— Paolo Angeli, chitarra sarda preparata, voce, elettronica. Vinti ‘e Maju (Anma, 2026) è l’album realizzato da due eccellenze della musica sarda: quella tradizionale, espressa dal Tenore Murales de Orgosolo, e quella contemporanea, radicata nel canto gallurese, di Paolo Angeli. Da un lato la chitarra sarda preparata, strumento alieno che ha affascinato i critici musicali d’Europa e d’oltreoceano; dall’altro il canto gutturale del Tenore Murales, espressione di una delle polivocalità più antiche del Mediterraneo, che trova similitudini a Tuva e in Mongolia. Nato nel 1991 e costituitosi subito in associazione culturale con un corpo di ballo e diversi strumentisti, il Tenore Murales ha affiancato all’attività artistica — centinaia di manifestazioni in Sardegna, in Italia e all’estero — un lavoro culturale costante: rassegne musicali, studi sulle tradizioni popolari orgolesi, l’edizione di diversi libri e, dal 1995, corsi di canto e di ballo nelle scuole. Nel 2018 pubblica No sias isciau, vincitore del premio discografico Mario Cervo 2019, accompagnato da un libro che analizza il canto orgolese: un disco unico, perché per la prima volta raccoglie tutte e dieci le modalità esecutive del tenore di Orgosolo. La collaborazione con Paolo Angeli nasce nel 2024 grazie al Dromos Festival e ha il suo incipit nell’assimilazione della grammatica dei linguaggi tradizionali del Tenore, estendendosi alle pratiche chitarristiche e ai repertori della Gallura e del Logudoro: il punto di vista è quello di un’isola nel cuore del Mediterraneo ma, ancor di più, quello di un’isola nell’Isola, Orgosolo, che genera un confronto testuale e dialettico con altre culture musicali senza rinunciare in nessun momento alla sua specificità. Il titolo richiama il rientro in primavera dei pastori nelle terre comunitarie che, a Orgosolo, nel maggio del 1969, incontrerà l’onda lunga del Maggio sessantottino. Il disco può essere compreso solo analizzando la forza politica del messaggio espresso nei testi cantati: nei versi di Remundu Piras, Peppino Marotto, Peppe Sotgiu, Peppinu Mereu, Franco Fresi, Gigi Angeli e Maurizio Bassu emerge un percorso a ritroso nella storia della Sardegna, tra identità e autodeterminazione, speculazione edilizia ed energetica, anticolonialismo, antimilitarismo, emigrazione, religione, amore ed educazione, a rivendicare l’importanza che a Orgosolo il Tenore ha avuto come veicolo di idee di protesta, lotta e rivendicazione sociale e politica. Il dialogo avviene ora sul terreno dell’improvvisazione, ora nella scrittura di partiture immaginarie, arricchite da interventi delicati di field recording e da registrazioni storiche delle prioresse di Orgosolo intente a recitare il Rosario. L’esito è un viaggio festoso, meditativo, dirompente nella sua solennità e imprevedibile, in cui affiorano Isterridas, ritmi e girate a Ballu Hantau, Amutos, a sa Seria, Lestra, Vardeina, danze vertiginose scandite da sa trunfa e da su sunetu a bucca, e in cui il suono deflagra in pulsazioni frastagliate e acide, alla soglia del punk, per poi riposare su aree algide e sperimentali, dove le voci abbandonano la coralità e vivono nella forza evocativa individuale. Paolo Angeli, cresce con il viso rivolto verso il mare, a Palau, nella punta nord della Sardegna.Partendo dallo strumento tradizionale ha ideato una vera e propria chitarra orchestra: 25 corde, ibrido tra chitarra baritono, violoncello e batteria, dotato di martelletti, pedaliere, eliche a passo variabile. Con questa singolare creazione il musicista sardo rielabora, improvvisa e compone una musica inclassificabile, sospesa tra free jazz, folk noise, pop minimale, post- rock. A partire dalla metà degli anni ’90, Paolo Angeli ha pubblicato 10 album da solista. Dal 2005 vive a Barcellona e suona regolarmente in tour nei più importanti festival e teatri di tutti i continenti. Nel 2018 Angeli si è esibito alla Carnegie Hall di New York, entrando così nella rosa dei più importanti musicisti ‘innovatori con radici’ della scena mondiale. Se determirante negli anni ’90 fu l’incontro di Paolo Angeli con l’anziano custode delle forme galluresi e logudoresi Giovanni Scanu e con il maestro indiscusso dell’avanguardia Fred Frith, altrettanto importante si rivela nel 2003 la richiesta di un nuovo modello di chitarra sarda preparata da parte del chitarrista statunitense Pat Metheny. Ha improvvisato e collaborato con Fred Frith, Iva Bittova, Hamid Drake, Evan Parker, Antonello Salis, Pat Metheny, Jon Rose, ect. Il Tenore Murales di Orgosolo non ha bisogno di presentazioni, rappresenta una delle eccellenze più importanti nel patrimonio canoro della Sardegna. Vinti ‘e Maju
Paolo Angeli & Tenore Murales de Orgosolo (Sardegna)
— Franco Corrias voche
— Salvatore Musina, Cosimo Mureddu mesuvohes
— Maurizio Bassu hontra
— Antonio Musina bassuPaolo Angeli
Tenore Murales de Orgosolo
Il Tenore Murales nasce nel 1991. Subito dopo si costituisce come Associazione Culturale, comprendente anche un corpo di ballo e diversi strumentisti, con l’obiettivo di tutelare, valorizzare e promuovere la lingua, la cultura e le tradizioni locali. In questi quasi trent’anni di vita, oltre all’attività artistica, che ha portato il Tenore a partecipare a centinaia di manifestazioni non solo in Sardegna, ma anche nella penisola e all’estero, è stata l’intensa attività culturale a contraddistinguere Murales. In questi anni ha promosso eventi culturali e rassegne musicali, ha compiuto studi sulle tradizioni popolari orgolesi e curato l’edizione di diversi libri, oltre ad aver organizzato, a partire dal 1995, corsi di canto e di ballo nelle scuole. Numerose le partecipazioni a rassegne e festivals nazionali ed internazionali. Il 22 settembre 2013, in occasione della visita pastorale del Santo Padre a Cagliari, per suggellare il legame tra il capoluogo sardo e Buenos Aires, nel nome della patrona della Sardegna Nostra Signora di Bonaria, il Tenore Murales, con la partecipazione del corpo di ballo, ha cantato alla presenza di Papa Francesco.
Il Tenore Murales annovera diverse registrazioni; tra queste va evidenziato l’album prodotto nel 2018 No sias isciau (Non essere schiavo), vincitore del premio discografico Mario Cervo 2019, accompagnato da un libro che contiene un’analisi del canto orgolese, ne ripercorre la storia e costituisce una vera e propria guida all’ascolto del disco.
Per la prima volta sono contenute, all’interno di uno stesso CD, tutte e dieci le modalità esecutive del tenore di Orgosolo; per la prima volta, in uno stesso disco, sono presenti due Tenores, che a volte cantano separatamente e a volte insieme, in una modalità conosciuta ad Orgosolo con il nome Mibelli. Il libro, scritto da Banne Sio, con testi in sardo, italiano e inglese, contiene una approfondita analisi del canto orgolese: dalla descrizione delle peculiarità del tenore di Orgosolo all’analisi di tutte le modalità esecutive del repertorio.


