone una serata di dancehall e ascolti attraverso i generi: afrotronics, reggae e ska, trance, dub e punk, elettronica ed electro swing, orchestre balcaniche e cianfrusaglie varie.
GIACOMO ANCILLOTTO – DESCANSATE NIÑO (ITALIA)
Fuensanta (Messico)
Elana Sasson Quartet (Kurdistan/USA/Colombia/Cipro/Belgio)
Tenore Murales de Orgosolo (Sardegna)
Rōra Nagasaky (Sardegna)
Ksawery Wójcinski/Esat Ekincioglu (Polonia/Turchia)
A Bad Day (Italia)
King Shepherd and the Lost Sheep (Sardegna)
Korhan Futaci (Turchia)
Paul Verosi (Sardegna)
Arrepícus (Sardegna)
Tenore Santu Gavinu de Illorai (Sardegna)
Coro Gabriel (Sardegna)
Maniucha i Ksawery (Polonia)
Za!+Perrate (Spagna/Catalogna)
Heavy Sound (Italia)
Farah Fersi (Tunisia)
Ghighi di Paola (Italia)


















