L'Étrangleuse

(Francia)

L’ÈTRANGLEUSE (Francia)
Mélanie Virot
arpa a pedali, voce
Maël Salètes chitarra elettrica, jeli n’goni, voce
Léo Dumont batteria

 

Negli ultimi dieci anni  Mélanie Virot e Maël Salètes hanno messo a confronto l’arpa classica a pedali, la chitarra elettrica e gli strumenti a corda del nord Africa, per creare un universo sonoro finora inesplorato. Nasce così la musica di L’Étrangleuse, traendo ispirazione da un paese immaginario in cui confluiscano tradizioni musicali differenti. Il contatto tra gli strumenti, che apparentemente non hanno niente in comune e che normalmente vengono utilizzati in ambiti differenti, ci trasporta in un luogo inaspettato. Da questo confronto nasce un non-luogo, una sorta di post-rock da camera che emerge da un tessuto basato su riff minimali, un contemplativo inno punk (di chiara ispirazione desert e maliana), una colonna sonora modale, ipnotica e contemplativa.

Sette anni dopo il loro primo album, e tre dopo “Memories To Come” (prodotto da John Parish), il duo approda al terzo lavoro discografico  “Dans Le Lieu Du Non-Où” interamente cantato in francese e registrato in uno studio domestico. Le atmosfere spaziano tra atmosfere danzanti e incantevoli ballate da fine del mondo. L’utilizzo dello jeli n’goni (strumento a corda del Mali), rende esplicito il riferimento geografico, trasportando il rotativo minimalismo ancestrale  di L’Étrangleuse a contatto con i suoni distorti dell’arpa e con i breaks della chitarra elettrica.  Il tutto al servizio di canzoni interpretate ad una o due voci.

Siamo immersi in una dimensione cameristica innovativa, che esprime il suo massimo sviluppo onirico e narrativo sul palcoscenico, e che grazie al contributo del batterista-percussionista Léo Dumont, di recente incluso nella band, trasla le atmosfere nella direzione di un’elegante post-punk mediterraneo.

 

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