Širom

(Slovenia)

Venerdì 10 settembre 2021
Domenica 12 settembre 2021

Palau
Punta Palau, località Porto Faro
Ore 21,30
Ore 22,00
Al Faro VIII Edizione

PrenotaŠirom (Slovenia) - ph Tadej Čauševič

Širom (Slovenia)

Ana Kravanja
– Samo Kutin
ikitelia, ghironda, tampura brač, lyra, ukulele
Iztok Koren banjo, chimes, balafon, gamelan, gran cassa

La musica del trio sloveno Širom nasce dall’intreccio di differenti approcci musicali, strumenti, storie e suoni, sotto il segno di una sfrenata immaginazione musicale e di un’attitudine all’artigianalità.

I tre musicisti Iztok Koren, Samo Kutin e Ana Kravanja suonano complessivamente più di dodici strumenti e sono almeno altrettante le forme musicali che è possibile rintracciare come ispirazione nel repertorio di questa formazione. Allo stesso tempo, il loro processo creativo è frutto di una costante sperimentazione che permette loro di non ripetere semplicemente modelli esistenti. Tutto questo dà vita a una produzione originale e stilisticamente omogenea che spazia tra una vasta gamma di sonorità folk e brani in stile rock acustico contemporaneo. Il risultato finale è un radicato minimalismo mistico: la musica dei Širom è contemplativa, ma può diventare intensa e potente se necessario, è più simile a una band che a una formazione da camera, tanto da avere più una natura di “street band” che di tipo “urban”.

I membri dei Širom partecipano anche a diversi altri progetti e formazioni tra cui ŠKM banda, Hexenbrutal, Najoua, Samo Gromofon e Horda grdih.

Širom (Slovenia) - ph Jana Jocif
Širom (Slovenia) - ph Tadej Čauševič

Ana Kravanja violino, viola, rebab, kalimba, bendir, balafon

Ana Kravanja suona una moltitudine di strumenti – tradizionali, classici e auto-prodotti – e scrive musiche originali per spettacoli teatrali, film e animazioni, ma anche narrazioni, poesia, danza e arte. Nel 2013 ha realizzato il progetto Glacies nel quale i musicisti suonavano sugli scaffali dei frigoriferi. Tra il 2012 e il 2016 con il duo Najoua con Sam Kutin, ha composto musica per quattordici kalimbe e ha registrato due dischi. È uno dei dieci componenti di Olfamoštvo. Come violinista ha collaborato con diversi musicisti e danzatori sloveni e internazionali, tra cui: Samo Kutin, Tomaž Grom, Susanna Gartmayer, Margarethe Maierhofer-Lischka, Henrik Olsson, Raphael Roginski.

Samo Kutin ukulele, kalimba, arpe e steel drum artigianali, balafon

Salo Kutin è un polistrumentista estremamente attivo, conosciuto per l’utilizzo nelle sue esibizioni di strumenti poco convenzionali e autoprodotti, così come di oggetti vari che producono suoni. Uno degli strumenti tradizionali che fa parte del suo repertorio è la ghironda, uno strumento medievale di origine ungherese, spesso protagonista delle sue performance nel campo della musica sperimentale e improvvisata, in cui esplora tutte le potenzialità di questo antico strumento. Attraverso la preparazione e l’amplificazione dello strumento musicale, utilizzando sia microfoni a contatto che risuonatori acustici, Samo Kutin raggiunge un’intensità acustica estrema, che va da un leggero disturbo a un ronzio rumoroso, da colpi leggeri fino a lamenti insopportabili.
Si esibisce da solo e in diverse formazioni legate al mondo dell’improvvisazione (tra cui in duo con Jean-Luc Guionnet, Lee Paterson, Boris Baltschun, Daichi Yoshikawo etc.) e in formazioni di musica etnica. Compone anche musica per fiabe, animazioni, spettacoli teatrali, di burattini e di danza e tiene regolarmente laboratori per bambini.

Iztok Koren – banjo, grancassa, chimes, balafon

Iztok Koren fa parte del trio di folk immaginifico Širom e del quartetto post-rock ŠKM Banda, ma è anche uno dei due membri di Hexenbrutal – l’altro è il musicista e cantautore sloveno folk-punk Dani Kavaš – e del gruppo post-metal Plüg. Recentemente ha dato vita a un progetto solista ispirato all’opera cinese Yijing – il Classico dei mutamenti, libro di saggezza, utilizzato anche a scopo divinatorio – e basato sulla contemplazioni e sul superamento delle proprie emozioni.
Recentemente ha anche iniziato il suo progetto solista che si ispira a Yi Jing e alle contemplazione della  possibilità di superare il proprio egoismo, l’ostinazione di emozioni come la rabbia, il senso di colpa e l’invidia e la danza infinita tra la speranza e la ripetizione della storia.

Incontri, proiezioni e concerti a ingresso gratuito, posti limitati,
prenotazione obbligatoria

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