Mercoledì, 23 Luglio, 2014
   
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Comunicato Stampa (01-09-2011)

COMUNICATO STAMPA
ISOLE CHE PARLANO

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…il Mediterraneo ha due rive. Non solo la nostra. L’Europa parla di una soltanto […] trasformano
questo mare, per la prima volta, in una frontiera tra oriente e occidente, tra levante e ponente. Ci
separano dall’Africa e dall’Asia Minore. […] il mare – questo Mediterraneo di casa mia, in cui mi
consumo gli occhi, il cuore e i pensieri – rimane l’unico luogo dove mi sento esistere. Dove ogni
giorno mi immagino un futuro. […] Si, guardando il mare credo che se c’è un futuro per l’Europa,
un futuro bello, è in ciò che Edouard Glissant chiama ‘la creolità mediterranea’ […] Lì con lo
sguardo perso, innamorato, ricordo che mi sono detto che non c’è niente di più bello, di più
significativo, per chi ama con lo stesso amore l’Africa e il Mediterraneo, che contemplare la loro
unione in questo mare … (Jean Claude Izzo)
ps. …Nel mio Mediterraneo non ci sono vincitori (Alberto Masala)


Si terrà a Palau dal 5 al 10 settembre la XV edizione del Festival Internazionale Isole che Parlano, manifestazione ideata da Nanni e Paolo Angeli, unica nel panorama isolano e nazionale, che a partire dal 1996 ha stupito pubblico e addetti ai lavori per originalità e trasversalità dei programmi, producendo fotografia di reportage, coinvolgendo bambini e giovani in una sezione a misura dei piccoli, sposando multidisciplinarità e abbinando nello stesso cartellone cori tradizionali,
avant-rock, jazz, punk noise, musica improvvisata, cabaret circus.
Anche per il 2011 la manifestazione rivendica il suo percorso, cerca condivisione e commistione, mette a confronto la radice dei pastori-contadini con il frastuono vissuto ai piedi dei grattacieli, abbatte le barriere che separano alto e basso, colto e popolare, facile e difficile. Eppure, mentre l’Associazione era ad un passo dal definire collaborazioni importanti con partner internazionali, le istituzioni, ad eccezione del Comune di Palau, hanno dato forfet. Tutti i tecnici, lo staff organizzativo e quello amministrativo, hanno offerto la loro partecipazione a titolo gratuito e gli artisti hanno optato per cachet fortemente ridotti. In questo modo Isole che Parlano ha definito, grazie anche al tesseramento online, un programma farcito di prime assolute, che avrà come protagonisti grandi nomi della musica innovativa internazionale.
Non manca ironia all’associazione Sarditudine, che ha scelto per la campagna pubblicitaria dell’evento la gigantografia di una forbice per potare, sintesi perfetta che riproduce graficamente il taglio subito.

Il tema ‘…a volte ritornano’, vede in abbinamento il meglio di quanto è stato proposto da Isole che Parlano in 15 anni ed artisti ospiti per la prima volta a Palau.
Si apre con la tre giorni Isole che Parlano …ai bambini, un progetto a misura, per i più piccoli e gli adolescenti, ideato e coordinato da Alessandra Angeli. I laboratori in programma sono due: in “Cantiere, laboratorio di creazione infantile” - un’attività rivolta ai più piccoli tra fiaba, arte ed ecologia a cura di Elena Morando e Alessandro Carboni - e “Le parole immaginate”, a cura di Gianluca Sciannameo, laboratorio per adolescenti di video e sceneggiatura, il cui obiettivo è ideare, sceneggiare e realizzare un cortometraggio ambientato a Palau. Le attività didattiche saranno completate da un percorso di fruizione: dedicato ai bambini di 4-5 anni “Le Mille e una fiaba”, lettura animata di e con Elena Morando (lunedì 5, 18.30 Piazza Fresi), segue un momento d’incontro tra generazioni “Notte Animata”, proiezioni di corti di animazione a cura di Andrea Martignoni (Martedì 6, alle 21 Cine Teatro Montiggia). Isole che Parlano …ai bambini si concluderà mercoledì 7 – sempre alle 21, Cine Teatro Montiggia - con la presentazione pubblica dei laboratori.
Mercoledì 7, alle 19, inaugurazione della mostra fotografica ‘Transmediterranea’ di Mattia Insolera.
Il progetto fotografico - prodotta a Barcellona da The Private Space e dal Consell Nacional de la Cultura i de les Arts de la Generalitat de Catalunya (CoNCA) - documenta le storie di individui o gruppi che vivono in mare come ambiente di lavoro, superficie di trasporto, terreno di scambio.
Vengono ritratte persone la cui vita è indissolubilmente legata al coordinate spaziali e temporali del mare. La somma di queste singole storie ci fornisce un quadro aggiornato del Mediterraneo del XXI secolo, toccando temi come l’identità etnica, il settore della pesca, il traffico merci, la crisi industriale e i flussi migratori, mantenendo sempre uno stretto rapporto con lo spazio marittimo: un mosaico della diversità culturale racchiusa tra le sponde del Mare Nostrum.
Il binomio tradizione/innovazione, e una forte predominanza degli strumenti ad arco, costituisce l'asse portante dei concerti e degli incontri che si terranno tra il centro urbano, i monumenti naturali, le spiagge, le aree campestri e i siti archeologici. Aprirà la sezione - giovedì 8 settembre, alle 18.30 - la cantante e violinista Iva Bittova, con un solo ai piedi della Tomba dei Giganti li Mizzani. Stella indiscussa della repubblica Ceca, la Bittova propone una musica innovativa fortemente radicata nella tradizione e si distingue in tutti i suoi progetti per una ricerca melodica inconfondibile. La performance della Bittova - emozionante, intensa, caratterizzata da pennellate nervose e da un trasporto fisico in cui non vi è separazione tra pratica strumentale e voce - sarà la sonorizzazione ideale dello splendido sito archeologico. A seguire - ore 21,30 piazzale della chiesa di Sant’Antonio di Monti Canu - la tradizionale gara di canto a chitarra tra i fratelli Franco e Gianni Denanni, accompagnati da Paolo Angeli in veste inedita di chitarrista folk. I fratelli Denanni sono da trent’anni i protagonisti dell’estate canora isolana. Franco è il più fantasioso cantadore in attività, Gianni si distingue con un tragghju misurato e composto. Arbitro della sfida canora Paolo Angeli: allievo dell’ultimo grande chitarrista ad arpeggio Giovanni Scanu.
Venerdì alle 11,30 Centro di Documentazione, incontro con Iva Bittova a cura di Gianni Ginesi (ESMUC, Barcellona).
A seguire - ore 18,30 Cala Martinella - il canto bifonico del mongolo Enkhjargal Dandarvaanchig, in ‘solo’ tra i graniti e il mare, in un incantevole scenario naturale. Questo straordinario artista, virtuoso del moorin khoor e del canto choomie, elabora una sintesi tra la cultura musicale della steppa mongola e l’influenza delle  musiche occidentali: un magma dinamico riletto attraverso la pratica dell’improvvisazione. A lui il compito di dialogare con la ‘risacca’ dell’arcipelago.
Alle ore 21,30 apertura del palco di Piazza Fresi con l’attesa produzione originale Isole Trio. Iva Bittova, il percussionista indiano Ganesh Anandan e la violinista giapponese Takumi Fukushima, per la prima volta insieme, proporranno un progetto nato e creato a Palau. Anandan rilegge la radice musicale del sud dell’India, ponendola a confronto con l’estetica della musica contemporanea; Bittova ha un percorso sospeso tra la musica Rom della repubblica Ceca e l’avanguardia;
Fukushima ha alle spalle musica colta e rock filtrati con un raffinato gusto avant-pop: un trio che promette scintille e poesia.
Sabato 10 è la giornata più ricca di eventi. Si apre - ore 11,30, Chiesa di San Giorgio - con l’incontro ‘Canti difonici e dissonanze popolari’ (condotto da Gianni Ginesi), un confronto tra l’emissione del basso ‘a tenore’ e le bifonie della tradizione mongola. A seguire ‘Il primo canto’, esibizione che vede protagonisti il Tenore Santa Sarbana de Silanus, il Tenore Santu Sidore de Orune e Enkhjargal Dandarvaanchig. Dopo l’aperitivo campestre, si prosegue con la processione
profana ai piedi della Roccia dell’Orso (dedicata a Mario Cervo e Pietro Sassu), accompagnata dal Tenore Santa Sarbana de Silanus e il Tenore Santu Sidore de Orune: un’occasione per visitare il monumento naturale, accompagnati da una delle più arcaiche polivocalità del mediterraneo.
Ore 21,30 Piazza Fresi, il duo Paolo Angeli-Takumi Fukushima, presenta in prima assoluta il cd Istunomanika: una sintesi in cui canzoni, folk immaginario, post rock, convivono in forma suite. Il risultato è un asse di convivenza dinamica tra un raffinato pop nipponico e derive nella free music, alimentata da una ricerca della coerenza strutturale e formale. Quindi grande chiusura con l’energico folk meticcio dei Violons Barbares. La band nasce dall’incontro tra i due ‘arceri’ Dandarvaanchig Enkhjargal (Mongolia) e Dimitar Gougov (Bulgaria) - rispettivamente al morin khoor (strumento ad arco a due corde, vero e proprio simbolo della tradizione musicale mongola) e alla gadulka (parente stretto della lira, suonato verticalmente come una viola da gamba) - e il percussionista francese Fabien Guyot. Il trio interpretata meravigliosamente una musica che ci trasposta tra le lande di un originale rock barbaro tutto in acustico, cantato in bifonia. A seguire il consueto Saluto al Mare, spiaggia di Palau Vecchio, e Isole di Notte presso il Grillo con Okapi, uno dei più grandi prestigiatori del cut-up sonoro, in cui piccole orchestrine in riva al mare vengono spazzate via dal vento di qualche brutista del white noise.

Isole che Parlano è organizzato dall’Associazione Sarditudine, con il contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Palau, con il patrocinio della CNI-UNESCO, dell’ISRE, dell’Archivio Mario Cervo, la media-partnership di Radio Tre RAI, con l’appoggio di Delphina, Orsus, delle Associazioni Offset, Itinere ed Ariele, ed il supporto del Grillo, e dell’Aquarius.

Per scaricare il programma della manifestazione e conoscere tutti gli sponsors:
www.isolecheparlano.it


Anche quest’anno il festival appoggia GOFAR per la ricerca sulla mutazione genetica che causa
l'Atassia di Friedreich.



Ufficio stampa: studio di comunicazione Artemu Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Contatti: Walkiria Baldinelli 3923174489 Nanni Angeli 3391459168
www.isolecheparlano.it
www.myspace.com/isolecheparlano
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