Isole che Parlano ...di fotografia

Romano Cagnoni

Romano-CagnoniNel libro “Pictures on a Page” Harold Evans, ex direttore del Sunday Times, ha recentemente citato Romano Cagnoni con Henry Cartier-Bresson, Bill Brandt, Don McCullin e Eugene Smith come uno dei più famosi fotografi al mondo.

Nasce nel Novembre 1935 a Pietrasanta, in Toscana.
Durante la seconda guerra mondiale è rifugiato a Sant’Anna di Stazzema da cui, solo un giorno prima del tristemente famoso eccidio nazista, si trasferisce con la famiglia, salvandosi la vita.

Finita la guerra Cagnoni trova impiego come assistente di un fotografo locale, trasportando per lui le pesanti apparecchiature fotografiche. Da autodidatta Inizia a ritrarre ciò che più gli piace.

Nel 1958, senza permesso di lavoro, parte per Londra dove conosce Simon Guttmann e Stefan Lorant, considerati i fondatori del fotogiornalismo moderno, entrambi rifugiati ebrei in fuga dalla Germania nazista.
Guttmann (che introdusse Robert Capa alla fotografia) e Stefan Lorant (editor del Picture Post a Londra), lavorano, in quel periodo, a stretto contatto con i fotografi Felix Mann, Kurt Hutton e Humbo (Otto Humber) sia in Germania che a Londra.
Cagnoni inizia a lavorare con Guttmann, per alcuni anni esclusivamente su argomenti culturali per testate giornalistiche londinesi. A quel periodo risalgono i reportages sulla campagna per il Partito Laburista, quando Harold Wilson divenne Primo Ministro, e sul Vietnam del Nord dopo Diem Bien Phu.
Cagnoni e James Cameron, sono i primi giornalisti occidentali, non comunisti, ad essere ammessi nel Vietnam del Nord, e Life Magazine pubblica in copertina una sua fotografia del presidente Ho Chi Minh.

Collabora con Guttmann finché non decide di lavorare in maniera indipendente, pianificando e producendo da solo “le storie”.
0618Da quel momento realizza e pubblica, tra gli altri, servizi fotogiornalistici che trattano del Biafra, durante la guerra civile Nigeriana (storia pubblicata a più riprese su Life Magazine che gli valse il “USA Overseas Press Award”); della Guerra di Logoramento in Egitto; della Palestina; del Chile di Allende (insieme allo scrittore Grahm Greene); del ritorno di Peron in Argentina; della guerra del Kippur in Israele; della guerra in Cambogia e numerosissime altre storie.

Cagnoni fotografa situazioni vecchie come l’umanità stessa:
fame, malattia, ingiustizie, la solitudine dei deboli, l’oppressione e l’intolleranza contro il diverso (sia che si parli di individui o di minoranze), i conflitti dei potenti, gli attentati, le guerre, le ribellioni delle classi più povere e oppresse, la lotta per liberare le menti dalle catene dell’inerzia e della stupidità.
Ha offerto immagini intellettualmente stimolanti delle condizioni che definiscono l’esistenza umana e le speranze di trasformarla.

Romano Cagnoni è un fotografo riconosciuto e premiato a livello internazionale come uno dei più importanti del ventesimo secolo. Le sue fotografie sono state pubblicate sulle copertine e prime pagine di quasi tutti i più significativi giornali e riviste d’ Europa e degli Stati Uniti.
Cagnoni ha esposto svariate mostre personali nel mondo, ottenendo notevoli riconoscimenti e pubblicando 16 libri.

Sito web: www.romanocagnoni.com

 

 

 Isole che Parlano …di fotografia

giovedì 11 settembre
ore 21,30
Centro di Documentazione del Territorio

Fotografia Totale
di Romano Cagnoni
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inaugurazione mostra fotografica

 

Riflessioni sull’etica di un mestiere
Romano Cagnoni
si racconta •••
lezione/incontro con il fotografo

 romano-cagnoni

la mostra, realizzata in collaborazione con Associazione Ogros, rimarrà aperta fino al 30 settembre

maggiori informazioni sulla mostra “Fotografia Totale”
e sull’incontro/lezione con Romano Cagnoni

programma XXI ed.

Isole che Parlano è tra i migliori festival europei premiati con la EFFE Label-Europe for Festivals, Festivals for Europe 2017-2018,
la più importante piattaforma di festival europei. (www.effe.eu)

Isole che Parlano si basa su un sistema multipolare con un rapporto continuo tra il centro urbano e le aree del territorio di particolare interesse storico, naturalistico o paesaggistico.

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