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Press 2016
 

La Nuova Sardegna 14 settembre 2016: Le anime erranti dell’isola di Lesbos - Il fotografo Alessandro Penso presenta la sua mostra inaugurata a Palau

La Stampa.it - 13 settembre 2016: Uno show sull’isola deserta di Spargi, la musica è solo per 500 persone

La Nuova Sardegna 12 settembre 2016: La danza di Ania Losinger chiude Isole che parlano

La Nuova Sardegna 6 settembre 2016: Al via i concerto al Pozzo Sacro Sa Testa di Olbia

La Nuova Sardegna 4 settembre 2016: Raccontare con la Fotografia rispettando il dolore dell\'uomo

Radiocorriere TV - Settimanale della Rai Radiotelevisione n. 35 del 5 settembre 2016

Siamo su Radiocorriere TV - Settimanale della Rai Radiotelevisione da pag.40 a pag.43

sfoglia la rivista

L’11 settembre, con un concerto sulla spiaggia di Spargi, isola dell’Arcipelago de La Maddalena, si chiude una delle manifestazioni più attese in territorio sardo, che quest’anno compie vent’anni

Festival dal respiro internazionale, ideato nel 1996 dai fratelli Angeli,
Paolo (musicista) e Nanni (fotografo), e organizzato a Palau,
nel nord Sardegna, dall'Associazione Sarditudine, Isole che Parlano
compie vent'anni. Dal 5 all'11 settembre, tra chiese di campagna,
piazze e vicoli di paese, spiagge e pozzi sacri, tra le tombe dei giganti e
siti archeologici, è di scena la musica, e non solo. [...]


Il Venerdi di Repubblica - 2 settembre 2016


L'Unione Sarda - 27 agosto: Gli Angeli di Paolo Fresu e le "Isolecheparlano

Lunedì (29 agosto) alle 22, al faro di Punta Palau, l'anteprima del festival.

di Isabella Chiodino
fonte: L'Unione Sarda

 

L'unione sarda 27 agosto 2016

 

 


La Nuova Sardegna 31 agosto 2016: Fresu incanta a “Isole che parlano”

Esibizione intima dal palco alla scogliera di Pala nel duetto con Paolo Angeli

Articolo di Antonio Mannu

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La Nuova Sardegna 31 agosto 2016: Festival Isole che Parlano Un concerto al Pozzo Sacro

La Nuova Sardegna 24 agosto 2016: Fresu inaugura “Isole che parlano”

Il trombettista si esibirà da solo davanti al faro di Punta Palau lunedì prossimo
di Antonio Mannu

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PALAU. “Isole che parlano compie vent'anni”. Per festeggiare propone un'anteprima il 29 agosto con il trombettista di Berchidda Paolo Fresu, che suonerà in solo davanti al faro di Punta Palau. Il suggello alla collaborazione tra “Isole che parlano” e “Time in Jazz”, che va ormai avanti da diversi anni: «Quando mi è stato chiesto di venire a suonare per il ventennale ho accettato con piacere e con particolare trasporto - ha detto Paolo Fresu - e non sarà un concerto convenzionale, perché dietro l'esibizione ci sono rapporti che vanno ben oltre l'aspetto professionale». Già un solo di tromba e flicorno è quasi un'anomalia per un concerto di musica jazz ma l'intenzione di Fresu è quella di proporre una sorta di viaggio dentro la storia, e perché no, anche dentro la geografia, passando in Sardegna attraverso la sua straordinaria polifonia e le suggestioni letterarie di Sergio Atzeni, nel Maghreb con la trance degli Gnawa, visitando il suono classico degli archi, il mondo musicale di Miles Davis e la poesia del suono continuo generato con l'elettronica.

Francesco Carta con le sue luci disegnerà lo spazio musicale, valorizzando con pennellate di colori lo splendido contesto ambientale. «Sarà un concerto molto teatrale - continua Paolo Fresu - che è motivato da una sorta di attrazione preziosa. Lo intendo come una stretta di mano e un abbraccio, un veicolo di intenti e sentimento». Per il trombettista di Berchidda, ci sono evidenti similitudini tra Time in Jazz ed il festival di Palau: «Ho sempre seguito Isole che parlano da lontano. Seppure realizzati in contesti diversi i due festival hanno un pensiero simile che li accomuna».

E' con naturalezza quindi che Paolo Fresu ha accettato di aprire la ventesima edizione di questo festival, ideato nel 1996 da Paolo e Nanni Angeli, organizzato dall'Associazione

Sarditudine con il sostegno dell'amministrazione comunale di Palau. Un festival che si caratterizza per la sua capacità di mescolare le carte dei generi e degli ambiti artistici, coniugando laboratori per bambini e adolescenti, fotografia di reportage e musica tra tradizione ed avanguardia.

fonte: La Nuova Sardegna 24 agosto 2016


L'Unione Sarda - 23 agosto 2016: Paolo Fresu arriva a Palau per il ventennale di Isole che Parlano

foto_532573_550x340Vent'anni di festival vanno celebrati.

Per il traguardo di "Isole che parlano" arriva a Palau Paolo Fresu.
Il 29 agosto, alle 21.30, il trombettista di Berchidda suonerà davanti al faro di Punta Palau. L'evento è un'anteprima della settimana di appuntamenti dedicati alla musica internazionale messi in agenda da Paolo e Nanni Angeli dal 5 al 11 settembre per la rassegna sostenuta dal Comune.
Il jazz è, ovviamente, protagonista. Nessuna concorrenza con il festival di Berchidda, precisa l'artista.
"I due appuntamenti sono accomunati, seppur realizzati in contesti diversi" - dichiara Fresu - "Per l'occasione metteremo insieme suoni e generi diversi passando dalla polifonia sarda ai suoni classici degli archi, da Miles Davis a Sergio Atzeni, dalla trance Gnawa alla poesia del suono continuo attraverso l'elettronica".
Laboratori, mostre, spettacoli e incontri culturali sono inclusi nel programma messo a punto dall'associazione Sarditudine.

di Isabella Chiodino

fonte: l'Unione Sarda


 

La Nuova Sardegna del 4 agosto 2016: Al via il festival “Isole che parlano”

Anteprima il 29 agosto con Paolo Fresu nella fortezza di Monte Altura

PALAU. Il festival “Isole che parlano” prenderà il via con un’anteprima il 29 agosto alla fortezza di Monte Altura, con Paolo Fresu che, in solo, proporrà una sonorizzazione del forte sardo-piemontese di fine Ottocento.

Dal 5 settembre parte il festival vero e proprio. La sezione fotografia ospita il reportage “Lesbos”, di Alessandro Penso (uno dei fotografi italiani più importanti in ambito internazionale, tra i vincitori del Word press photos 2014 e della Photo Story del Times 2016), che racconta “dall’avamposto” greco il dramma della migrazione verso i paesi europei.

Tra gli ospiti della sezione musica, dall’8 all’11 settembre, gli United Vibrations (band britannica che nasce nei sobborghi di Londra e che fonde afrobeat, hip-hop e house), i finlandesi Mopo (trio che esplora i confini tra il punk degli anni Settanta, la forma canzone e il jazz), gli italiani OoopopoiooO (duo formato da Vincenzo Vasi e Valeria Sturba che sfugge ad ogni classificazione, in cui emergono canzoni composte e interpretate da due polistrumentisti legati indissolubilmente al theremin), il norvegese Torgeir Vassvik (musicista che rivisita in chiave contemporanea la pratica del canto joik della tradizione Sámi, proponendo un suo “rituale animistico musicale per il XXI secolo”).

Una menzione speciale va al quartetto di Zoe Pia che, nel pozzo sacro Sa Testa di Olbia presenterà il suo nuovo cd “Shardana”, connubio tra musica sarda e jazz. Imperdibile “Di granito”, processione profana ai piedi della Roccia dell’orso dedicata a Mario Cervo e a Pietro Sassu, evento patrocinato da nove anni dalla Commissione nazionale italiana dell’Unesco, in cui si alterneranno i Tenores “Terra ’e Oro” di Orotelli e i Tenores “Sa Niera” di Pattada.

Il festival chiuderà con un concerto sull’isola di Spargi, in cui la danza di Ania Losinger

si fonderà con la Xala (una sorta di marimba suonata con i piedi utilizzando tecniche mutuate dalla danza flamenca e della xalaparta) e completa un mosaico minimale in contrappunto con il piano fender di Matthias Eser.

Sul sito www.isolecheparlano.eu tutte le informazioni di dettaglio

 

Fonte:La Nuova Sardegna


CINEMECUM 10 ANNI - Inserto

Numero unico di cinemecum.it - quindicinale di cineturismo

Cinemecum-10-anni-inserto_Pagina_1

Un mare di festival

Dall’isola di Tavolara a quella dell’Asinara. Dal sole di Cagliari alle montagne di Nuoro, dalle città ai piccoli paesi come Gavoi e Berchidda, 60 rassegne in tutta la Sardegna, per 365 giorni di visioni.
Cortometraggi, documentari e incontri sul cinema disegnano la mappa dei festival nell’isola.

PALAU
settembre ISOLE CHE PARLANO
Il Festival si caratterizza per un originale ed avvincente connubio:
è tra i primi festival in Sardegna a valutare organicamente la
relazione tra le espressioni delle avanguardie metropolitane e la
cultura autoctona sarda.

http://www.isolecheparlano.it/


La Nuova Sardegna - 30 maggio 2016

Le foto di Letizia Battaglia approdano alla Frumentaria

di Antonio Mannu

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SASSARI. Nel settembre 2015, per la prima volta, le sue “Fotografie” sono state esposte in Sardegna, a Palau, in occasione del festival Isole che Parlano, organizzato dall'associazione Sarditudine.
Lei è stata la prima donna europea a vincere, nel 1985 ed ex aequo con la statunitense Donna Ferrato, il prestigioso W. Eugene Smith Grant. Nel 1999 le è stato assegnato il Mother Johnson Achievement for Life, nel 2007 il premio Dr. Erich Salomon, nel 2009 il Cornell Capa Infinity Award. Ha esposto in Italia, nei paesi dell’Est, in Gran Bretagna, Stati Uniti, Francia, Brasile, Svizzera, Canada; il 5 marzo di quest’anno Palermo, la sua città, dove i suoi lavori sono stati esibiti raramente, per il suo 81°compleanno le ha tributato un imponente omaggio, con la pubblicazione di un volume dal titolo Anthologia, una grande mostra ai cantieri Culturali della Zisa e uno spettacolo al teatro Massimo. Lei è Letizia Battaglia, fotografa siciliana nota in tutto il mondo, nata a Palermo nel 1935.

Ora, finalmente, la sua mostra “Fotografie” arriva a Sassari: verrà inaugurata venerdì 3 giugno alle 18, negli spazi del Palazzo della Frumentaria, in via delle Muraglie 1. L'iniziativa è organizzata dall'Associazione Culturale Ogros - fotografi associati, con il contributo dell'assessorato alla Cultura del Comune di Sassari e la collaborazione delle associazioni Sarditudine e Inner Wheel Sassari Castello e della Vitivinicola Francesco Fiori.

“Fotografie” è composta da 40 immagini che ripropongono, in una cruda sequenza, foto di omicidi, funerali, processi, umanità, povertà e degrado. Tra le immagini anche quella dell’assassinio dell'allora presidente della Regione Sicilia, Piersanti Mattarella, con il fratello, attuale Presidente della Repubblica, intento a estrarre il corpo dall’auto pochi minuti dopo l’esecuzione; i boss mafiosi Liggio e Bagarella in manette; Falcone ai funerali del generale Dalla Chiesa; il giudice Scarpinato sotto scorta; donne che piangono di disperazione sui luoghi dei delitti; la madre di Peppino Impastato che mostra, fiera e addolorata, il ritratto del figlio. Letizia Battaglia comincia la sua carriera giornalistica nel ‘69, curando la cronaca cittadina palermitana per il giornale L’Ora.

Nel 1971 Letizia Battaglia si trasferisce a Milano dove comincia, quasi casualmente, ad occuparsi anche di fotografia. In breve tempo il mezzo fotografico diventa il suo preferito strumento di espressione: «grazie alla fotografia, che ho incontrato a metà della vita, sono cresciuta. Prima ero una mamma, una moglie, poi separata, una cronista, ma non riuscivo ad esprimere compiutamente le mie inquietudini, le mie posizioni poetiche e politiche. La fotografia mi ha restituito a me stessa».

Nel 1974 “L’Ora” le chiede di tornare nell'isola e da allora, e fino alle stragi del 1992, documenta la guerra di mafia a Palermo e in Sicilia, ma anche la vita quotidiana e il tessuto sociale che ha convissuto con la morsa mafiosa. “Fotografie” fa parte della rassegna espositiva Figuras, una proposta curata da Ogros - fotografi associati e sostenuta dalla Fondazione di Sardegna. La mostra sarà aperta al pubblico, dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20, sino al 19 giugno.

Per l'occasione il volume Anthologia sarà proposto ad un prezzo speciale. Sono previste visite guidate a gruppi e scolaresche accompagnate dai docenti.
Per informazioni ascultaogros@gmail.com +39 345 8873748 +39 339 1459168

Fonte: La Nuova Sardegna


La Nuova Sardegna - 15 maggio 2016

Noi e la foresta

I bambini alla scoperta del monte Limbara

TEMPIO. “Noi e la Foresta”, programma di educazione ambientale e di laboratori rivolto anche ai bambini, avviato sin dal primo maggio da Sardegna Foreste, oggi (dopo Porto Conte, Cagliari e Villanova Monteleone), sarà anche a Tempio, più precisamente a Vallicciola, sul Monte Limbara.

Intenso il programma che prevede una serie di laboratori educativi con il coinvolgimento di varie associazioni. Fra le tante proposte un laboratorio riservato ai bambini fra i 4 e i 12 anni, sarà tenuto dalla Associazione Sarditudine di Palau. Il costo di iscrizione al laboratorio, è stato fissato in 8 euro a persona e si svolgerà dalle 10 alle 12. Un altro laboratorio, dedicato all’arte del camminare bene, questa volta gratuito, destinato ancora a bambini, dai 6 ai 10 anni, sarà tenuto dall’Agenzia Forestas.

A cura della Scuola del Cammino, unico centro di formazione nel Nord Sardegna per il «Nordic walking e fitwalking», un altro laboratorio ancora, destinato a bambini dai 10 ai 15 anni. Costo, in questo caso, di 5 euro a persona. La programmazione prevede anche escursioni gratuite per adulti a cura della sezione di Sassari del Cai Club alpino italiano ed una camminata per bambini e famiglie a cura della Associazione “Tutt’a pedi” di Aggius al costo di 10 euro per gli adulti e 5 euro per i bambini. Tutte le attività avranno come punto di partenza e di arrivo Vallicciola. Sicuramente una imperdibile occasione per conoscere l’affascinante monte Limbara. (a.m.)

15 maggio 2016

fonte: La Nuova Sardegna

 

 


La Nuova Sardegna - 14 maggio 2016


nuovasardegnatestataRispetto ambientale, domani sul Limbara giochi per bambini

PALAU. Domani la foresta del Monte Limbara (località Vallicciola, Tempio) ospiterà la giornata “Noi, la foresta”, un percorso destinato ai bambini e alle loro famiglie, ideato dall’Agenzia Forestas e da Laore (agenzia regionale per lo sviluppo in agricoltura). Dopo il viaggio nella fotografia con il film di Marco Cruciani 'Calma e Gesso' su Mario Dondero e nella musica al faro di Punta Palau, con Riccardo Lay (Jazz Island for Unesco), prende il via “Isole che Parlano …ai bambini”.

All’iniziativa ha aderito l’associazione Sarditudine, che promuove l’appuntamento “Aspettando i…20” prologo della ventesima edizione di Isole che Parlano, festival internazionale che si terrà dal 5 all'11 settembre a Palau.

Domani dalle 10 alle 12 Alessandra Angeli, coordinatrice del progetto dedicato ai più piccoli, terrà il laboratorio di educazione ambientale “Noccioli e Alberi”, rivolto ai bambini dai 4 ai 12 anni: si parlerà di alberi e piante, di fiori e semi, germogli e orti ma anche di rifiuti e quindi riciclaggio, riduzione e riuso creativo dei materiali di scarto. L’attività sarà suddivisa in due sezioni: una centrata sull'esplorazione polisensoriale

degli elementi naturali o di rifiuto e l'altra manuale creativa, orientata alla creazione di piccoli semenzai. L’obiettivo è di sensibilizzare i bambini al rispetto ambientale e allo sviluppo sostenibile, con spazi di condivisione, sperimentazione e apprendimento attraverso il gioco.


Unione Sarda - 12 Maggio 2016

L'UnioneSarda.it » Cronaca » 12 maggio 2016

Tempio, una giornata per scoprire il Limbara

di Pier Giacomo Pala

L'Agenzia Forestas organizza una giornata in foresta per i bambini e le loro famiglie.

Domenica 15 nel Monte Limbara una serie di laboratori ed escursioni destinati a bambini e adulti per scoprire, osservare e sentire la natura.

Il raduno è previsto il località Vallicciola alle ore 10 e il programma dell'intensa giornata si conclude nel pomeriggio:

Laboratorio di Educazione Ambientale "Noccioli e alberi .. aspettando i venti.. isole che parlano.. ai bambini";

Laboratori di Educazione Ambientale .. destinati a bambini e bambine;

Nordic Walking "L'arte del camminare bene … e vivere il territorio"; Fitwalking "L'arte del camminare bene ….. e vivere il territorio"; Escursione per adulti; Camminata per i bambini e le famiglie; Avvicinamento all'orienteering per trascorrere una sana giornata all'aria aperta;

Laboratorio del gusto…. degustazione dei mieli prodotti dall'Agenzia Forestas e cenni di apicoltura;

Attività di sensibilizzazione sui rapaci. Durante la giornata sarà visitabile il gazebo istituzionale del Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale.

fonte: L'unione Sarda


La Nuova Sardegna - 11 maggio 2016

Limbara da scoprire, un'escursione tra natura e storia
articolo 1


La Nuova Sardegna - 15 aprile 2016

Un’isola di musica. Primavera sulle note del jazz, anche la Sardegna partecipa al progetto Unesco

Concerti per il Jazz Day a Sassari, Nuoro, Berchidda, Palau e Barumini

SASSARI. Anche la Sardegna partecipa all’International Jazz Day che si celebrerà il prossimo 30 aprile: un appuntamento istituito nel 2011 dall’Unesco: l’Agenzia dell’Onu che si occupa di educazione, scienza e cultura – con lo scopo di evidenziare il ruolo che la musica jazz può giocare per unire le persone di ogni angolo del globo.



Quest’anno, sarà il Comitato giovani della Commissione nazionale italiana per l’Unesco, recentemente istituito, a supportare la promozione della Giornata internazionale del jazz, giunta alla sua quinta edizione, con una serie di eventi allestiti in diverse regioni in partnership con i-Jazz, l’associazione che raccoglie alcune delle più importanti rassegne e le rispettive organizzazioni: tra queste, Time in Jazz di Berchidda, titolare dell’omonimo festival fondato (nel 1988) e diretto da Paolo Fresu, che insieme al Comitato giovani Sardegna dell’Unesco cura l’organizzazione della giornata del prossimo 30 aprile, che per la prima volta si festeggia anche nell’isola. Titolo: “Jazz Island for Unesco”.



Giornata intensa, con alcune delle migliori espressioni della scena musicale sarda al centro di quattro eventi proposti in tarda mattinata in altrettante località – Sassari, Palau, Nuoro, Berchidda – più un concerto finale, la sera alle 21, a Su Nuraxi di Barumini. Il tutto con la collaborazione degli altri festival e degli altri soggetti culturali che sono stati coinvolti nel progetto.





Leggi Tutto: La Nuova Sardegna 15 aprile 2016


Focus Sardegna 14 aprile 2016

La Sardegna celebra la Giornata internazionale del jazz dell'UNESCO

unescojazz

Anche la Sardegna partecipa all'International Jazz Day che si celebra il 30 aprile: un appuntamento istituito nel 2011 dall'UNESCO - l'Agenzia dell'Onu che si occupa di Educazione, Scienza e Cultura – per evidenziare il ruolo che la musica jazz può giocare per unire le persone di ogni angolo del globo.

Quest'anno, sarà il Comitato Giovani della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO, recentemente istituito, a supportare la promozione della Giornata internazionale del jazz, giunta alla suaquinta edizione, con una serie di eventi allestiti in diverse regioni in partnership con i-Jazz, l'associazione che raccoglie alcune delle più importanti rassegne e le rispettive organizzazioni: tra queste, l'associazione culturale Time in Jazz di Berchidda, titolare dell'omonimo festival fondato (nel 1988) e diretto da Paolo Fresu, che insieme al Comitato Giovani Sardegna dell'UNESCO cura l'organizzazione della giornata del prossimo 30 aprile, che per la prima volta si festeggia anche nell'isola. Titolo: Jazz Island for UNESCO.

Giornata intensa, con alcune delle migliori espressioni della scena musicale sarda al centro di quattro eventi proposti in tarda mattinata in altrettante località - Sassari, Palau, Nuoro, Berchidda – più un concerto finale, la sera alle 21, nel suggestivo scenario di "Su Nuraxi" di Barumini. Il tutto con la preziosa collaborazione degli altri festival e soggetti culturali coinvolti nel progetto.

Leggi tutto su: Focus Sardegna 14 aprile 2016


La Nuova Sardegna - 10 aprile 2016

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Oggi a teatro il corto dedicato a Dondero

PALAU. Al cineteatro Montiggia questa sera, alle 21, sarà proiettato il cortometraggio “Calma e gesso, in viaggio con Mario Dondero”. L’ingresso è libero. Il documentario ricostruisce l’avventurosa storia del leggendario fotoreporter marchigiano, scomparso lo scorso 13 dicembre non lontano da Fermo, la sua città. Dondero aveva un legame forte con la Sardegna e con Palau, in particolare.

Il festival “Isole che parlano” lo aveva ospitato per tre edizioni. Il corto tenta di raccontare la personalità, la storia, l’opera e l’attualità di uno dei grandi maestri del fotogiornalismo mondiale, seguito per cinque anni dalla camera di Marco Cruciani. È un percorso intenso, un tragitto di pensieri e di azioni da cui emerge uno spaccato di cronaca nazionale e internazionale vissuto in prima persona e in prima linea dagli anni Cinquanta ad oggi. In quegli scatti lucidi e profondamente narrativi traspare la discrezione del suo sguardo
e la completa estraneità al sensazionalismo dei paparazzi. Non c'è retorica nel suo modo di fare ma solo amore, ironia, indignazione, denuncia e ricerca del vero. Ieri il cortometraggio è stato proiettato al cinema Smeraldo di Sassari, alla presenza del regista Marco Cruciani. (a.n.)

 

 

Fonte: La Nuova Sardegna del 10 aprile 2016


La Nuova Sardegna - 07 aprile 2016

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Dondero, girovago innamorato della Sardegna

A Sassari e Palau proiezione del documentario sul grande fotografo marchigiano “Calma e gesso”
di Antonio Mannu

SASSARI. Mario Dondero, fotografo giramondo, intellettuale raffinato, è mancato lo scorso 13 dicembre a Petritoli, non lontano dalla sua Fermo. C'è chi dice avesse scelto quel luogo, come residenza, perché il nome del borgo marchigiano era in antitesi col suo calmo e continuo girovagare. In realtà pare che la ragione prima fosse l'innamoramento, da parte della moglie, per la biblioteca cittadina.

Dondero aveva un legame forte con la Sardegna, ma credo avesse sentimenti intensi per molti dei luoghi e paesi visitati. Sulla nostra isola tornava volentieri, qui abitavano alcuni cari amici, come lo scultore di San Sperate Pinuccio Sciola, che ancora risiede nel paese museo, il fotografo maddalenino Tatiano Maiore e tanti altri. In Sardegna ha esposto prima volta a Palau, nel 2000, nell'ambito del festival Isole che Parlano, organizzato dall'Associazione Sarditudine. L'ultima mostra nell'isola, “A proposito di Robert Capa”, a Villanova Monteleone nel marzo del 2014. Quest'ultima occasione espositiva è stata organizzata dall'Associazione Ogros di Sassari, in collaborazione con Sarditudine.

 

Ogros e Sarditudine hanno voluto unire, ancora una volta, forze e intenzioni, per regalare a Dondero un ulteriore passaggio in terra sarda. Insieme ad Amerindia, nell'ambito della trentunesima edizione della rassegna “Un nuovo cinema per tutti”, organizzano infatti, per sabato 9 aprile la proiezione, a Sassari, del documentario “Calma e Gesso in viaggio con Mario Dondero”. L'appuntamento con questo imperdibile omaggio ad una delle figure più nitide del fotogiornalismo italiano è al Teatro Cinema Smeraldo, alle 20,30 di sabato 9 aprile. Sarà presente alla proiezione anche il regista e produttore Marco Cruciani. Il giorno successivo, domenica 10 aprile, alle 21, Calma e Gesso verrà proposto a Palau, presso il Cine Teatro Montiggia. Anche a Palau ci sarà l'autore. Il documentario si propone di raccontare l'avventurosa storia Mario Dondero, attraverso il suo presente in continuo movimento. L'autore ha accompagnato il grande fotoreporter per quasi cinque anni, seguendo le sue ricerche, le sue mostre, inaugurazioni, conferenze, partecipazione ad eventi culturali, ma anche semplici passeggiate. Sullo schermo scorrono immagini di città, luoghi, donne e uomini, storie partigiane, storie incredibili, storie vere. Scorrono foto in bianco e nero e a colori. Scorrono strade e paesaggi. Il documentario svela un tragitto di pensieri e azioni da cui emerge uno spaccato di cronaca nazionale e mondiale vissuto in prima linea, dagli anni '50 ad oggi. Da quegli scatti lucidi e profondamente narrativi traspare la discrezione di Dondero e la sua estraneità al sensazionalismo dei paparazzi. Non c’è retorica nel suo modo di fare fotografia, ma amore, ironia, indignazione, denuncia e umanesimo. Perché: «non è che a me le persone interessino per fotografarle, mi interessano perché esistono».

 

fonte: La Nuova Sardegna del 7 aprile 2016


 

La Nuova Sardegna - 19 marzo 2016

Palau, le fotografie di Nanni Angeli in mostra da oggi

PALAU. La Gallura contemporanea raccontata in 67 scatti da Nanni Angeli. Il centro di documentazione di Palau ospita da oggi e sino al 10 aprile la mostra fotografica “La 'janna a lianti” (La porta a levante). La prima esposizione in terra gallurese offre un interessante spaccato di vita nell'agro: narra le storie di chi lavora o abita nelle campagne, ma anche di chi considera la seconda casa come luogo di villeggiatura. Il progetto mostra come la struttura dello stazzo – inteso come casa e terreni circostanti –, cellula socio-economica della società rurale gallurese fino alla prima metà degli anni Sessanta, costituisca ancora oggi un elemento di interesse, pur avendo perso nella maggior parte dei casi la sua funzione originaria. Il racconto fotografico si compone di 67 immagini: 52 a colori, 15 in bianco e nero, con didascalie in lingua gallurese. Lochi, casi, cosi e ghentj, una storia locale di appartenenza. La 'janna, porta di ingresso dello stazzo, al riparo dai venti dominanti è nuovamente aperta. «L'amministrazione è orgogliosa di ospitare la mostra di Nanni Angeli – dichiara il sindaco, Francesco Pala -, nostro concittadino e affermato fotografo. Lo è ancora di più perché Palau è uno dei centri galluresi in cui ancora oggi è presente la cultura degli stazzi. Sono un patrimonio da valorizzare: alcuni degli edifici censiti dal Comune di concerto con la Soprintendenza costituiscono beni identitari».

 

La mostra sarà inaugura oggi, alle 19. Si potrà visitare sino al 10 aprile, dal martedì alla domenica, dalle 12 alle 13 e dalle 15 alle 19. L'esposizione è realizzata col contributo del Comune di Palau e della Fondazione Banco di Sardegna; fa parte della rassegna Figuras, progetto espositivo a cura dell'associazione Ogros, in collaborazione con Sarditudine.

fonte: La Nuova Sardegna del 19 marzo 2016


L'Unione Sarda - Venerdì 18 Marzo 2016

Gli stazzi galluresi nel nuovo progetto fotografico di Nanni Angeli

Una fotografia di Nanni Angeli La vita nello stazzo è la protagonista scelta dal palaese Nanni Angeli per il suo nuovo progetto fotografico “La 'janna a lianti” , “la porta a levante” tradotto dal dialetto.

Attraverso una raccolta di 67 scatti, l’autore racconta come si svolgeva la vita nel microcosmo campestre dello stazzo, dove molti uomini e donne galluresi hanno trascorso l’esistenza in piena autonomia almeno fino agli Sessanta.

La mostra sbarca in Gallura dopo altre tappe sarde e spiega come si sia evoluta la funzione sociale di questa antica costruzione in pietra, simbolo identitario della zona, oggi spesso trasformata in luogo di villeggiatura.

L’inaugurazione è in agenda domani, sabato 19 marzo, alle 19 a Palau.

L’esposizione è visitabile fino al 10 aprile al centro di documentazione del territorio in via Nazionale, dal martedì alla domenica, dalle 12 alle 13 e dalle 15 alle 19.

Il progetto ha ricevuto il contributo e il plauso dell’amministrazione comunale e della Fondazione Banco di Sardegna.

di Isabella Chiodino

fonte: L'Unione Sarda


La Nuova Sardegna - 18 marzo 2016

Mostra fotografica, La ‘janna a Lianti - La porta a Levante

Dal 19 marzo al 10 aprile 2016 il Centro di Documentazione del Territorio ospita la mostra del fotografo palaese Giovanni “Nanni” Angeli: un percorso di immagini che pone in evidenza genti, strutture e oggetti degli stazzi della Gallura contemporanea Centro di Documentazione del Territorio Palau, via Nazionale. Inaugurazione il 19 marzo 2016 – h. 19 Apertura dal martedì alla domenica – h. 12-13 / 15-19. Per info: 0789707025.

FONTE: La Nuova Sardegna


 
Press 2015
 

Buone pratiche di sostenibilità ambientale: Assessorato della Difesa dell\'Ambiente della Regione Autonoma della Sardegna

Buone pratiche di sostenibilità ambientale

Un altro risultato conseguito da “Isole che Parlano” nel 2015.

Pubblicazione dell'Assessorato della Difesa dell'Ambiente della Regione Autonoma della Sardegna, che raccoglie le buone pratiche di sostenibilità ambientale realizzate in Sardegna negli ultimi 5 anni. La pubblicazione è stata distribuita in occasione del "Forum Sardegna Compra Verde", organizzato a Cagliari il 26 novembre 2015 dalla Provincia di Cagliari, dalla rete degli Ecosportelli GPP e dall'Assessorato Regionale.


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La Nuova Sardegna - 25 ottobre 2015

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Isole che parlano sulla Rai

PALAU. Il festival internazionale “Isole che Parlano” sbarca su Radio 3 Rai. Oggi, a mezzanotte, la manifestazione tenutasi in Gallura sarà trasmessa da “Battiti”, magazine musicale dedicato al jazz, alla black music e alle altre musiche che si affacciano con sempre maggiore pertinenza nel panorama musicale e discografico.
Verrà trasmessa un’antologica dell'edizione del 2014, con l'Hardanger Fiddle della norvegese Benedicte Maurseth, la viola d'amore del tunisino Jasser Hay Youssef, il viaggio in orbita della Piccola Orchestra Gagarin, la produzione originale Youssef Maurseth Duo, i canti corsi di L'Attracchju e la polivocalità del Tenore San Gavino de Oniferi.
La trasmissione fa parte di un ciclo di puntate interamente dedicate al festival organizzato da Sarditudine, con la direzione artistica di Nanni e Paolo Angeli, che prevede antologie e monografie con i concerti più significativi del 2014 e 2015. Prossimamente verrà trasmesso il live a Palau e a Cala Corsara (Spargi) del virtuoso ungherese Laiko Felix.

http://lanuovasardegna.gelocal.it


 

La Nuova Sardegna - 21 settembre 2015

Chiusura tra gli applausi per il festival “Isole che parlano”

la nuova 21.09PALAU. Si è conclusa l’emozionante 19esima edizione del festival “Isole che parlano”, consolidata manifestazione culturale che vanta l'ambito premio Effe, dedicato ai migliori festival europei.

Il format, sospeso tra tradizione e innovazione, ideato da Paolo e Nanni Angeli, contestualizza gli eventi tra siti archeologici, aree paesaggistiche e naturalistiche di estrema bellezza, promuovendo un'operazione di turismo culturale a impatto ambientale sostenibile. Allo stesso tempo radica le proposte nel territorio con laboratori didattici a misura di bambini e ragazzi.

Tra gli ospiti di questa 19esma edizione di grande successo Letizia Battaglia, la più grande fotografa contemporanea in Italia, che ha dedicato la sua vita alla lotta per la libertà e contro la mafia. La mostra, realizzata in collaborazione con Ogros, rimarrà aperta al centro di documentazione di Palau fino al 30 settembre, da lunedì a sabato, dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 20, le domeniche solo su prenotazione. Per informazioni contattare i numeri telefonici 339.1876679 o 347.3444821.

Per il programma musicale, targato Sarditudine, tante le prime nazionali nella settimana di Isole: l'inventore dello yaybahar, Gorkem Sen, il batterista Thomas Strønen, il travolgente “Nine Language” di Karolina Cicha & Bart Palyga. Al tramonto, il canto del tenore Santa Maria de Otzana e Nostra Segnora de Seunis de Thiesi hanno risuonato tra i graniti della roccia dell’Orso, con la processione dedicata a Pietro Sassu e Mario Cervo patrocinata dalla commissione nazionale dell'Unesco. Una esperienza emotiva plurisensoriale in cui i profumi della macchia meditarranea si sono fusi con i suoni più arcaici della terra di Sardegna. La despedida è stata affidata al duo d'eccezione composto dai virtuosi Tarek Abdallah e Adel Shams el-Din. Nella fortezza di Monte Altura, hanno fatto rivivere l'età dell'oro della tradizione musicale egizia per oud. L'evento è stato realizzato con il contributo, fra gli altri del Comune di Palau

 

Fonte: http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2015/09/21/news/chiusura-tra-gli-applausi-per-il-festival-isole-che-parlano-1.12133977

 


Unione Sarda - 14 settembre 2015

"Isole che pàrlano"

L'antico Egitto è qui, nella fortezza di Palau, tra oud, riqq e melodie

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Il concerto di Tarek Alxlallah e Adel Slwms el Din ha chiuso la XIX edizione organizzata come sempre da Paolo e Nanni Angeli


di Isabella Chiodino

Nella fortezza di Monte Altura, a Palau, si è chiusa la XIX edizione di "Isole che parlano", un festival longevo quanto ambizioso che porta culture e musiche di ogni angolo del pianeta a dialogare per una settimana sotto la benedizione dell'Orso.È stato l'Egitto il protagonista dell'ultimo concerto. "Wasla" il titolo dello spettacolo interpretato da Tarek Abdallah e Adel Shams el Din. Suonando l'oud, antica chitarra dell'area del mediterraneo, riqq e percussioni, i musicisti hanno proposto brani della ...

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La Nuova Sardegna - 13 settembre 2015 - doppio articolo

«Giusto pubblicare l’immagine di Aylan»

La grande fotografa Letizia Battaglia a Palau per una mostra


di Antonio Mannu


la-nuova-13.09PALAU. «Strappa da te la vanità, ti dico strappala» canta Ezra Pound nell'ottantunesimo dei suoi Canti Pisani. Letizia Battaglia di questi versi parla commossa. «Ci sono due categorie di fotografi: i vanitosi e i resistenti e questi versi di Pound sono di supporto alla mia vita. L’ho incontrato a Venezia, allora non sapevo chi fosse, mi ci ha accompagnato Emilio Isgrò, un poeta. Ero giovane, avevo 26 anni, trucco pesante scuro intorno agli occhi, come si usava. Siamo entrati nella casa, una casa bassa, che abitava insieme alla moglie. Una donna minuta, una vecchina. E quest’uomo dalla barba leonardesca, occhi grandi e intensi. Durante tutto il tempo che abbiamo trascorso insieme non ha detto una parola, ma il suo sguardo mi ha scosso. Piangevo, piangevo in silenzio, mi si è disfatto il trucco che mi colava sulla guance. Quando sono usciti di casa lui e la moglie portavano ciabatte di pezza».



Letizia Battaglia, fotografa palermitana nata nel marzo del 1935, ha presentato giovedì a Palau, al festival Isole che Parlano, la sua mostra “Fotografie”. Immagini durissime, di morti ammazzati, funerali, donne disperatissime, povertà e dolore. Tra le tante una fotografia ritrae il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella mentre, in una sorta di fraterna Pietà, estrae da un’automobile il corpo spento del fratello Piersanti. «Mi vuole bene il Presidente. Quest’anno mi ha mandato gli auguri per i miei ottant’anni». Immagini durissime, spietate, che però nascono dall'amore. «Come l'immagine di quel bambino sulla spiaggia di Bodrum - dice la grande fotografa siciliana - Immagine delicata che certamente andava fatta e condivisa, di cui penso ogni bene possibile. Sembra un Gesù bambino. E mi fa piacere sapere che sia stata una donna a realizzarla. Non è un caso. Mi piace che sia servita a qualcosa, in concreto, fatto raro per una fotografia. Da fotografa credo che sia frutto di un approccio misurato, invece c’è chi fa polemica. Chi discute se sia stato giusto pubblicarla, chi analizza, ipotizza, viviseziona la storia: bisognerebbe, bisognava. Parole al vento. Dette da chi non c’era e non può sapere, non può immaginare cosa vuol dire esserci. Sempre in quel Canto dice ancora Ezra Pound: “Ma avere fatto in luogo di non avere fatto questa non è vanità”. Chi era su quella spiaggia? C’era quella giovane donna che ha fatto quello che andava fatto. Come io ero là quando Mattarella era appena stato ucciso. Ero là è ho scattato. Se sei un fotografo scatti. Se sei un cafone scatti da cafone, se hai una certa cultura fotografica scatti in altro modo. A volte non puoi essere ne colto ne cafone. Scatti e come viene viene. Sono solidale con questa donna turca. Invece mi fa uno schifo immenso quella persona orribile che ha sgambettato quei profughi in Ungheria. Ne scriverò su Mezzocielo, una rivista che facciamo a Palermo, fatta da donne, donne che parlano. Intitolerò il pezzo “Uno schifo di donna”».



Anche a Letizia Battaglia è successo di fotografare il cadavere di un bambino: «Un bambino di dieci anni che è stato ucciso all’interno di una stazione di rifornimento - racconta - Non si è mai chiarito il perché, forse aveva visto qualcosa. Era riverso a terra, con il viso nascosto, un rivolo di sangue aveva formato una macchia. È una delle mie pochissime foto a colori. Non l'ho mai esposta. Non so perché, ogni volta trovo una scusa. Sino ad ora non l'ho fatto, ma non per un senso moralistico. È il mio subconscio che ogni volta entra in azione: dov'è il negativo, lo cerco e non lo trovo e mi dico: non è arrivato il momento. Ma la voglio esporre, la devo esporre». Le immagini presentate a Palau Letizia Battaglia le definisce fotografie di una sconfitta: «Lo sono certamente - spiega - Anche quell'immagine scattata sulla spiaggia di Bodrun è l'immagine di una sconfitta. La morte di quel bambino, la morte in mare di tutte queste persone è una sconfitta per l'umanità».



Durante la presentazione Letizia Battaglia ha raccontato al pubblico le sue “immagini di una sconfitta”. Lo ha fatto descrivendo, davanti a una moltitudine, le fotografie appese alle pareti, per renderle visivamente immaginabili ad Antonio Are di Bolotana, un non vedente che collabora alla realizzazione di Isole che Parlano curando le rassegne di canti della tradizione sarda. Parlando ha detto del suo dolore, del senso di impotenza che l'ha sempre pervasa, oggi più che mai. «Perché la mafia poteva essere sconfitta e non è stato fatto. Oggi è molto più difficile che in passato». Poi ha risposto alle domande del pubblico. Una bambina ha chiesto: «Perché la mafia uccide?». «Per i soldi, per il potere. Perché
vuole obbedienza per avere soldi e potere». La mostra di Letizia Battaglia è organizzata dall'Associazione Sarditudine in collaborazione con l'Associazione Ogros. Sarà visitabile sino al 30 settembre, aperta tutti i giorni dalle 10 alle 12, dalle 17 alle 20, domenica solo su prenotazione.

fonte: La Nuova Sardegna





Dentro la tradizione musicale egiziana

Oggi per la chiusura il duo Tarek Abdallah e Adel Shams el-Din




tarekPALAU. Chiude oggi la diciannovesima edizione del festival “Isole che parlano”. Quest’anno l’associazione Sarditudine, che organizza la manifestazione, ha scelto il tema l’esperanto, ponendosi come obiettivo il dialogo tra i generi musicali, che, sposando un'ideale rosa dei venti, convergono a Palau. Il format della manifestazione ideata da Paolo e Nanni Angeli ha ribadito anche quest’anno il suo orientamento, contestualizzando i suoi eventi in siti archeologici, aree naturalistiche e paesaggistiche di estrema bellezza. L’ultimo appuntamento è in programma oggi, alle 18.30, nella Fortezza di Monte altura con il duo d'eccezione composto da Tarek Abdallah, oud, e Adel Shams el-Din, riqq e percussioni.

Il termine “Wasla”, che dà il titolo al concerto, si riferisce nello specifico alla suite nella musica classica egiziana, praticata tra la fine del diciannovesimo secolo e il 1940. Il periodo, definito come la “Nahda era”, è considerato l'età dell'oro non solo nella tradizione musicale egiziana, ma anche per il vertice raggiunto nel repertorio da solista per oud. "Wasla" è un album
che vede come leader Tarek Abdallah, il quale si propone di rivivere quest'epoca ridando vita al materiale tradizionale, attraverso un approccio differente, tanto in termini di composizione, quanto di interpretazione e improvvisazione. Chiusura importante per una ricca edizione del festival.

fonte: La Nuova Sardegna


 

La Nuova Sardegna - 12 settembre 2015

Liuti arabi ed elettronica per Isole che parlano

la nuova 12

Prosegue il festival di Palau con Abdallah e Adel Shams el-Din e le armonie tradizionali sarde


di Antonio Mannu

PALAU. Dopo l'apertura della sezione musicale del festival Isole che parlano, giovedì a Sant'Antonio di Gallura con il concerto “Circolare” del clarinettista Marco Colonna, la programmazione è proseguita ieri con l'incontro ai piedi della stele della Tomba dei Giganti Li Mizzani. Protagonisti lo stesso Colonna e il musicista turco Görkem Sen, inventore dello yaybahar, incredibile strumento fatto di corde, tamburi, calamite e molle. Sen ha poi dato vita, nel pomeriggio, ad un intenso solo accompagnato dal suono della risacca nella suggestiva cornice di Cala Martinella. In serata il pubblico si è ritrovato a Porto Faro, con le isole dell'arcipelago a fare da quinta, per il duo tra il batterista norevegese Thomas Strønen e un virtuoso dell'Oud, l'egiziano Tarek Abdallah. Oggi il festival prosegue al mattino con l'incontro con Abdallah e con Adel Shams el-Din, uno dei più apprezzati percussionisti del mondo arabo, dedicato a l’oud e il riqq nella tradizione musicale egiziana. L'oud è il liuto arabo, il riqq una sorta di tamburello utilizzato nella tradizione araba sia in ambito classico che popolare. Adel Shams el-Din è uno tra i più esperti nella pratica di questo strumento. Dopo l'incontro, che si terrà presso la chiesa campestre di San Giorgio a partire dalle 11 e 30, verrà eseguito il cosiddetto primo canto. Seguirà un “aperitivo campestre”. Nel pomeriggio spazio alla musica sarda con uno degli appuntamenti più suggestivi del festival: la processione laica dedicata a Pietro Sassu e Mario Cervo con la sonorizzazione della Roccia dell’Orso. La cureranno, grazie al loro repertorio tradizionale tra sacro e profano i Tenores Santa Maria de Otzana e Nostra Segnora de Seunis de Thiesi. In serata appuntamento alle 22 in piazza Fresi con un duo che promette scintille: Karolina Cicha & Bart Palyga, polistrumentisti polacchi, presentano in prima nazionale a Palau il loro album “9 Language”.


Un concerto basato sui suoni etnici generati
da una ampia serie di strumenti tradizionali, che si fonderanno con gli arcaici overtone singing, interagendo poi con batterie elettroniche, samplers e loopers, che danno una pulsione contemporanea agli elementi della tradizione. Il progetto è realizzato in coproduzione con Time in Jazz.




fonte: La Nuova Sardegna


Unione Sarda - 11 settembre 2015

 

La Nuova Sardegna - 11 settembre 2015

isole che parlano

Stasera a Palau la batteria di Strønen

Di mattina il musicista turco Görkem Sen con il suo yaybahar

11 settembre 2015

la nuova11stronenPALAU. Continua il festival “Isole che parlano”, la manifestazione ideata da Paolo e Nanni Angeli, organizzata dall’associazione Sarditudine. Tante le prime nazionali e le novità assolute. Partendo dal musicista turco Görkem Sen, protagonista a Palau di un incontro a due voci insieme al clarinettista Marco Colonna, ai piedi della stele della Tomba dei Giganti Li Mizzani, domani settembre, alle 11. Di Görkem Sen in programma anche un solo, alle 18.30 a Cala Martinella. Il suono ancestrale e acquatico dello suo yaybahar entrerà in contatto con quello della risacca del mare. Poche ore dopo ci si trasferisce sull’altra sponda, a Punta Palau in località
Porto Faro, per il concerto delle 22, coprodotto con l’ambasciata norvegese. Appuntamento con il doppio set dell’oudista egiziano Tarek Abdallah e di Thomas Strønen, uno dei più profilici batteristi e compositori norvegesi, capace di fondere il drumming acustico con la tecnologia del sampler.

fonte: La Nuova Sardegna


 

La Nuova Sardegna - 10 Settembre 2015: Archivio Mario Cervo

Tre giornate di musica fra Olbia e Palau

la nuova articoli2 10OLBIA. Tre giorni di buona musica. L’archivio Mario Cervo si prepara a vivere un weekend piuttosto interessante. Due eventi andranno in scena nell’elegante giardino dell’archivio, in via Grazia Deledda, in zona Sacra Famiglia. Il terzo, invece, direttamente a Palau. Si parte domani a Olbia alle 21 con il concerto «Terre di Nessuno», con il chitarrista Mauro Mibelli, la cantante Denise Fatma Gueye, il trombettista Giovanni Sanna Passino, il percussionista Peppe Albanese e il violinista Josè Vargas. Voce narrante, invece, l’attore Claudio Laconi. «Terre di nessuno» è un progetto di alto livello che ha lo scopo di recuperare e valorizzare la cultura musicale e le contaminazioni tra il jazz e la tradizione musicale mediterranea. Un lavoro molto apprezzato e che già lo scorso anno aveva incantato il pubblico dell’archivio Cervo. Sabato alle 17, a Palau ai piedi della roccia dell’Orso, l’archivio Mario Cervo collaborerà con l’associazione Sarditudine a «Di granito», per la prima volta inserito all’interno del festival «Isole che parlano». Prenderanno parte al concerto i tenores di Santa Maria de Otzana e Cunsonu Nostra Segnora de Seunis de Thiesi. Un appuntamento all’insegna delle musiche tradizionali, dedicato a Pietro Sassu e appunto a Mario Cervo, in una location sicuramente suggestiva. Domenica 13 si tornerà a Olbia nel giardino dell’archivio. Alle 20.30 si terrà il concerto del Tell Thee Gospel di Telti. Un coro gospel che nel giro di pochi anni è riuscito a raccogliere non poche soddisfazioni. La formazione teltese è infatti protagonista
di diverse iniziative all’insegna dell’inclusione sociale. Importante, per esempio, il progetto portato avanti all’interno del carcere di Nuchis. Insieme al coro si esibirà Knagui Giddins, texano, artista di fama internazionale e creatore e produttore di diverse formazioni gospel. (d.b.)

fonte: la nuova articoli1 10SANT’ANTONIO DI GALLURA. Oggi entra nel vivo la programmazione musicale del festival “Isole che parlano”, manifestazione che ha scelto come tema della diciannovesima edizione l'esperanto, che si pone come obiettivo il dialogo tra i popoli, la tutela delle minoranze e la convivenza pacifica e armoniosa delle culture, aspetto che gli ha conferito il meritato riconoscimento di Effe, network dei più importanti festival europei. Il format della manifestazione ideata da Paolo e Nanni Angeli, organizzata dall'associazione Sarditudine, mette in relazione i generi musicali che li fa convergere tutti nel territorio gallurese.


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Unione Sarda - 10 settembre 2015

La Nuova Sardegna - 9 settembre 2015

Al via i laboratori di “Isole che parlano ai bambini”

2015_09_07_ICP laboratori 001

PALAU. Si è aperta lunedì l'undicesima edizione di “Isole che parlano ai bambini”, una tre giorni dedicata all'infanzia e all'adolescenza, ideati e curati da Alessandra Angeli. Le attività, le esposizioni, le mostre e le performance, si svolgono sia in spazi protetti che nelle vie del paese, segnando la comunità e il territorio. Obiettivo: ascolto, sorrisi e possibilità di confrontarsi, conoscere ed esprimersi con diversi linguaggi espressivi, incontrando e rincontrando artisti e operatori didattici di differenti discipline. Quest’anno c'è la collaborazione della più importante realtà museale per bambini in Italia: “Pinacoteca internazionale dell’età evolutiva Aldo Cibaldi” di Rezzato (Brescia). Isole che parlano ai bambini fa parte del più ampio cartellone del festival internazionale palaese, giunto alla 19esima edizione, targati entrambi Sarditudine col contributo del Comune. Il laboratorio teatrale “Oggetti di vita” è curato da Maurizio Mantani, quello di cinema d'animazione “Sotto sopra” da Vincenzo Beschi e Irene Tedeschi, quello esplorativo urbano “Antimap lab” da Alessandro Carboni. La mostra fotografica “Acqua cibo e paesaggio” è dai
5 ai 16 anni. Le immagini, sino al 13 settembre, sono esposte nelle vetrine dei negozi di Palau, una selezione dei concorsi della Settimana Unesco di Educazione allo sviluppo sostenibile relative al 2011, 2012 e 2013. Oggi, al cineteatro la presentazione pubblica dei laboratori. (s.d.)



fonte: http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2015/09/09/news/al-via-i-laboratori-di-isole-che-parlano-ai-bambini-1.12065997?ref=search


La Nuova Sardegna - 7 settembre 2015 - Estate

«La fotografia che svela i lati oscuri della realtà»

Parla Letizia Battaglia, che inaugura la sua mostra a Palau
di Antonio Mannu



La Nuova-battaglia-7settembre15

PALAU. Lo scorso 30 luglio ha inaugurato a Favignana la sua ultima mostra “Qualcosa di mio”. Ora, per la prima volta, i suoi lavori saranno esposti in Sardegna, a Palau, negli spazi del Centro di documentazione del territorio, in occasione del Festival Internazionale Isole che Parlano. Lei è Letizia Battaglia, fotografa siciliana nota in tutto il mondo, nata a Palermo nel 1935, prima donna europea a vincere il premio dedicato ad Eugene Smith. Ha esposto in Italia e tanti altri paesi, pochissimo a Palermo. La mostra che arriva a Palau, resa possibile dalla sua disponibilità e da un genuino desiderio di esporre in Sardegna, chiude al femminile un ciclo dedicato ad alcuni tra i maggiori esponenti della fotografia documentaria italiana. Letizia Battaglia, che ha compiuto 80 anni nel marzo scorso, arriva dopo Romano Cagnoni, nato anche lui nel 35, e Mario Dondero, che nel maggio scorso ha compiuto 87 anni. Mostre importanti, che hanno portato in Sardegna fotografie mai esposte prima nell'isola. Quella di Letizia Battaglia è intitolata semplicemente “Fotografie”. Una quarantina di immagini che propongono, in una cruda sequenza, fotografie di omicidi, tra cui quello di Piersanti Mattarella, di funerali, di giudici come Falcone e Scarpinato, di donne che piangono di disperazione o mestamente fiere, come la madre di Peppino Impastato, di uomini in manette, di bambine e bambini. Sarà inaugurata, alla presenza dell'autrice, giovedì 10 settembre alle 21 e 30. Seguirà l'incontro “Riflessioni sull’etica di un mestiere”, occasione in cui l'autrice parlerà della sua militanza durante la guerra di mafia a Palermo e del suo lavoro. La mostra sarà aperta fino al 30 settembre.

 

 

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La Nuova Sardegna - 7 settembre 2015

Da Isole che parlano a Onde sonore

staffetta di Festival e bella musica

di Sebastiano Depperu
La Nuova articolo 7sett15BORTIGIADAS. Due festival in staffetta per un sabato all'insegna delle note a Bortigiadas. "Isole che parlano" e "Onde sonore" hanno emozionato, in un filo dorato legato a doppio nodo. Per il primo, le note hanno riecheggiato per oltre
un'ora nella suggestiva cornice di Funtana Noa, grazie ad alcuneimprovvisazioni di Laima Jansone, ambasciatrice internazionale del kolde, strumento simbolo della Lettonia che ricorda le sonorità della tradizione sarda.
Un concerto intenso, basato su atmosfere esoteriche e meditative e danze popolari che richiamano la pulsazione del ballu a passu. Testimoniano il linguaggio universale della musica, attraverso il quale Isole che parlano dialoga da 19 anni con artisti di tutto il mondo.
Il momento più intenso nel brano improvvisato in cui la Jansone ha evocato le tempeste di neve nelle serate invernali del suo paese. n concerto è stato seguito da una master class: la musicista ha spiegatp storia e tecniche di esecuzione del kolde. n viaggio d'ingresso al"festival di Isole che parlano, targato Sarditudine, non poteva avere interprete più appropriata.
Applausi nella piazzetta della chiesa gremita di un pubblico partecipe, dove il duo Francisco e Jose Manuel Cuenca (chitarra e pianoforte) ha proposto con . maestria "Arnanecer en Granada", un tributo alla Spagna e in particolare alla ricca tradizione andalusa, crocevia di musica araba, flamenca e principale fonte di ispirazione della tradizione
iberica. L'esibizione ha siglato la conclusione del festival internazionale di chitarra Onde Sonore, organizzato da Ellipsis.
«Nell'incontro tra i due festival abbiamo tracciato un ponte ideale tra il mare e i paesi dell'entroterra - dice Paolo Angeli, direttore artistico col fratello Nanni di Isole che Parlano-tra la penisola iberica e il Mar Baltico».


fonte: La Nuova Sardegna


La Nuova Sardegna 4 settembre 2015

La Nuova 04.09Bortigiadas, antichi suoni dal Baltico
“Isole che parlano”: domani il prologo con il kokle della lettone Laima Jansone

BORTIGIADAS. Inizia domani la diciannovesima edizione del festival “Isole che parlano”. La convivenza pacifica e armoniosa delle culture, in opposizione e contrasto con il concetto di egemonia è da sempre alla base dei programmi della manifestazione organizzata da Sarditudine. Il format ideato da Paolo e Nanni Angeli ha come filo conduttore “L’esperanto”. Tante le prime regionali e nazionali per il festival nato a Palau ma che avrà un prologo in alta Gallura, con un passaggio di consegne a Bortigiadas, in collaborazione con la rassegna Onde Sonore, Ellipsis e l'amministrazione comunale del centro gallurese.

Si comincia dunque domani a Funtana Noa, alle 18.30, con il concerto/masterclass di Laima Jansone, l’ambasciatrice internazionale del kokle, strumento tradizionale la cui diffusione si ipotizza già nel tredicesimo secolo, vero e proprio simbolo della Lettonia.

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La Nuova Sardegna 1 settembre 2015

“Isole che parlano”, laboratori per i bimbi

La Nuova 1.09PALAU. Prende il via il 7 settembre l'undicesima edizione di “Isole che parlano ai bambini”, festival dedicato all'infanzia e all'adolescenza, realizzato con il patrocinio del Comune di Palau.
Il progetto, ideato e coordinato da Alessandra Angeli, arriva all'importante traguardo dopo una serie di successi che hanno portato la manifestazione alla ribalta internazionale, con premi e menzioni in festival prestigiosi, fino alla consacrazione, in quanto parte integrante di “Isole che parlano”, del network Effe festival, uno dei più importanti riconoscimenti in ambito europeo.

I tre laboratori si aprono il 7 settembre e si concludono con un saggio finale la sera del 9, alle 21 al polo culturale Montiggia. “Oggetti di vita” è il laboratorio teatrale a cura di Maurizio Mantani, per i bambini fra i 6 e gli 8 anni. “Sotto sopra” è invece il laboratorio di cinema d'animazione rivolto ai partecipanti di età compresa fra 8 e 11 anni, di Vincenzo Beschi e Irene Tedeschi. L'Antimap Lab, è curato da Alessandro Carboni, lo scopo è quello di fornire ai partecipanti di oltre 12 anni una maggiore consapevolezza del luogo in cui abitano.

Le iscrizioni si possono effettuare nella... [continua]

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Unione Sarda - 30 agosto 2015

unione"Isole che parlano": quando l'arte celebra la diversità dei generi musicali


Parlano, parlano queste Isole. Parlano lingue diverse e suonano musiche apparentemente sconosciute. Ma una volta all'anno si avvicinano e si incontrano, senza perdersi l'una nell'altra.
Si ascoltano a vicendA, si rispettano e si capiscono. Il festival "Isole che parlano", da diciannove anni, porta la firma di Nanni e Paolo Angeli e dell'associazione Sarditudine con l'idea di riunire a Palau i maestri dei generi musicali più disparati per celebrare la diversità attraverso l'arte. Sono inconsueti anche gli strumenti utilizzati dai protagonisti di questa edizione: a volte antichi, a volte appena
inventati, come lo yaybahar del musicista turco Gorkem Sen.
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leggi l'articolo completo: http://edizionedigitale.unionesarda.it/unionesarda/books/150830cagliari/#/53/


La Nuova Sardegna - 30 agosto 2015

la_nuova-30ago2015PALAU. Le isole di Paolo e Nanni Angeli, quest’anno, parlano in esperanto. La lingua ideata tra il 1872 e il 1887 dal polacco Ludwik Lejzer Zamenhof sarà il tema dominante di “Isole che parlano”, la rassegna che da 19 anni ospita a Palau musica, fotografia e laboratori per bambini. Tre segmenti, sottolineano i direttori artistici Nanni e Paolo Angeli, che hanno tutti pari dignità. L’esperanto è stato scelto come simbolo del dialogo tra i popoli e la tutela delle minoranze. E quindi della convivenza tra le culture, da sempre alla base dei programmi di “Isole che parlano”.

Leggi l'articolo sul sito della Nuova Sardegna: http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2015/08/30/news/isole-che-parlano-musica-e-fotografia-1.12012586?ref=search


La Nuova Sardegna - 23 giugno 2015

articolonanniPALAU. Nanni Angeli, nella doppia veste di fotografo e condirettore artistico del festival internazionale “Isole che parlano” sarà ospite di un incontro programmato per oggi, alle 15, alla facoltà di architettura ad Alghero. È un altro apprezzato riconoscimento al percorso compiuto in 20 anni di attività professionale.

Autore di “La porta a levante, genti, strutture e oggetti degli stazzi della Gallura contemporanea” (www.nanniangeli.it), Angeli sarà protagonista di una lezione-intervista tenuta dalla docente Lidia Decandia all'interno del corso “Progetto nel contesto sociale”, rivolto agli studenti del primo anno del corso di laurea in urbanistica, che nell'anno accademico 2015-2016 ha per tema “Una riserva di silenzio in una inedita partitura urbana. Il ruolo delle aree interne nella città-territorio della Gallura”

 

fonte: La Nuova Sardegna http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2015/06/23/news/architettura-ospita-la-lezione-intervista-del-fotografo-angeli-1.11666519?ref=search


La Nuova Sardegna - 22 giugno 2015

hamid-paoloicp-EFFE-15-16-La-Nuova-22-giugno-15“Isole che parlano” di Palau tra i migliori festival d'Europa
Selezionato tra centinaia di altre manifestazioni da una commissione nazionale

PALAU. Il festival “Isole che parlano”, organizzato dal 1996 a Palau dall’associazione Sarditudine, ha ottenuto il riconoscimento dedicato ai migliori festival europei dalla «Effe label-Europe for Festivals, Festivals for Europe 2015-2016».

Si tratta di una nuova e importante piattaforma internazionale di festival impegnati nelle arti e nella diffusione dei valori europei. La piattaforma invita il pubblico di tutto il mondo ad accedere alle informazioni sulle rassegne e a partecipare.
Effe riconosce ...

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Press 2014
 

La Nuova Sardegna - 23 settembre 2014

Successo per i laboratori di Isole, ma 30 bambini ne restano fuori

Isole Che Parlano 2014PALAU. Grande successo di pubblico per la decima edizione dei laboratori di «Isole che parlano». Il bilancio della tre giorni dedicata ai più piccoli del festival – organizzato dall’associazione Sarditudine, con il contributo, fra gli altri, del Comune – e stato fatto al cineteatro Montiggia. Guidati da Simone Ciani i ragazzi più grandi hanno proposto agli spettatori il cortometraggio “Il primo sguardo”. Apprezzabile il lavoro svolto dai partecipanti che frequentano da 10 anni i laboratori, in pratica un festival nel festival. Ci sono stati momenti di grande divertimento con l'esibizione dei bambini dagli 8 agli 11 anni alle prese con “Le parole del faro”, laboratorio curato da Jacopo Tartari. I piccoli, ideatori e costruttori di un imponente faro, hanno messo alla prova gli adulti con messaggi in codice Morse.

I bimbi dai 6 agli 8 anni hanno appreso le tecniche base di volo e imparato a far volteggiare gli aquiloni costruiti durante il laboratorio “Volere volare”, curato da Alessia Marrocu. Soddisfatta l'ideatrice dei laboratori, Alessandra Angeli . «La cosa più bella sono gli abbracci dei bambini, i sorrisi e i mille grazie dei loro genitori – è stato il suo commento –. Il solito lato triste è dover rispondere in modo negativo, per mancanza di fondi, ai numerosi che vorrebbero unirsi a noi. Anche questa volta abbiamo dovuto rifiutare l’iscrizione di 30 bambini che avrebbero senza dubbio partecipato con entusiasmo e avrebbero avuto modo di intraprendere un consolidato percorso di crescita». Come ogni anno la sezione didattica di «Isole che parlano» prosegue le sue attività, questa settimana col progetto “Il suono delle immagini” visite guidate, con la scuola secondaria di primo e secondo grado del territorio, alla mostra fotografica di Romano Cagnoni.

 

23 settembre 2014

 

fonte: http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2014/09/23/news/successo-per-i-laboratori-di-isole-ma-30-bambini-ne-restano-fuori-1.9987053


La Nuova Sardegna - 19 settembre 2014

deghe_smallPALAU. Da Palau a Manhattan. Il cd di Paolo Angeli e Hamid Drake «Deghe», registrato dal vivo nella 17edizione del festival “Isole che parlano, è stato presentato dalla prestigiosa radio newyorkese Wnyc/Bbc world service, nel programma a cura di John Schaefer «New sounds: psychedelic world music». Il brano trasmesso «Gli spargiani” ha raggiunto oltre un milione di ascoltatori ogni settimana e ha la più ampia audience radiofonica degli Stati Uniti. Un grande successo che rende onore al festival palaese al talento nato sotto l’Orso, Paolo Angeli.

[...continua]

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La Nuova Sardegna - 17 settembre 2014 - Cultura e Spettacolo: Cagnoni e la Fotografia

Cultura-e-spettacoli---la-nuova-17.09-parte-1«Racconto senza finzione» Cagnoni e la fotografia

Il grande fotoreporter a Palau inaugura la sua prima mostra in Sardegna

di Antonio Mannu

PALAU. «Il fotografo dice Romano Cagnoni – fa un lavoro diverso da un artista o da uno scrittore, ma ha problemi simili. Lo scrittore inventa personaggi, un pittore inventa un'immagine, entrambi hanno un rapporto con il reale. Un fotografo le immagini le raccoglie e ha il compito di raccontare l'esistenza delle persone vere e la realtà. E' magnifico ciò che può fare senza inventar niente. Vede le cose, vuol dar loro un significato, ha un'idea e quell'idea deve diventare forma». A margine dell'incontro di Palau abbiamo fatto a Cagnoni alcune domande».

Lei ha lavorato a lungo in Gran Bretagna e in ambito internazionale ma anche in Italia. Quali le differenze?

«Ho collaborato spesso con  [...]

 

La Nuova Sardegna - 17 settembre 2014 - Cultura e Spettacolo: Concerto a Spargi

Cultura e spettacoli - la nuova 17.09 -Articolo su SpargIl violino di Félix Lajkó chiude il festival “Isole che parlano”

PALAU. Il pirotecnico solo del violinista Félix Lajkó nel teatro naturale di Cala Corsara a Spargi, evento prodotto con l'Ente Parco di Maddalena, ha concluso domenica la XVIII edizione di “Isole che parlano”, festival ideato da Nanni e Paolo Angeli, organizzato dall’associazione Sarditudine.

Quaranta barche in rada e quattrocentocinquanta spettatori trasportati dall'organizzazione hanno goduto del luogo e della musica, salutando con lunghi applausi l'intensa prestazione del virtuoso ungherese, una suite che ha scomposto e collegato generi musicali diversi annullando, con richiami al Metal, le barriere tra musica colta e popolare. [...]

 

La Nuova Sardegna - 17 settembre 2014 - Tempio p.27

Articolo La Nuova 17.09La tentazione di Monteduro: diventare crocevia di festival

TEMPIO. La formula può essere quella che è stata a lungo ricercata e che, un po’ alla volta, si sta facendo sempre più strada. Più che una formula, un’idea: fare di Tempio la location ideale di festival e rassegne che nella “città di pietra” potrebbero trovare una sponda ideale. Potrebbe essere questa la tentazione del vicesindaco Gianni Monteduro, giustamente soddisfatto per il buon esito di manifestazioni ospitate a Tempio come “Time in jazz” e “Isole che parlano”. [...]

 

leggi l'intero articolo: http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2014/09/17/news/la-tentazione-di-monteduro-diventare-crocevia-di-festival-1.9950396


Unione Sarda - 16 settembre 2014 p.41

Articolo L'Unione Sarda 16.09"Isole che parlano" L'ungherese Lajko e il suo violino magico per l'ultimo concerto

È calato il sipario sulla diciottesima edizione del festival di Palau. Buono il bilancio per  numeri e gradimento

Con la performance del violinista ungherese Felix Lajko nella spiaggia di Cala Corsara, sull'isola di Spargi, si è chiusa domenica sera la diciottesima edizione del festival di Palau "Isole che ~ parlano", organizzato dall'associazione Sarditudine diretta dai fratelli Nanni e  Paolo Angeli. «Siamo estremamente contenti, la macchina ormai è avviata», commenta felice Paolo Angeli, «i numeri di partecipazione del pubblico sono in costante crescita. La base di affezionati è ormai salda, al tempo stesso si riesce a costruire, ormai in default, un programma  musicale sempre di alto livello, con artisti ~ di qualità. Benissimo anche i laboratori per ragazzi e gli altri eventi collaterali».
Quest'anno il festival è iniziato il 5 settembre con i laboratori artistici (musica, foto, poesia e altro) per bambini e ragazzi, fino al IO settembre, per poi entrare  nel vivo della manifestazione con l'inaugurazione delle mostre fotografiche (visitabili fino a fine mese) e con i concerti alla Tomba di giganti di Arzachena, nelle calette e nelle piazze di Palau, nelle chiesette campestri e, infine, a Spargi. All'esibizione di chiusura di Cala Corsara hanno partecipato 500 persone che hanno applaudito a lungo e richiesto il bis al fenomenale violinista Felix Lajko che, benché solista, ha travolto tutti con un concerto dai ritmi e dall'intensità sonora quasi apocalittica. Una degna chiusura per il festival 2014.

Claudio Chisu
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La Nuova Sardegna - 14 settembre 2014

Articolo La Nuova 14.09A Cala Corsara il gran finale in spiaggia con Felix Lajkò

PALAU. È tutto pronto sull'isola di Spargi per il live del festival Isole che parlano. Oggi, alle 18.30, a Cala Corsara appuntamento con il concerto di chiusura della 18esima edizione della 18esima edizione della manifestazione, ideata dai fratelli Angeli. Félix Lajkó, musicista di origine serba, sarà protagonista dell'epilogo dell'evento palaese. L'iniziativa è una coproduzione di associazione Sarditudine e Parconazionale dell'arcipelago di La Maddalena. “Gli spargiani” - così è stato fiabescamente ribattezzato il numeroso gruppo di persone che sbarca sulla suggestiva isola, capitanato dagli ideatori e dallo staff del festival - per il terzo anno consecutivo piazzeranno sulla riva le loro bandiere, ribadendo che la natura è la vera protagonista della loro festa. Félix Lajkó – noto come il Paganini della Voivodina e paragonato spesso al demonio del violino – è capace di catturare il pubblico e trascinarlo in un mondo incantato, e accompagnarlo sia che suoni il violino che lo zither (cetra a 5 corde con 17 o 40 corde di risonanza). Le prenotazioni per il concerto a ingresso gratuito sono obbligatorie. Sarditudine ha predisposto un servizio di trasporto marittimo con barcone e aperitivo a pagamento. Telefonare al 334.1350956, dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30.  

fonte: http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2014/09/14/news/a-cala-corsara-il-gran-finale-in-spiaggia-con-felix-lajko-1.9932526


La Nuova Sardegna - 13 settembre 2014

Articolo La Nuova 13.09Benedicte Maurseth a Palau

PALAU. Benedicte Maurseth (nella foto), virtuosa norvegese dell’hardingfele, ibrido tra il violino e la viola d'amore, ha aperto alla Tomba dei Giganti Coddu Vecchju di Arzachena, la programmazione musicale del festival Isole che Parlano. Oggi alle 11, nella chiesa campestre di San Giorgio a Palau, incontro didattico con la Maurseth e il violinista tunisino Jasser Haj Youssef. Alle 17, tra i sentieri che portano alla Roccia dell’Orso, l'appuntamento è con Di Granito, processione laica dedicata a Pietro Sassu e Mario Cervo, animata quest’anno dal Tenore San Gavino de Oniferi che si alternerà al Canto a Paghjella dei corsi di L’Attrachju. Alle 22 in Piazza Fresi a Palau concerto del violinista ungherese Felix Lajkó, definito ”il Paganini della Vojvodina”, accompagnato alla viola da Antal Brasnyo. 

 

fonte: http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2014/09/13/news/benedicte-maurseth-a-palau-1.9926017


La Nuova Sardegna - 12 settembre 2014

Articolo La Nuova 12.09"ISOLE CHE PARLANO":
Oggi tre concerti di artisti mondiali

Entra nel vivo la sezione musicale della 18esima edizione di "Isole che Parlano", organizzato dall'associazione Sarditudine. Il programma interamente dedicato agli strumenti ad arco, oggi vedrà protagonisti il solista Jasser Haj Youssef, violinista e compositore, virtuoso della viola d'amore, nello splendido scenario di Cala Martinella, alle 18,30. Alle 21.45 a Punta Palau, ai piedi del Faro, Youssef si esibirà con Benedicte Maurseth. Imperdibile anche l'incontro mattutino odierno con il violinista ungherese Féliz Lajko, alle 11.30 al centro di documentazioine del territorio


La Nuova Sardegna - 11 settembre 2014

Articolo La Nuova 11.09«Isole che parlano» oggi fa tappa alla Tomba dei giganti

PALAU. Dopo il successo della tre giorni «Isole che Parlano ai bambini» – laboratori ideati e coordinati da Alessandra Angeli, con Alessia Marrocu, Jacopo Tartari e Simone Ciani – il festival organizzato da Sarditudine conferma per il secondo anno consecutivo la sua partnership con il Comune di Arzachena, realizzando una importante coproduzione con l'ambasciata norvegese. Oggi alle 18,30, alla Tomba dei giganti di Coddu Ecchju, sarà protagonista la solista Benedicte Maurseth, ambasciatrice nel mondo dell’ hardangerfele, lo strumento musicale più utilizzato nella musica popolare dei fiordi della Norvegia (ibrido tra il violino e la viola d'amore). Benedicte Maurseth, premiata nel 2007 come miglior giovane musicista folk, ha all'attivo l'album da solista Alde e ha raggiunto la notorietà internazionale con la sua ultima produzione Over Tones. Alle 21.30, al Centro di documentazione del territorio di Palau, si terrà l'inaugurazione della mostra «Fotografia totale» di Romano Cagnoni, uno dei reporter più importanti al mondo. Il trinomio uomo-arte-natura sintetizza la poetica su cui si orienta la 18esima edizione della manifestazione con gran finale domenica con Félix Lajkó a Spargi.

 

11 settembre 2014

 

fonte: http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2014/09/11/news/isole-che-parlano-oggi-fa-tappa-alla-tomba-dei-giganti-1.9914671


La Nuova Sardegna - 10 settembre 2014

Articolo La Nuova 10.09Oggi il video del laboratoro "In Viaggio"

Ciack si gira con "isole che parlano". Le case si trasformano in un set a misura di bambini e ragazzi con il laboratorio "in viaggio", curato da Simone Ciani, il video realizzato da giovani partecipanti sarà proiettato questa sera, alle 21, al cineteatro Montiggia.


La Nuova Sardegna - 9 settembre 2014

Appuntamenti La Nuova 09.09La Nuova Sardegna martedi 9 settembre 2014
Estate > Appuntamenti -  p.35
GIOVEDI

  • ARZACHENA
    Musica. Festival "Isole che parlano". Alle 18,30, alla Tomba dei GIganti Coddu Vecchju, la norvegese Benedicte Maurseth, ambasciatrice nel mondo del tradizionale hardingfele, un ibrido tra il violino e la viola d'amore.
  • PALAU
    Fotografia. Festival "Isole che parlano". Alle 21.30, al Centro di documentazzione del territorio, si inaugura, alla presenza dell'autore, la mostra "Fotografia Totale" di Romano Cagnoni.

 

 


La Nuova Sardegna - 8 settembre 2014

La-Nuova-sardegna-08.09"Isole che parlano" Musica e fotografia tra storia e natura

La rassegna ideata da Paolo e Nanni Angeli. Da giovedì a domenica concerti e mostre a Palau, Arzachena e l'isola di Spargi.

di Antonio Mannu

PALAU. Dopo l'anteprima di venerdi a Tempio con la Piccola Orchestra Gagarin, entra nel vivo a partire dal prossimo giovedi, il programma della diciottesima edizione di "Isole che Parlano", festival di musica, fotografia e laboratori per i più piccoli ideato e diretto da Paolo e Nanni Angeli. Si parte da Arzachea, alle 18,30 alla Tomba dei Giganti COddu Vecchju, con il solo della norvegese Benedicte Maurseth, ambasciatrice nel mondo del tradizionale hardingfele. un ibrido tra il violino e la viola d'amore. Sempre giovedì a Palau, alle 21,30 al Centro di Documentazione del Territorio, si inaugura alla presenza dell'autore, la mostra "Fotografia Totale" di Romano Cagnoni.

Il giorno seguente, venerdì alle 11.30, ancora al Centro di Documentazione, incontro con Félix Lajkó, violinista serbo-ungherese definito il Paganini della Vojvodina, che ha collaborato, tra gli altri, con Alexander Balanescu e la Boban Markovic' Orckestra. Nel pomeriggio, alle 18.30 a Cala Martinella, solo del violinista tunisino Jasser Haj Youssef, virtuoso della barocca viola d’amore. Chiusura al faro di Punta Palau con l'incontro musicale inedito tra la tradizione norvegese di Benedicte Maurseth e la cultura araba e mediorientale rappresentata da Youssef. Sabato alle 11, nella chiesa campestre di San Giorgio, incontro con Maurseth e Youssef, seguito dal primo canto e dall’aperitivo campestre. Alle 17 la manifestazione si sposta tra i sentieri che portano alla Roccia dell’Orso per la nona edizione di Di Granito, in collaborazione con Isre, Archivio Mario Cervo e Associazione Itinere, una processione laica dedicata a Pietro Sassu e Mario Cervo, animata quest'anno dal Tenore San Gavino de Oniferi che si alternerà al Canto a Paghjella dei corsi di L’Attrachju.

Alle 22 in Piazza Fresi a Palau concerto di Felix Lajkó accompagnato alla viola da Antal Brasnyo. Si chiude col saluto al mare nella spiaggia di Palau Vecchio e il dj set notturno di Okapi. Domenica alle 18.30 sarà ancora Félix Lajkó il protagonista del solo a Cala Corsara sull'isola di Spargi. Giunto alla diciottesima edizione il festival diventa maggiorenne e propone un progetto culturale con un taglio internazionale che vede artisti provenienti dalla Tunisia, la Norvegia, l'Ungheria, la Serbia, la Russia, la Catalunya, la Corsica e la Sardegna.

 

08 settembre 2014

 

fonte: http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2014/09/08/news/isole-che-parlano-musica-e-fotografia-tra-storia-e-natura-1.9895376


La Nuova Sardegna - 7 settembre 2014 - Agenda p.24

la-nuova-07.09-art-1smallIL CONCERTO

Musica ed emozioni negli stazzi con la Piccola Orchestra Gagarin

TEMPIO.  Chiamiamolo stralunamento. È l'effetto a cui si viene esposti quando si ascolta la musica della Piccola Orchestra Gagarin, band che ha inaugurato a Tempio la XVIII edizione di "Isole che Parlano". Un'inaugurazione duplice, visto che a Tempio il festival, nato e cresciuto a Palau, non era mai arrivato. Un piccolo limite geografico ora finalmente superato.

Per entrare nell'atmosfera del festival non poteva esserci proposta più appropriata della Piccola Orchestra Gagarin, quella che, per curriculum dei suoi componenti, è una vera all stars band: un violoncellista, Sasha Agranov, che vanta collaborazioni con Patti Smith, un chitarrista, Paolo Angeli, inventore di una prodigiosa chitarra di cui va giustamente fiero, e Oriol Roca, talentuoso batterista catalano.
Annunciato da uno speaker d'altri tempi (lo stesso che accompagnava le imprese spaziali dei primi astronauti sovietici), l'equipaggio della sperduta navicella della Pog, munito di tute rigorosamente taroccate, ha calcato il
suolo degli stazzi tempiesi con ironica marzialità.

I tre viaggiatori dello spazio hanno raccontato a modo loro l'epopea di Jurij Gagarin, esaltando la figura del cosmonauta russo con un repertorio originalissimo. Non a caso, i tre concepiscono la musica come un "piatto combinato" nel quale si possono trovare gli ingredienti più disparati: la tradizione sarda, certe sonorità indie, suggestioni psichedeliche, il classico rimaneggiato e altro ancora.
L'effetto garantito è il piacevole "stralunamento" di chi ascolta una musica (si pensi alla "Corsicanskaya") di grande impatto e atmosfera. (g.pu.)

 

fonte: La Nuova Sardegna -  07 settembre 2014 - Agenda p.24


La Nuova Sardegna - 7 settembre 2014

la-nuova-07.09-art-2-smallConcerto a Spargi,  al via le prenotazioni per la trasferta

PALAU

Cresce l'attesa per il live sull'isola di Spargi del festival «Isole che Parlano». Il 14 settembre, alle 18,30 si terrà a Cala Corsara il concerto di chiusura della 18esima edizione della manifestazione, ideata dai fratelli Paolo e Nanni Angeli. Félix Lajkó, musicista di origine serba, sarà protagonista del gran finale dell'evento palaese. L'iniziativa è una coproduzione di associazione Sarditudine e Parco.

 Gli spargiani – così è stato fiabescamente ribattezzato il numeroso gruppo di persone che sbarca sulla suggestiva isola, capitanato dagli ideatori e dallo staff del festival – per il terzo anno consecutivo piazzeranno sulla riva le loro bandiere, ribadendo che la natura è la vera protagonista della loro festa. Félix Lajkó – noto come il Paganini della Voivodina e paragonato spesso al demonio del violino – è capace di catturare il pubblico e trascinarlo in un mondo parallelo in cui Lajkò si muove sia che suoni il violino che lo zither (cetra a 5 corde con 17 o 40 corde di risonanza).

Sono aperte le prenotazioni (obbligatorie) per il concerto, con ingresso gratuito. Sarditudine ha predisposto un servizio di trasporto marittimo con barcone e aperitivo a pagamento. Occorre telefonare al numero 3341350956, dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30. Ulteriori informazioni si possono ricevere nel nuovo info point del festival, nel centro di Palau, in via don Occhioni (accanto alla chiesa), dalle 10,30 alle 12, dalle 17,30 alle 20 e dalle 21,30 alle 23,30.

fonte: La Nuova Sardegna


Unione Sarda - 5 settembre 2014

unionesarda-5sett2014-smallIl festival tra Palau e Tempio

Le Isole Parlano di suoni e foto

Prende il via oggi la rassegna che spalanca le sue porte ad artisti internazionali

Prende il via oggi fino al 14 settembre, tra Palau e Tempio, la XVIII edizione di "Isole che Parlano", festival internazionale ideato e diretto da Paolo e Nanni Angeli, organizzato dall'Associazione Sarditudine. Dopo aver seguito le rotte meno comode e le strade meno battute, la rassegna propone un nuovo progetto con artisti provenienti da Tunisia, Norvegia, Ungheria, Serbia, Russia, Catalunya, Corsica e Sardegna. Il Trinomio Uomo-Arte-Natura sintetizza la poetiva su cui si orienta la manifestazione.

"Isole che Parlano ... ai bambini".  Il festival si apre con la tre giorni di laboratori arte-infanzia-adolescenza, ideati e coordinati da Alessandra Angeli (tra 1'8 e il lO settembre, con saggio finale il lO, alle 21 al Cineteatro Montiggia). Tra le attività anche la mostra Uomo e Paesaggio, frutto del concorso bandito durante la Settimana Unesco di Educa- <t a zione allo Sviluppo Sostenibile.

"Isole che Parlano ... di fotografia". Spazio dedicato a Romano Cagnoni - considerato, da Harold Evans, ex direttore del Sunday Times, con Henry Cartier-Bresson, Bill Brandt, Don McCullin e Eugene Smith come uno dei più famosi fotografi al mondo. Proporrà in prima assoluta al centro di documentazione di Palau la monografia "Fotografia Totale".
L'inaugurazione della mostra, che rimarrà aperta fino al 30 settembre, e l'incontro con il fotografo si terrà l'11 settembre alle 21.30 .

"Isole che parlano ... di musica". La Sardegna contemporanea si confronta con la società e si apre a un'ideale cartina geografica illimitata. Tra gli ospiti Piccola Orchestra Gagarin, Benedicte Maurseth (Norvegia), Jasser Haj Youssef (Tunisia), Félix Lajkò Antal Brasnyò duo (Ungheria), l'Attrachju (Corsica), Tenore San Gavino de Oniferi (Sardegna) Okapi (Italia). La sezione musica ha inizio a Tempio oggi, alle 18.30, nella chiesa campestre Santissima Trinità, con il trio Piccola Orchestra Gagarin.

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La Nuova Sardegna - 4 settembre 2014

lanuova-4settembreTempio, arriva Isole che Parlano: domani la Piccola Orchestra Gagarin

Tempio. Domani alle 18.30 nella chiesa campestre della Santissima Trinità, a Tempio, l'anteprima della XVIII edizione del festival Isole che Parlano. L'evento, che segna la nascita della collaborazione tra il comune di Tempio e l'Associazione Sarditudine - con la partecipazione della fondazione Banco di Sardegna, Banca di Sassari e dell'Assesorato regionale al Turismo -  vede protagonista il trio Piccola Orchestra Gagarin ...

 

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La Nuova Sardegna - 1 settembre 2014

la nuova sardegna - 01setA Palau “Isole che parlano” Tra musica, arte e natura

PALAU. Si terrà a partire dal 5 settembre la XVIII edizione di Isole che parlano, il festival ideato e diretto da Paolo e Nanni Angeli, organizzato dall'associazione Sarditudine. La rassegna si svolgerà tra le piazze di Palau, i monumenti naturali, i fari, le spiagge, le aree campestri di Tempio, i siti archeologici di Arzachena, l'isola di Spargi.

La sezione musica ha inizio a Tempio il 5 alle 18.30 chiesa campestre Santissima Trinità, con il trio Piccola Orchestra Gagarin. La all stars band composta dal violoncellista russo-israleliano Sasha Agranov (collaborazioni con Patti Smith), ...

 

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La Nuova Sardegna - 31 agosto 2014

la-nuova-31ago-cagnoniRomano Cagnoni, il fotografo totale

Dall’11 settembre a Palau mostra del grande fotoreporter

PALAU. Romano Cagnoni, fotografo italiano assai noto in ambito internazionale, racconta il primo incontro con Simon Guttman una tra le figure più influenti della storia della fotografia. Basti sapere che fu lui ad avviare Robert Capa al mestiere ed è considerato tra i fondatori del fotogiornalismo moderno.

 

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http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2014/08/31/news/romano-cagnoni-il-fotografo-totale-1.9847938


La Nuova Sardegna - 29 agosto 2014

la nuova 29.08Bimbi e ragazzi in viaggio con la fantasia

Al via a Palau la decima edizione dei laboratori di “Isole che parlano” creati da Alessandra Angeli

PALAU. Il festival “Isole che parlano” festeggia 18 anni in musica e dieci anni di laboratori a misura di bambini e ragazzi con tre “viaggi”. Il consueto piccolo festival dedicato all'infanzia e all'adolescenza apre le porte alla 18esima edizione del grande evento in programma dal 5 al 14 settembre, organizzato dall'associazione Sarditudine, con il contributo del Comune e altri sponsor privati.

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http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2014/08/29/news/bimbi-e-ragazzi-in-viaggio-con-la-fantasia-1.9838711


Unione Sarda - 28 agosto 2014

Laboratori per bambini

US_2014_08_28_Gallura-OlbiaSpazio ai bambini dall'otto settembre al Festival Isole che Parlano di Palau. I laboratori sono tre: Volere Volare (da 6 a 8 anni), Le parole del Faro (da 8 a 11 anni) e In Viaggio (dai 12 anni in sù).

Le iscrizioni sono aperte al primo settembre, fino ad esaurimento posti. E' necessario compilare il modulo di iscrizione (scaricabile online sul sito www.isolecheparlano.it) e tesserarsi all'associazione Sarditudine.

[... vai al sito de l'Unione Sarda]


La Nuova Sardegna - 23 agosto 2014

Paolo Angeli in concerto a Neoneli E il 5 settembre in trio a Tempio

La Nuova Sardegna 23 agosto 2014NEONELI. Mini tour in Sardegna per il chitarrista sardo Paolo Angeli, da tempo residente in Spagna a Barcellona. Il musicista, originario di Palau ha appena concluso le registrazioni del nuovo album che seguirà il bello e sperimentale “Sale quanto basta” del 2013 e che sarà in scaletta nei due concerti che Angeli terrà nell’isola.

Il primo appuntamento è per questo fine settimana, sabato alle ore 21,30 a Neoneli in Piazza Italia. Anche in questa occasione il chitarrista in concerto suonerà una singolare chitarra sarda preparata di sua invenzione, con tanto di pedaliera e marteletti (uno strumento che ha fatto innamorare il celebre chitrarrista jazz Pat Metheny che ha chiesto ad Angeli di preparargliene una simile (utilizzata poi in una recente incisione discografica dal musicista americano).

A Neoneli Paolo Angeli di esibirà in solo, in un concerto dove, accompagnato dalla sua chitarra sarda preparata, condurrà il pubblico in un viaggio in solitario in cui cadono le barriere tra i generi, con una rilettura in chiave contemporanea della tradizione sarda. Attesissima è invece la prima assoluta tra i graniti e i lecci della Gallura, il 5 settembre a Tempio Pausania, con il trio Piccola Orchestra Gagarin, ore 18.30 Chiesa Campestre Santissima Trinità, un’anteprima del ricco programma della diciottesima edizione del Festival “Isole che Parlano”, ideato nel 1996 da Paolo e Nanni Angeli.

Intanto Angeli approda anche nell'olimpo della world music internazionale. Il musicista gallurese sarà l'unico italiano invitato all'edizione 2014 del Womex, il festival più importante al mondo dedicato alle musiche tradizionali e alle contaminazioni con il jazz, il 23 ottobre a Santiago Compostela.

Nei giorni scorsi Angeli, è stato protagonista qualche giorno fa in Norvegia all'Oslo Jazz Festival, in procinto di esibirsi in un tour estivo di 10 concerti tra l'Abruzzo, la Valle dei Templi di Agrigento, il Brant Castle (Transilvanya), il MiTo di Milano, una sequenza di date in rassegne Jazz e World Music che prelude ad un tour autunnale nei teatri più importanti del Sud America.

23 agosto 2014
 
 
 
 

La Nuova Sardegna - 14 aprile 2014

sassari, palazzo di città
“Il passo dei Misteri” musica e foto di Nanni e Paolo Angeli

SASSARI. Paolo Angeli, chitarra sarda preparata e voce e Nanni Angeli, fotografie: i due artisti saranno assieme per una serata speciale di immagini e musica sabato prossimo al teatro Civico a partire dalle ore 21. “Il Passo dei Misteri” è il titolo del reportage fotografico di Nanni Angeli dedicato ai riti della settimana santa di Cuglieri e Castelsardo, accompagnato e sonorizzato dal vivo dal chitarrista Paolo Angeli. La produzione originale dei fratelli Angeli – prodotta da Sarditudine in collaborazione con Ogros fotografi associati – approda al Palazzo di Città dopo essere stata premiata al festival etnografico Sieff 2013 come il film più innovativo. Il lavoro fotografico di Nanni Angeli coglie i momenti più emozionanti di oltre 15 anni di processioni. Attraverso un approccio innovativo, la narrazione dei riti della Settimana Santa di Cuglieri è qui raccontata creando un nuovo linguaggio che include delle componenti estetiche ed emotive di grande suggestione. Nella ricerca fotografica ed etnomusicologica delle immagini - analogiche e in bianco e nero - si rivivono i riti del lavabo, la
benedizione del pane, sas chilcas e s'iscravamentu. Il montaggio delle foto, narrativo e con una consequenzialità temporale che rispetta la scansione dei riti, ha permesso di realizzare un emozionante testo filmico sonorizzato dal vivo da Paolo Angeli.
Nella seconda parte del concerto per immagini, verranno proposti estratti da Tibi, storia di un viaggio e di una trasformazione al cui centro c'è la chitarra sarda, strumento regina delle bettole di via Turritana, che nelle mani di Paolo Angeli diviene la chitarra sarda preparata. In chiusura Spazio per alcuni estratti da La porta a levante, reportage fotografico centrato sugli stazzi galluresi, e Barcelona Blues, un lavoro sui vicoli della capitale catalana.

14 aprile 2014


http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2014/04/14/news/il-passo-dei-misteri-musica-e-foto-di-nanni-e-paolo-angeli-1.9047902

 



Pratende eilanden: Een festival op Sardinie

ISOLE CHE PARLANO IN OLANDA:  un resoconto del festival nel blog  "Op zoek naar Italie Nieuwsbrief"


La Nuova Sardegna - 25 marzo 2014

Capa e Dondero Quando la fotografia è una pratica etica

Incontri a Villanova e a Nuoro con il grande fotogiornalista In occasione della mostra dedicata al reporter ungherese

di Antonio Mannu

NUORO. Robert Capa e Mario Dondero. E' nato da una casuale coincidenza il doppio appuntamento con Dondero e l'opera di Capa, con la fotografia «onesta e necessaria». Che per Dondero, figura originale del fotogiornalismo italiano, è una sorta di “servizio reso alla comunità”. Sabato mattina a Villanova Monteleone, negli spazi di Su Palatu dove, sino al 30 marzo, è possibile visitare la sua mostra “A proposito di Robert Capa”, Dondero ha incontrato gli alunni della scuola media dell'istituto “Eleonora d'Arborea”. Domenica c'è stato un doppio incontro al museo Man che ospita, con successo, la mostra dedicata al fondamentale autore ungherese: “Robert Capa. Una vita leggermente fuori fuoco”. «Forse, se non avessi conosciuto il lavoro di Capa in gioventù, non sarei diventato un fotografo» ha affermato in entrambe le occasioni.

Due incontri, anzi tre, diversi ma ispirati dall'umanesimo del fotografo italiano.

«A Villanova l'incontro è stato allegro, con ragazzi attenti e curiosi nella loro gentile ingenuità» ha detto Dondero, che con studenti, insegnanti e pubblico ha parlato di storia e storie, anche personali, raccontando tra l'altro il perché della sua scelta adolescenziale di unirsi ai partigiani. «Avevo sedici anni, poco più della vostra età. L'ho fatto perché durante il periodo della persecuzione antisemita mia madre nascose in casa una famiglia ebrea. Non riuscivo ad accettare che degli esseri umani fossero perseguitati in quel modo e ho deciso di oppormi».

Raccontare la storia, raccontare la verità. «Per Robert Capa, uomo consapevole e schierato, questa era la miglior forma di propaganda. Durante l'incontro con i ragazzi ho cercato di accendere in loro la curiosità per questo mestiere, il cui compito, a mio avviso, è quello della testimonianza».

Al Man, domenica mattina, ha appuntamento con una troupe Rai per un'intervista. Che si trasforma in una estemporanea visita guidata alle immagini di Capa. Il fotografo le conosce e svela particolari poco noti: «Ecco, quest'uomo col fucile, che con altri si ripara dietro un'auto, è Henrì Rol Tanguy, comandante partigiano comunista, fotografato nell'agosto del 44 nei giorni della liberazione di Parigi».

E parla delle differenze tra Capa e Cartier Bresson, entrambi formidabili cronisti del ventesimo secolo, diversi anche nell'approccio alla fotografia. «Capa era istintivo e diretto, poco sofisticato nella costruzione delle inquadrature, semplici e quasi sempre frontali. Cartier Bresson era invece un vero architetto della fotografia, attento a linee e forme di immagini dietro le quali c'era anche una precisa estetica dell'istantanea». Il pubblico segue anche all'incontro serale guidato da Lorenzo Giusti, direttore artistico del Man. Che apre contestualizzando l'interesse di Dondero per Capa, partendo dal 1954: l'anno in cui l'ungherese muore in Indocina e Dondero va a stare a Parigi. Dove conosce tante persone che furono assai prossime al fotografo che raccontava la guerra. Tra questi Simon Guttman, fondatore insieme ad Alfred Marx dell'agenzia Dephot, l'uomo che nel 32 affidò a Capa il primo servizio importante, quello sul comizio di Trotsky a Copenaghen.

E l'incontro diventa una delicata lezione sulla fotografia, «attività voluttuosa e felice», sull'etica di un mestiere tanto mutato ma bisognoso, oggi più che mai, di verità e partecipazione. Perché, dice Dondero «ha ragione Kapuscinski quando sostiene che un buon giornalista non può essere cinico». Gli incontri sono stati organizzati da Ogros e Sarditudine in collaborazione con il museo Man e il Comune di Villanova Monteleone.

 

fonte: lanuovasardegna.gelocal.it


La Nuova Sardegna - 19 marzo 2014

Domenica al MAN con Mario Dondero incontro organizzato dall’Associazione Culturale Ogros, che ha curato e allestito la mostra “A proposito di Robert Capa”, in collaborazione con il museo Man e con l'Associazione Sarditudine di Palau.


La Nuova Sardegna - 20 Febbraio 2014

La Nuova Sardegna 20 febbraio 2014 - sezione Cultura e Spettacoli - p. 43

Capa e il mistero del Miliziano caduto
Domani sera a Villanova, negli spazi espositivi di Su Palatu, si inaugura la mostra fotografica di Mario Dondero

 


 
 
Press 2013

La Nuova Sardegna - 12 ottobre 2013

Nella mostra su Robert Capa la guerra civile spagnola

PALAU. Scatti in bianco e nero dalla guerra civile spagnola, capaci di raccontare la triste fine della repubblica e la nascita del franchismo, una delle dittature più lunghe del Novecento. La mostra «A proposito di Robert Capa», un lavoro di indagine realizzato dal fotografo Mario Dondero, ha chiuso la 17esima edizione del festival «Isole che parlano» a Palau.

«È sempre bello vedere tanti giovani interessarsi ad argomenti apparentemente lontani da loro. Come per esempio la guerra in Spagna, che ha invece visto impegnati alcuni dei loro nonni e bisnonni – commentano gli organizzatori dell’associazione Sarditudine, che hanno coinvolto centinaia di alunni di elementari e medie -. Durante le visite si è creato uno scambio fatto di domande e risposte. E questa è una cosa molto importante».

L’esposizione, ospitata fino al 30 settembre dal centro di documentazione di Palau, prende spunto dalla celebre fotografia di Robert Capa, quella del miliziano ucciso, e racconta la sconfitta della repubblica e la presa del potere dei franchisti. Ma si occupa di anche di raccontare, tramite numerose immagini, il luoghi di vita e di morte del poeta spagnolo Federico Garcia Lorca, repubblicano e ucciso durante la guerra. Una sezione è invece interamente dedicata alla ricerca di Mario Dondero sulla famosa e controversa foto del miliziano.

Infine altre due sezioni: una dedicata alla compagna di Capa, la fotografa Gerda Taro, e l’altra a tutti quei combattenti italiani che hanno preso parte alla guerra civile spagnola, dal 1936 al 1939. Insomma, un bel percorso fatto di immagini con l’obiettivo di parlare soprattutto ai più giovani tramite il linguaggio della fotografia. (d.b.)

da La Nuova Sardegna/Olbia/Cronaca  del 12 ottobre 2013


La Nuova Sardegna - 27 settembre 2013

La Nuova Sardegna - 26 settembre 2013

PALAU, LA NATURA PROTAGONISTA AL FESTIVAL ISOLE CHE PARLANO

Turismo culturale ecosostenibile alla XVII° edizione del festival "Isole che parlano", organizzato a Palau dall'Associazione Sarditudine.

Servizio di Gian Paolo Cuccuru andato in onda su Videolina il 23 settembre 2013

 


Elconfidencial.com 22 settembre 2013

Isole che Parlano sulla stampa internazionale! Un'intervista a Mario Dondero sul El confidencia in relazione alla mostra "A proposito di Robert Capa" esposta a Palau fino al 30 settembre.

 

 

Dondero confirma la teoría del miliciano

Un fotógrafo tras las huellas de Capa

Barbara Celis. Londres 22/09/2013 (06:00)
 

Hay pocos conflictos nacionales que hayan despertado tantas pasiones fuera del país protagonista como la Guerra Civil española. Y aún hoy, hay quienes continúan recordando lejos de nuestras fronteras el enfrentamiento que tuvo en Robert Capa, fundador de la agencia Magnum, con uno de sus testigos y narradores más excepcionales. Precisamente A propósito de Robert Capa es el título de la exposición que otro fotógrafo, el ‘joven’ Mario Dondero, de 85 años, inauguró recientemente en Palau, en la isla de Cerdeña, dentro del Festival Isole che Parlano.

Hasta el 30 de septiembre se muestran docenas de imágenes tomadas por Dondero a lo largo de 50 años relacionadas con la Guerra Civil española y sus protagonistas, incluido el soldado de la imagen Muerte de un miliciano de Capa, cuya identidad vuelve a ser objeto de polémica. “Es Federico Borrell García, de la columna anarquista de Alcoy. Yo no tengo ninguna duda. He hablado con sus familiares, he seguido todas las pistas. Creo que su identidad está más que demostrada y quienes insisten en cuestionarla se equivocan”, afirma tajante en conversación telefónica.

Dondero es uno de los grandes fotoperiodistas italianos, un tipo legendario de esa vieja escuela que no sabía de píxeles y disparaba sus carretes de blanco y negro arriesgándose con cada foto porque no había segundas ni terceras oportunidades. “Fue Robert Capa quien me convenció para que abandonara el periodismo escrito y me dedicara por entero a la fotografía”. Lo dice de forma metafórica, en conversación telefónica, ya que a Capa nunca le conoció, “aunque seguro que nos habríamos encontrado ya que compartí con él muchos amigos en París, desde David Seymour a Irving Shaw, pero llegué en 1954, el mismo año en que lo mataron”.

Cerca de Capa

Asegura que mucho antes de que existiera la famosa ‘maleta mexicana’ de Capa hubo en Italia otra maleta llena de imágenes tomadas por el mítico fotógrafo, que circulaba entre los intelectuales que se reunían en el café Jamaica de Milán, tras la Segunda Guerra Mundial. “Para mí aquellas imágenes eran de una honestidad desconocida e hicieron dar un vuelco a mi carrera. Entendí que con la fotografía se podían decir cosas difíciles de expresar con las palabras, sobre todo desde el punto de vista humano y social, y decidí cambiar la pluma por la cámara”.

Al igual que muchos intelectuales europeos de izquierdas, Dondero siempre sintió interés por la Guerra Civil española, “la última en la que se luchó cara a cara por unos ideales, donde gente venida de todo el mundo se unió a la república española para defenderla, y adonde también llegaron muchos desgraciados reclutados por Mussolini, obligados a luchar para el franquismoporque en Italia no tenían qué comer, una guerra en la que se enfrentaron dos maneras de ver el mundo y el ser humano”.

Desde su París de adopción -donde residió durante casi 30 años y donde se hizo íntimo amigo de Jorge Semprún- realizó muchos viajes a la España del franquismo siguiendo precisamente los pasos de Capa. “También quería documentar la participación de los italianos por aquel conflicto, los de derechas y los de izquierdas, las fosas de Franco, el rastro de la guerra…” explica.

Fue así como llegó a Cerro Muriano, en Córdoba, donde se tomó la fotografía del miliciano y donde comenzó a hacer preguntas. “Cuando estuve allí ya se conocía la identidad del miliciano, pero yo quise seguirle el rastro”. Fue así como conoció a Mario Brotons, hoy fallecido, el primer hombre que identificó a Federico Borrell. Ambos formaron parte de la columna anarquista de Alcoy para la que se hizo un cinturón de cuero para las municiones que lleva el soldado de la foto.

“Era un cinturón hecho especialmente para los anarquistas de Alcoy, donde también fui. A través de Bretons conocí también a los familiares de Borrell, para los que no hay duda de quién es el hombre de la foto. Borrell murió el mismo día en que Capa tomó aquella imagen, el 5 de septiembre de 1936, otro dato que encaja. Incluso el biógrafo de Capa, Richard Whelham, lo corroboró después de que se descubrieran unos negativos tomados aquel día. ¿Qué sentido tendría que toda esa gente de Alcoy mintiese? ¿Para qué? No hay nada que ganar”.


La Nuova Sardegna - 19 settembre 2013

Applausi per i suoni del mondo di Isole
Il festival di Palau ha ospitato importanti artisti internazionali. Gran finale col concerto del chitarrista Paolo Angeli e Drake

Di Serena Lullia
PALAU

Il jazz e la musica sarda di nuovo insieme, un dialogo ideale fra i grattacieli del Michigan e i graniti della Gallura. A celebrare questo matrimonio di culture sul palco del cineteatro Montiggia, tempio della musica dei popoli per una sera, il palaese dall'anima internazionale Paolo Angeli e la leggenda vivente del jazz contemporaneo, il percussionista Hamid Drake. Il loro concerto ha concluso la settimana del festival "Isole che parlano", la rassegna nata dalla mente dei fratelli Nanni e Paolo Angeli e arrivata alla 17esima edizione.

La performance, storica come l'ha definita Angeli alla fine del concerto, non si è potuta svolgere sulla spiaggia di Cala Corsara, a Spargi. Le cattive condizioni del tempo hanno imposto il trasloco sulla terraferma. Un successo di pubblico per il duo “Gli Spargiani”. Un inno alla musica del futuro, in cui gli steccati fra i generi crollano sotto il peso della fantasia e di una creatività senza tabù. Il filo conduttore del festival , organizzato dall'associazione Sarditudine con il contributo di Comune di Palau, Fondazione Banco di Sardegna e Banca di Sassari è stato. Una manifestazione che per la sua 17esima edizione è diventata anche itinerante.

I suoni del mondo hanno avuto come epicentro Palau, ma hanno migrato anche nei momenti naturali di Arzachena. Tanti gli ospiti blasonati fra cui Mario Dondero, voce originale del fotogiornalismo italiano. L'85enne intellettuale delle immagini ha portato a Palau la sua indagine sulla foto del miliziano di Robert Capa, un lavoro di ricerca sullo scatto con cui colse la caduta di un combattente repubbicano nella guerra civile spagnola. Punto di partenza del suo lavoro di ricostruzione dell'epopea della repubblica spagnola attraverso protagonisti e testimoni.

Il giro del mondo di “Isole che parlano” ha portato sotto l'Orso anche il canto diafonico del mongolo Enkhjargal Dandarvaanchig, la dolcezza cristallina del vibrafonista Pasquale Mirra, sia in solo che in duo con il sultano dell'Illinois Hamid Drake. L'originale duo Mirra e Drake ha avuto come quinta naturale il faro, simbolo della memoria storica di Palau. Intensa la melodia nata dall'incontro fra il vibrafono preparato con catene, carta stagnola e tessuti e le percussioni di Drake. La prima ad Arzachena di "Isole che parlano" è stata sul palcoscenico naturale della tomba dei giganti di Coddu Ecchjiu.

Fra i graniti millenari Enkhjargal Dandarvaanchig, virtuoso del moorin hoor, uno strumento ad arco, e del choomie, il canto armonico, ha centrato ancora una volta il punto d'incontro tra tradizione mongola e influenza delle musiche occidentali. Spazio anche alla suggestiva processione sulla roccia dell'Orso con protagonisti i Cussertu Cùcuru, Luna de Torpè, il Tenores di Orgosolo e i Maestri campanari. Grande successo per la sezione di Isole dedicata ai bambini e curata da Alessandra Angeli.

Grande la partecipazione ai laboratori in cui i ragazzi, riciclando vecchie fotografie, scatole di latta, cartoline d’epoca e oggetti hanno ricreato gli antichi suoni. Emozionante il concerto finale dei piccoli alunni diretti da Pasquale Mirra. Soddisfatti gli organizzatori per l’elevata qualità della rassegna e la grande risposta del pubblico.

Entusiasta il jazzista Hamid Drake. «Suono una media di 200 concerti all'anno in tutto il mondo – ha detto alla fine del duo con Angeli –. Ma raramente ho partecipato a un festival con questa intensità e bellezza».


Unione Sarda - 17 settembre 2013

Si è chiuso il festival "Isole che parlano": quattro serate e gran finale con Angeli e Drake.
Jazz e musica sarda, emozioni a Palau

Quattro giorni di concerti, nove spettacoli, una media di 500 spettatori per ogni live (con punte dì 600) e sette musicisti ad alternarsi sul palco, oltre ai cori di tenores e agli otto maestri campanari: a Palau si è concluso domenica il festival "Isole che parlano" organizzato dai fratelli Paolo e Nanni Angeli. La diciassettesima edizione ha riservato dei concerti di altissimo livello per gli appassionati di musica jazz ed etnica, con la chiusura affidata a un live eccezionale: due maestri del proprio strumento a confronto, Paolo Angeli alla chitarra sarda preparala e Hamid Drake alla voce e alla batteria. Domenica sera, però, il meteo è stato inclemente: pioveva. È quindi saltato il concerto a Cala corsara, nell'isolotto di Spargi, e Angeli e Drake hanno dovuto ripiegare al coperto, nel cineteatro di Palau. A dispetto del trasferimento, l'esibizione è rimasta impressa nella mente di chi vi ha partecipato. Drake compreso. «Suono una media di 200 concerti all'anno in tutto il mondo, ma raramente ho avuto occasione di partecipare ad un festival con questa intensità e bellezza». Drake - leggenda vivente del jazz contemporaneo, premiato da dowbeat come miglior percussionista su scala mondiale - si è congedato dal pubblico con queste parole. L'incontro di Angeli e Drake ha commosso il pubblico. Due ore di musica "a braccio", in cui i musicisti hanno alternato brani estratti dal cd "Uotha" e materiali inediti. La musica sarda ha incontrato il jazz, generando un ibrido struggente, con una rilettura dei canti classici Mi e La, Fa diesis ed una versione "waitsiana" della Corsicana.
Nell'andamento del concerto si perdono i riferimenti geografici: la chitarra sarda di Paolo Angeli - uno strumento a 18 corde, con martelletti suonati come se si trattasse di un organo - avanza con arcate arabe a sostegno della voce profonda di Hamid Drake - alla batteria e al tamburo a cornice. Cambi ritmici avaut-rock, poliritmie afro, sezioni progressive, si alternano a citazioni di Bjork ("Yoga") e Beatles ("Dear Prudence"). L'emozione vibra in sala e raggiunge il climax nella parte centrale del concerto, con una suite di 40 minuti in cui il duo propone una metabolizzazione del confronto creativo tra il jazz di Chicago e l'avanguardia sarda. Due i bis per un pubblico letteralmente in visibilio: il brano "Gli spargiani", dedicato allo staff del festival, e la chiusura delicatissima affidata alla ballad della Cinematic Orchestra "To Build a Home". La giornata precedente aveva visto protagonisti i gruppi a tenore di Torpè e Orgosolo nell'emozionante processione sulla roccia dell'Orso, in ricordo di Sassu e Cervo. Particolarmente coinvolgente l'esibizione dei Maestri campanari sardi e delle gemelle Sara e Maika Gomez alla txalaparta: Ttukunak ha proposto 45 minuti di musica minimale, con forza tribale e coerenza contemporanea. Un set di rara intensità in cui si è mostrato come le tradizioni più consolidate possano aprirsi al confronto con altre culture musicali. Guests nella parte finale Hamid Drake e il trombettista Riccardo Pittau, che ha concluso la serata con un solo nella spiaggia di Palau Vecchio. "Isole che parlano" continua con la mostra fotografica di Mario Dondero che rimarrà aperta al pubblico fino al 30 settembre.

Claudio Chisu


La Nuova Sardegna - 15 settembre 2013

La Nuova Sardegna - 14 settembre 2013

Le isole parlano con i suoni del mondo
A Palau la rassegna propone artisti che spaziano dal jazz alle musiche etniche

Dopo la conclusione dei laboratori rivolti a bambini e adulti, è cominciata ieri la programmazione musicale del festival Isole che Parlano.
Il primo concerto si è tenuto giovedì a ridosso della stele della tomba dei giganti di Coddhu 'Ecchju. Protagonista lo straordinario artista Enkhjargal Dandarvaanchig, che ha tenuto il laboratorio di canto a cui hanno partecipato 25 persone provenienti da tutt'Italia. Virtuoso del Moorìn hoor, il tradizionale strumento ad arco della Mongolia, e del choomìe,  il canto armonico o difonico tipico delle steppe della sua terra, Enkhjargal ha proposto brani: di sua composizion e canti tradizionali di diverse aree della Mongolia, un magma dinamico riletto attraverso la pratica dell'improvvisazione.

Sui bordoni costruiti col suo affascinante strumento, il musicista ha sviluppato, alternandole, linee abbozzate con emissione vocale gutturale e 'overtone', armonici acutissimi generati da una particolare tecnica arcaica. Una esibizione che ha affascinalo i presenti, stregando anche un falchetto che, a lungo, ha volteggiato sopra il pubblico.

Ieri mattina Isole  che Parlano è approdato ai piedi del faro di Punta Sardegna, nella spiaggia di Cala Martinella, con un prezioso solo del vibrafonista campano Pasquale Mirra che ha proposto un programma in gran parte basato sull'improvvisazione, alternando arie di Louis Armstrong, Don Cherry e del Modern Jazz Quartet, a sue ocmposizioni, il tutto riletto in un flusso creativo in cui lo Strumento, a tratti suonato in modo convenzionale, ora 'preparato', con catene, carta stagnola o tessuti, assumeva le sembianze di una piccola orchestra.

In serata appuntamento ormai classico alla Tomba dei Giganti di Li Mizzani, per un altro straordinario solo, quello del batterista Hamid Drake. Proveniente da Chicago Drake ha segnato 40 anni di storia della musica afro americana. Fondamentali le sue collaborazioni con Don Cherry, Pharoah Sanders, l'avanguardia di Chicago e WayneShorter.
Durante il solo Drake ha spaziato attraversando i generi musicali, passando dal dub al reggae, planando su brevi citazioni balcaniche, alternando momenti di pianizzimo con deflagrazioni di intensità estrema. La sua è stata una lezione di rara bellezza, che ha coniugato la musica delle sue origini in Louisiana con la contemporaneità di un fraseggio musicale aperto alla suggestione del contesto in cui ha suonato. La serata  si è conclusa a Porto Faro con Mirra e Drake in duo.

Òggi alle 11.30 nella chiesa campestre di San Giorgio "Suoni di legni", incontro-lezione col maliano Lansiné Kouyaté e  il duo basco Ttukunak. Sì prosegue alle 17 con Di Granito, la sonorizzazione della Roccia dell'Orso,   (in   collaborazione con l'Isre e l'associazione Itinere) col Tenore San Gavino de Oniferi e il Cussertu Cùcuru 'e Luna di Torpè. Alle 21, dal campanile della chiesa di Palau, Sos Jacanos de Sardigna, associazione regionale dei suonatori di campane. In piazza Fresi alle 22, la produzione di Isole che Parlano e Time in Jazz "Un Tam Tam per Isole"  Con Hamid Drake, Lansiné Kouyaté e Ttukunak.


L'Unione Sarda - 14 settembre 2013

Mostra a Palau del grande maestro del reportage
A proposito di Capa, la guerra di Spagna con l'occhio di Dondero

La foto è una di quelle che hanno fatto la Storia. E' nota con il titolo "Il soldato morente" e ritrae un uomo delle milizie repubblicane spagnole nel momento preciso in cui, su una collina nei pressi di Cordoba nel 1936, cade all'indietro dopo essere stato colpito da una pallottola dei franchisti. Il fotografo si chiamava Endre Erno Friedman, passato alla leggenda con lo pseudonimo di Robert Capa. Alcune settimane dopo fu pubblicata per la prima volta dalla rivista francese Vu e da quella americana Life. È considerata tuttora l'immagine simbolo del fotogiornalismo di guerra, e a lungo si è discusso anche sulla sua autenticità, almeno sino al 2007, quando a Città del Messico vennero ritrovati i negativi originali andati perduti da tempo. Nel 1947 Robert Capa fondò assieme a Henri Cartier-Bresson, David "Chim" Seymour e George Rodger la prestigiosa agenzia fotogiornalistica Magnum. Oltre alla guerra civile spagnola, Capa raccontò la guerra sino-giapponese, il secondo conflitto mondiale, la guerra arabo Israeliana del 1948 e la prima guerra d'Indocina, dove morì in seguito al 1954.

"A proposito di Robert Capa" di Mario Dondero è un lavoro d'indagine che un maestro della fotografia italiana ha voluto dedicare alla vera storia del miliziano e all'epopea della Repubblica spagnola. Fra gli appuntamenti del "Festival Isole che parlano", organizzata dall' Associazione Sarditudine con la collaborazione di Ogros, presso il centro di Documentazione del Territorio a Palau, sino al 30 settembre. Spiega Dondero: «Ero partito da Garcia Lorca, e volli documentare la presenza degli italiani in Spagna, di sinistra e di destra, le fosse comuni di Franco, la guerra. Presi spunto da una delle tante battaglie combattute per la liberazione, quella di Cerro Muriano, vicino a Cordoba, resa celebre dallo scatto di Capa. Era il 5 settembre del '36, il miliziano si chiamava Federico Borrell Garcia detto Taino, era un operaio tessile di Alcoy. Quel giorno salvò la vita a Capa e agli altri con lui, circondati dai franchisti e Capa lo fotografò appena colpito. Ho incontrato i parenti di Taino ad Alcoy, una nipote e suo marito. Ho visitato i luoghi dove si sono svolte le battaglie più sanguinose [...] Guadalajara.

Ho conosciuto i familiari dei caduti le cui ricerche hanno permesso l'individuazione delle fosse comuni, come quella nel cimitero di Malaga. Ho parlato con i reduci, come Mario Brotons Garcia, che quindicenne combattè nella colonna Anarchica di Alcoy e grazie alla sua memoria si potè riconoscere il miliziano caduto. E infine ho avuto la fortuna di avere come guida nei miei viaggi in Spagna Giovanni Pesce, medaglia d'oro della Resistenza italiana, membro della 12ma Brigata Internazionale». Dondero ricorda la prima volta che vide la foto di Capa «alla fine degli anni '40, un amico fotografo, Alfa Castaidi, aprì una valigia piena di fotografie provenienti dall'agenzia Magnuni e la mia attenzione fu subito catturata dall'immagine. Oltre all'elemento estetico quello che mi colpì profondamente fu il valore politico della foto. In quell'istante era racchiuso il sacrificio di un uomo che muore per la libertà del suo popolo. E lo dice uno che a sedici anni faceva il partigiano».

Max Solinas


La Nuova Sardegna - 13 settembre 2013

La Nuova Sardegna - 13 settembre 2013Isole che parlano Spargi attende il grande finale al tramonto

PALAU
Interessante incontro tra culture e tradizioni diverse; "Suoni di Legni", domani alle 11, nella chiesetta campestre di San Giorgio: Kouyaté e Ttukunak spiegheranno affinità e differenze nell'uso delle percussioni nel Mali e nei Paesi Baschi.
Come esponenti della musica tradizionale sarda il ballo del Cussertu Cùcuru e Luna de Torpè e del tenore San Cavino de Oniferi, protagonisti della processione profana dedicata a Pietro Sassu e Mario Cervo. Appuntaménto alle 17 ai piedi della Roccia dell ' Orso.
Seguirà il terzinato "alla sarda" dei Maestri Campanari Sos Jacanos de Sardigna in piazza di Chiesa, alle 21.
Il beat ancestrale della txalaparta percossa dalle gemelle Sara e Maika Gòmez (Euskadi-Spagna) sarà protagonista della serata in piazza Fresi, alle 22, nell'avvincente Tam Tam per Isole coproduzione con Time in Jazz, che vede sullo stesso palco Ttukunak, Hamid Drake e Lansiné Kouyaté.
Grande attesa per l'evento finale di domenica 15: Gli Spargiani, tramonto a Cala Corsara nella meravigliosa cornice dell' isola di Spargi, una coproduzione con l'Ente Parco, che vede nuovamente insieme il batterista Hamid Drake e il chitarrista Paolo Angeli.


Il Vento - 13 settembre 2013

'Spargiani' in concerto a Cala Corsara, per salutare il sole

Domenica 15 settembre, alle 18:30, si terrà a Cala Corsara, isola di Spargi, il concerto di chiusura della XVII edizione di Isole che Parlano, manifestazione ideata dai fratelli Angeli. L'iniziativa, una coproduzione di Associazione Sarditudine ed Ente Parco Nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena, epilogo del festival e anteprima della Biennale Arie e Natura, avrà come protagonisti Hamid Drake (batteria, percussioni, voce) e Paolo Angeli, nella foto in prima pagina, (chitarra sarda preparata, voce). Ogni appuntamento dal vivo del duo è ima sorpresa, un vulcano di creatività, un richiamo ancestrale basato sulla poliritmia. Il viaggio, il percorso, è sempre imprevedibile: può portarci alla densità sonora vissuta ai piedi dei grattacieli di Chicago, oppure consegnarci ai moti riflessivi e silenziosi dei graniti galluresi. La loro navigazione a vista, compiuta con rilevamenti e punti nave appena abbozzati, regala sempre concerti in grado di stupire. II concerto avrà un sottotitolo fiabesco: Gli Spargiani. Da un anno si radunano, comunicano con lo sguardo e con gesti misurati, piazzano sulla riva le loro bandiere e con ferma dignità ribadiscono che è la natura la vera protagonista della loro festa. Gli Spargiani esistono solo nella fantasia dei marinai e nei sogni dei musicisti. Cercano nella musica gemme ruvide e imperfette, piccole punte di ossidiana raccolte sul bagnasciuga, per procacciarsi cibo e conciare i loro abiti di festa. Gli Spargiani, domenica 15 settembre aspettano l'arrivo del pubblico di Isole che Parlano per salutare il Sole. Per raggiungere l'isola di Spargi, Sarditudine ha predisposto un servizio con barcone e aperitivo a pagamento, con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti, chiamando al numero 339. 1876679, dalle 10 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.30.


La Nuova Sardegna - 12 settembre 2013

A Palau
Apre la mostra di Dondero

Entra nel vivo questa sera la programmazione del Festival Isole che Parlano, conl'inaugurazione, alle 21 e 30 a Palau presso il Centro di Documentazione del Territorio, della mostra fotografica di Mario Dondero "A proposito di Robert Capa". Si tratta di un lavoro dedicato alla Spagna repubblicana, realizzato con fotografie scattate durante un lungo arco di tempo e composto da svariati reportage su temi diversi. Tra questi anche un'indagine su una delle "questioni" della fotografìa: il caso nato intorno all'immagine "il miliziano che muore", scattata da Robert Capa durante la Guerra Civile di Spagna. Mario Dondero presenzierà all'inaugurazione, che sarà seguita da "Riflessioni sull'etica di un mestiere", una conversazione con il grande fotogiornalista coordinata da Nanni Angeli. La mostra, realizzata in collaborazione con l'Associazione Ogros, rimarrà aperta fino al 30 di settembre.
Per informazioni: 33918766789.

"A proposito di Robert Capa"
Festival "isole che parlano", Palau, fino al 30 settembre


Unione Sarda - 12 settembre 2013

ARZACHENA
Isole che parlano a Coddu Vecchju

ARZACHENA. Il concerto di Enkjargal Dandarvaanchig apre oggi le quattro serate musicali di Isole che Parlano. Il musicista originario della Mongolia ha tenuto in questi giorni uno workshop di canto armonico, che ha riscosso particolare curiosità. Alle 18.30 si esibirà ad Arzachena, alla Tomba di giganti di Coddu Vecchju. Stasera, alle 21.30, al centro di documentazione di Palau si inaugura la mostra "A proposito di Robert Capa", di Mario Dondero. Il fotogiornalista si racconta al pubblico nella lezione "Riflessioni sull'etica di un mestiere". La mostra realizzata dall'associazione Sarditudine, in collaborazione con Ogros, si potrà visitare sino al 30 settembre. Domani tre concerti. Mirra suonerà alle 11 a Cala Martinella, Drake alle 18.30 alla tomba di Giganti Li Mizzani, Al faro, a Punta Palau, Kouyaté e Mirra si esibiranno alle 21.45.


La Repubblica.it - 11 settembre 2013

Appare in prima pagina del portale web La Repubblica.it il rimando all'articolo pubblicato oggi 11 settembre su L'Espresso.


Beppe Severgnini, sulla sua rubrica "Italians" del corriere.it - 11/09/2013

IL FESTIVAL DELLE “ISOLE CHE PARLANO”

Caro Bsev, cari Italians, siete tutti invitati alla XVII edizione del Festival internazionale “Isole che Parlano”, dal 9 al 15 settembre, manifestazione, ideata da Nanni e Paolo Angeli e organizzata dall’Associazione Sarditudine. Il festival porterà i suoni tra il comune di Palau, i monumenti naturali, i fari, le spiagge, le aree campestri, i siti archeologici (Palau e Arzachena) e l’isola di Spargi (parco dell’arcipelago di La Maddalena). La Sardegna contemporanea si confronta con la società e si apre ad un’ideale cartina geografica illimitata, con laboratori arte infanzia, mostre fotografiche, incontri e concerti. Il programma è consultabile sul sito http://www.isolecheparlano.it/ – Il nostro Festival è ormai una realtà consolidata nel panorama culturale nazionale e internazionale. Patrocinato dall’UNESCO, vantiamo collaborazioni con Rai Radio 3, e la BBC Radio 3 ha manifestato l’interesse a partecipare come media partner dalla prossima edizione. Vi aspettiamo!

www.isolecheparlano.it

 

 

 

Con una foto così, vorrei venirci anch’io! Ma non riesco, stavolta.
Buon Festival. E quando le Isole parlano, fateci sapere cosa dicono.

 

Beppe Severgnini - http://italians.corriere.it/2013/09/11/il-festival-delle-isole-che-parlano/


L\'Espresso - 11 settembre 2013

La Nuova Sardegna - 11 settembre 2013

Concerto a Spargi, aperte le adesioni
II 15 settembre il festival "isole che parlano" si concluderà sull'isola di Spargi, a cala Corsara. L'iniziativa, una coproduzione di Associazione Sarditudine e Parco dell'arcipelago della Maddalena vedràl'esibizione di Hamid Drake, batteria, percussioni e voce in coppia con Paolo Angeli, chitarra sarda preparata. Il concerto avrà un sottotitolo fiabesco "Gli spargiani". Per raggiungere l'isolal'associazione Sarditudine ha predisposto un servizio con barcone e aperitivo a pagamento, con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti al 339.1876679, dalle 10 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.30.

PALAU
Isole che parlano. Ore 21 Polo culturale Montiggia, "isole che Parlano..a.i bambini e ai ragazzi", laboratori arte-infanzia ideati e coordinati da Alessandra Angeli. Saggio finale dei laboratori tenuti da Pasquale Mirra (laboratorio I linguaggi che uniscono) e Cinzia Cornetti (I teatri della memoria). Tante le attività a misura di bambino, tra cui la mostra "Cosa mangio? Cibi sani nella mia cucina", allestita nei ristoranti dei-paese e la premiazione del corto d'animazione "Fatti di Pane" che ha portato i bambini di Palau alla ribalta internazionale.


Unione Sarda - 11 settembre 2013

La Nuova Sardegna - 10 settembre 2013

La Nuova Sardegna del 10 settembre dedica al festival ben due spazi:

A pagina 33
«Ecco la vera storia del miliziano di Capa»
L'immagine come strumento di narrazione: Mario Dondero presenta la sua mostra sulla guerra civile spagnola
di Antonio Mannu

PALAU
Arriva ancora una volta in Sardegna, a Palau, in occasione di "Isole che Parlano", Mario Dondero, figura importante e originale del fotogiornalismo, autore di una fotografia umana, semplice e diretta, priva dì retorica e teatralità.
A Palau porta con sè "A proposito di Robert Capa", un lavoro sulla guerra civile spagnola, che contiene un'indagine su una delle "questioni" della fotografia: il caso nato intorno alla fotografia "il miliziano che muore", immagine notissima, icona della guerra di Spagna e del ventesimo secolo. Scattata il 5 settembre del 1936 a Cerro Muriano, la foto ritrae l'anarchico Federico Borrel Garcia che cade ucciso da una pallottola nemica. Nel 1974 Phillip Knightley, giornalista inglese, affermò che il grande fotografo ungherese gli aveva confidato che quello scatto era frutto di una messa in scena. Questa tesi ha generato un dibattito che, a tratti, ha assunto i caratteri di un processo a Robert Capa. Dondero in questa mostra racconta la storia di quella foto insieme all'epopea della repubblica spagnola. Partendo da Garcia Lorca. «Questo- dice Dondero- è un lavoro che nasce come omaggio alla Repubblica spagnola, stagione di speranza e tentativo di un salto di civiltà. Contiene fotografie remote, realizzate in Spagna durante il franchismo più nero e triste. Mi.sono interessato molto alla vicenda di Garcia Lorca così legata alla storia del conflitto spagnolo. Ho visitato Viznar, dove un tempo c'era l'edificio in cui si suppone sia stato assassinato. Poi ci hanno costruito sopra un centro residenziale, come per cancellare ogni traccia di quel passato». Nel 2008, a Londra, il Barbican ha ospitato un'esposizione su Robert Capa che conteneva un'indagine sulla fotografia di cui anche lei si occupa nella sua mostra. Sul catalogo Richard Whelan, biografo di Capa, conclude, sorprendentemente, che forse Capa stava fotografando dei combattenti che posavano per lui, quando un cecchino uccise Federico Borrel Garcua. Conosceva questa versione?
«Ho letto la biografia di Whelan e ricordo che sul libro lui sostiene che il miliziano caduto era morto in combattimento. Io ho indagato questa storia da vicino, andando a Cerro Muriano, il luogo in cui è accaduto il fatto e poi ad Alcoy, il paese di Federico Borrel Garcia, dove mi hanno spiegato come si è scoperta la sua identità. Ma quell'immagine va oltre il fatto documentale, ha un forza drammatica altissima».
Cosa fa diventare una fotografia un simbolo?
«La sua forza, che conquista ed entra nella memoria».
La fotografia è strumento di narrazione: si dice spesso che una fotografìa deve parlare da sola, prescindendo da un testo esplicativo che ne illustri il contesto e, in qualche modo, la storicizzi. Cosa pensa in proposito?
«La didascalia veritiera, con poche indicazioni che collocano la foto nella situazione in cui è stata scattata, mi sembra doverosa e, spesso, di capitale importanza. Anche se effettivamente le fotografìe raccontano anche da sole, andando al di la di ciò che si può aggiungere scrivendo».
Recentemente un fotografo americano, Michael Christopher Brown, che lavora quasi esclusivamente con l'iPhone e con l'applicazione Hipstamatic, che altera automaticamente colore e tonalità delle fotografie, è entrato a far parte dell'agenzia Magnum. Molti si sono chiesti se sia giusto e legittimo usare questi strumenti?
«Francamente queste discussioni mi seducono molto poco. Penso che ciò che conta è la sincerità dell'intento, il talento di chi fa questa cosa e l'utilità culturale di un'immagine. Io sono rimasto fedele alla macchina analogica ma quello che mi interessa è il risultato finale. Se poi uno usa questi strumenti, che hanno il vantaggio dell'immediatezza, va bene. E' la sostanza profonda di quello che si racconta che fa la differenza, la qualità dello sguardo".
E' stato spesso in Sardegna?
«Mi ha affascinato. Son venuto per la prima volta nel 52. Andai nel Sulcis per fotografare dei preti operai francesi nelle miniere. La Sardegna mi apparve esotica e grande. Successivamente venni anche per fotografare il mondo pastorale, un'esperienza splendida. Ho un bellissimo ricordo di Peppino Marotto».

 

A pagina 35
"i suoni del mondo si incontrano a Isole che Parlano" di Serena Lullia

PALAU
La musica del mondo raccontata in un festival, sui palchi naturali dì spiagge, scogliere, rocce millenarie. "Isole che parlano" taglia il nastro della 17esima edizione e diffonde il suo spirito musicale fra Palau, Arzachena e La Maddalena. La rassegna nata dal genio artistico dei fratelli Nanni e Paolo Angeli quest'anno si fa in due. Ha preso il via ieri "Isole che parlano... ai bambini", i laboratori di arte coordinati da Alessandra Angeli. I più piccoli da ieri percorrono la strada del ritmo con il vibrafonista Pasquale Mirra e Omo Ritmo Luigi Lullo Mosso. Cinzia Cometti li guida invece nei Teatri della memoria. Da giovedì spazio alla parte musicale con il canto armonico della Mongolia di Enkhjargal Dandarvaanchig, noto Epi, ospite come docente nel workshop sulle tecniche della difonia e nel concerto in solo alla Tomba dei giganti di Coddu Ecchjiu di Arzachena, giovedì alle 18.30.
La dolcezza cristallina del vibrafonista Pasquale Mirra sonorizzerà la risacca di Cala Martinella, a Palau, venerdì alle 11. Alle 18,30 il pubblico di "Isole che parlano" si trasferirà fra le rocce millenarie di Li Mizzani. Alle 18,30, davanti alla tomba dei giganti, il sultano dell'Illinois Hamid Drake, uno dei più importanti batteristi contemporanei, farà vibrare le sue pulsazioni jazz. Alle 21,30 concerto inedito al faro di Palau di Lansiné   Kouyaté, virtuoso del Mali, poeta-cantore dell'Africa Occidentale, custode della memoria e della cultura del suo popolo, che si esibirà al balafon, in duo con Pasquale Mirra. Sabato alle 11, nella chiesetta campestre di San Giorgio "Suoni di legni" con percussioni del Mali e dei paesi baschi a confronto. La musica tradizionale sarda trova il suo spazio a Isole con il ballo del Cussertu Cùcuru e Luna de Torpé e il Tenore di San Gavino de Oniferi, protagonisti sabato pomeriggio della processione profana dedicata a Pietro Sassu e Mario Cervo, ai piedi della roccia dell'Orso. Seguirà il "terzinato alla sarda" dei maestri campanari Sos Jacanos de Sardigna nella piazza della Chiesa di Palau. Le gemelle Sara e Maika Gomez sabato notte porteranno in piazza Fresi il beat ancestrale della Txalaparta.
Gran finale domenica con la chitarra sarda preparata di Paolo ANgeli insieme con il batterista Hamid Drake. Il suo accompagnerà il sole verso il tramonto a Cala Corsara, sull'isola di Spargi.


La Nuova Sardegna - 09 settembre 2013

PALAU
Al via oggi "Isole che parlano"

Prende il via oggi la 17esima edizione del festival internazionale "Isole che parlano". La manifestazione, ideata dai fratelli Nanni e Paolo Angeli e organizzata dall'Associazione Sarditudine, supera i confini di Palau e suggella importanti cooproduzioni con Pragma Eventi, il comune di Arzachena, il Parco della Maddalena e il Time in Jazz. Il programma è farcito di prime assolute sul tema "A volte ritornano", il meglio delle 17 edizioni in abbinamento ad artisti per la prima volta ospiti della rassegna. I suoni di Isole risuoneranno nella piazza di Palau, nei siti archeologici, sull' l'isola di Spargi.

Si comincia oggi con la tre giorni "Isole che parlano...ai bambini". I più piccoli saranno introdotti alla ritmicità da Pasquale Mirra (foto) e da Luigi Lullo Mosso, domani nella piazza della chiesa alle 21.

La Nuova Sardegna - 09 settembre 2013 - Estate appuntamenti - pag. 22


Unione Sarda - 5 settembre 2013

Festival Isole che Parlano

Ritmi Tribali e note jazz in Gallura
Da Epi a Hamid Drake, ai Tenores di Oniferi e Torpè negli scenari di Palau, La Maddalena e Arzachena.

Al via lunedì, fino al 15 settembre, la diciassettesima edizione del Festival internazionale Isole che Parlano. La manifestazione, ideata da Nanni e Paolo Angeli e organizzata dall'associazione Sarditudine, supera i confini di Palau e suggella importanti coproduzioni con Pragma Eventi e Cultura (Arzachena), l'Ente Parco dell'Arcipelago di La Maddalena (concerto sull'isola di Spargi) e Time in Jazz. Un programma di prime assolute, centrato sul tema "A volte ritornano". Ma il vero filo d'Arianna sarà il ritmo, rivisitato nella sua componente tribale o in chiave contemporanea.
Si apre con la tre giorni "Isole che Parlano ai bambini e ai ragazzi", laboratori ideati e coordinati da Alessandra Angeli. Spazio dedicato alla fotografìa con Mario Dondero, una delle più grandi personalità del fotogiorna-lismo italiano che presenterà la mostra 'A proposito di Robert Capa" (giovedì 12, alle 21.30). Quindi gli spettacoli. Farà da apripista il canto armonico e difonico di Enkhjargal Dandarvaanchig, noto Epi (Mongolia), ospite come docente nel workshop sulle tecniche della difonia e nel concerto in solo alla Tomba dei Giganti Coddhu Vecchju di Arzachena, il 12 settembre alle 18.30. Pasquale Mirra a Cala Martinella, venerdì 13, alle 11. A seguire, il sultano dell'Illinois Hamid Drake (18.30 Tomba dei giganti Li Mizzani). Alle 21.30, faro di Punta Palau, Lansine Kouyaté, virtuoso strumentista del Mali al balafon in duo con Pasquale Mirra. Imperdibile l'incontro Suoni di Legni, sabato 14 alle 11, nella chiesetta campestre di San Giorgio con Kouyaté e Ttukunak. Il ballo del Cussertu Cùcuru 'e Luna de Torpè e del Tenore San Gavino de Oniferi, protagonisti della processione profana dedicata a Pietro Sassu e Mario Cervo (alle 17, Roccia dell'Orso). Segue il terzinato alla sarda dei Maestri Campanari Sos Jacanos de Sardigna in piazza di Chiesa, alle 21. Le gemelle Sara e Maika Gòmez (Euskadi-Spagna) protagoniste in piazza Fresi, alle 22. Attesa per il finale di domenica 15: Gli Spargiani, tramonto a Cala Corsara sull'isola di Spargi, una coproduzione con l'Ente Parco, con il batterista Hamid Drake e il chitarrista Paolo Angeli.


La Nuova Sardegna - 03 settembre 2013

A Palau le «Isole che parlano»
Comincia lunedì la XVII edizione del festival ideato da Nanni e Paolo Angeli

PALAU.
Lunedì, prenderà il via la XVII edizione del festival «Isole che parlano». Tema: «A volte ritornano». La manifestazione, che durerà fino al 15, ideata da Nannie Paolo Angeli e organizzata dall'associazione Sarditudine, supera i confini di Palau e suggella importanti cooproduzioni con Pragma eventi e cultura, il parco della Maddalena e con il «Time in Jazz». Si parte con la tre giorni «Isole che Parlano..ai bambini e ai ragazzi», laboratori ideati e coordinati da Alessandra Angeli. Poi lo spazio dedicato alla fotografia con Mario Dondero con la mostra "A proposito di Robert Capa" e "Riflessioni sull'etica di un mestiere" dove racconterà la storia attraverso la sua macchina fotografica (giovedì 12, 21.30). Il festival avrà come location la piazza ma anche monumenti naturali, fari, spiagge, siti archeologici e l'isola di Spargi. Farà da apripista il canto armonico di Enkhjargal Dandarvaanchig, noto Epi (Mongolia), docente nel workshop sulle tecniche della difonia e in concerto alla Tomba dei Giganti Coddhu Vecchju di Arzachena (il 12). Il vibrafonista Pasquale Mirra sonorizzerà la risacca di Cala Martinella, venerdì 13, alle 11. A seguire il batterista Hamid Drake (18.30 tomba dei giganti Li Mizzani). Alle 21.30 concerto al faro di Punta Palau, sonorizzato dal
griot Lansiné Kouyaté, strumentista del Mali che si esibirà al balafon con Pasquale Mirra. "Suoni di Legni", sabato 14, alle 11, nella chiesetta campestre di San Giorgio. C'è spazio anche per la
tradizione sarda con il ballo del Cussertu Cùcuru e Luna de Torpè e del tenore San Gavino de Oniferi, protagonisti della processione profana dedicata a Pietro Sassu e Mario Cervo: alle 17 ai piedi della Roccia dell'Orso. Segue il terzinato alla sarda dei maestri campanari Sos Jacanos de Sardigna in piazza di Chiesa, alle 21. La txalaparta delle gemelle Sara e Maika Gòmez (Spagna) sarà protagonista in piazza Fresi, alle 22 (coproduzione Time in Jazz). Sullo stesso palco Ttukunak, Hamid Drake e Lansiné Kouyaté. Il gran finale sarà di Paolo Angeli e la sua chitarra e la batteria di Hamid Drake al tramonto di Cala Corsara sull'isola di Spargi. (s.d.)

MARTEDÌ 3 SETTEMBRE 2013 - LA NUOVA SARDEGNA


Il Turismo Culturale numero di Settembre 2013 pag. 9

isole che parlano
Armonie del mondo
in Sardegna

Quello che si configura come un ponte collaudato tra il territorio dell'entroterra gallurese e le isole della Maddalena affonda le proprie radici nel 1996 e giunge   quest'anno alla sua 17a edizione. Come nelle edizioni precedenti, il festival continua a inserire le antiche musiche popolari tradizionali della Sardegna in un contesto mondiale fatto di atmosfere suggestive e melodie provenienti dai quattro angoli del mondo, esemplificate al meglio dal workshop sul canto armonico e sulle tecniche di canto Khoomei (Hömmei) e Kargyraa tenuto dal musicista mongolo Enkhjargal Dandarvaanchig.
Operatori culturali, turisti, docenti universitari, artisti, fotografi, musicisti e tantissimi volontari costituiranno l'architettura di questo festival che quest'anno, tra i numerosi eventi, vedrà anche il ritorno del mitico Hamid Drake, mentre le spiagge e i siti archeologici della zona costituiranno il naturale scenario incantevole di questo bel festival, fatto di impareggiabili bellezze naturali, cultura e storia.

 

estratto da "Il Turismo Culturale" numero di Settembre 2013 pag. 9

 

Il Turismo Culturale è un mensile in formato tabloid dedicato al viaggio, agli eventi culturali del mese e alle eccellenze paesaggistiche ed enogastronomiche.
www.ilturismoculturale.it


Notizia Ansa - 2 settembre 2013

Musica: Hamid Drake e Lansiné Kouyaté alle Isole che parlano
XVII edizione del festival ideato da Nanni e Paolo Angeli

02 Settembre , 17 : 38 (ANSA) - OLBIA, 2 SET
- Uomo, arte, natura, saranno gli elementi che caratterizzeranno la XVII edizione del festival internazionale Isole che Parlano. L'evento, ideato dai fratelli
Nanni e Paolo Angeli, organizzato dall'associazione Sarditudine, quest'anno vede la partecipazione del Parco dell'Arcipelago di La Maddalena, Time in Jazz, Pragma eventi e cultura. Dal 9 al 15 settembre l'isola di Spargi, i siti archeologici di Palau ed Arzachena faranno da cornice ad una manifestazione che vanta quest'anno nomi di fama internazionale, come Hamid Drake, uno dei più importanti batteristi contemporanei, Lansiné Kouyaté, virtuoso strumentista del Mali che si esibirà al balafon in duo con Pasquale Mirra. Tra gli ospiti anche Enkhjargal Dandarvaanchin (noto Epi), docente nel workshop sulle tecniche della difonia. Il chitarrista gallurese Paolo Angeli il 15 settembre, insieme ad Hamid Drake, terra' un concerto al tramonto a Cala Corsara, sempre sull'isola di Spargi. Durante la sette giorni il fotogiornalista Mario Dondero esporrà le sue immagini nella mostra "A proposito di Robert Capa" e "Riflessioni sull'etica di un mestiere ". Al festival non mancheranno anche esponenti della tradizione isolana con il gruppo di Torpè e del "Tenore San Gavino de Oniferi". Il programma completo è consultabile sul sito www.isolecheparlano.it.(ANSA).


Unione Sarda - 1 settembre 2013

Isole che parlano: il fascino della Mongolia


PALAU.
Le sperimentazioni artisti che del festival "Isole che parlano" puntano quest'anno al fascino della Mongolia e dei suoi riti musicali. Dal 9 al 11 settembre, la rassegna organizzata dall'associazione Sarditudine a Palau dedica ampio spazio al canto armonico con un workshop diretto  dall'artista Enkhjargal Dandarvaanchig, nome d' arte Epi, che condurrà i partecipanti alla scoperta di un fenomeno vocale complesso originario del lontano Paese asiatico.  Da 17 anni nell'evento gallurese si intrecciano parole, suoni, canti, movimenti, incontri, tradizione ed innovazione. In questo mosaico si inserisce, stavolta, un particolare viaggio nel mondo del suono basato su tecniche uniche. È nella regione di Tuva, in Mongolia, che si trovano le tracce più antiche del khoomei, lo straordinario stile vocale oggi noto come canto armonico o overtone singing. Curiosi ed appassionati potranno cimentarsi nel progetto, anche se non posseggono particolari doti. Per iscrizioni e per scoprire il cartellone completo del festival visitare il sito web www.isolech.eparlano.it. (i. ch.)



La Nuova Sardegna - 01 settembre 2013

cronaca edizione gallura  pagina 25

PALAU Le prime tre giornate della XVII edizione del Festival Isole che Parlano, come di consueto, vedono protagonisti i bambini e i ragazzi, che verranno coinvolti con famiglie in una serie di appuntamenti mattutini e serali. Ci saranno laboratori, spettacoli serali e la mostra “Cibi sani nella mia cucina”. Il tutto prenderà il via il 9 settembre. Dalla mattina ci saranno gli attesi laboratori 'su misura', ideati e curati di Alessandra Angeli, nel polo culturale "Montiggia" di Palau. "Partono dal nostro primo sentire - dicono gli organizzatori - che sia suono, immagine o emozione. Con immagini e colori, martelli e chiodi, si creeranno autobiografie sonore e visive, dando ritmo e instaurando legami tra i piccoli partecipanti e chi condivide questa bella esperienza". Il laboratorio di musica e gioco, quest'anno, si intitola "I linguaggi che uniscono", è sarà curato dai musicisti e Pasquale Mirra e Danilo Mineo e si apre ai bambini da 6 a11 anni, che saranno coinvolti nella conoscenza degli strumenti a percussione e in giochi musicali per creare infine una piccola orchestra. L'artista e docente Cinzia Cometti terrà, invece, il laboratorio d'arte "Teatrini della Memoria" rivolto ai ragazzi con oltre 12 anni. Il percorso dei laboratori si concluderà l'11 settembre, alle 21, con la condivisione pubblica dei laboratori. Le iscrizioni sono aperte da domani, fino ad esaurimento posti. È necessario compilare il modulo di iscrizione (scaricabile on line sul sito di Isole che Parlano) e tesserarsi all'associazione Sarditudine. Per chi vive a Palau è possibile recarsi nella biblioteca comunale in piazza Fresi. Per gli altri via mail a laboratori@isolecheparlano.it previo tesseramento online di 15 euro. Per informazioni: 338.2058948. (s.d.)


Unione Sarda - 31 agosto 2013

Isole che parlano: laboratori

PALAU. Il festival internazionale "Isole che parlano" apre le porte anche quest'anno con lo spazio dedicato ai bambini. Dal 9 settembre i laboratori di arte, musica e fotografia, gli spettacoli serali e la mostra "Cibi sani nella mia cucina" coinvolgeranno i giovanissimi dai 6 agli 11 anni di età. Tutto sarà ospitato al centro culturale Montiggia, in via Nazionale a Palau, dietro la regia dell'associazione Sarditudine. Le iscrizioni scadono il 2 settembre. L'evento chiuderà il 15. Per informazioni rivolgersi al 338.2058948.(i.ch.)

 


La Nuova Sardegna - 29 agosto 2013

Isole che parlano: tutto pronto per il festival

PALAU. Suoni e colori d'oriente. Musica e parole in un workshop di canto armonico che si aprirà come il vaso di Pandora per sprigionare i venti melodici del musicista della Mongolia Enkhjargal Dandarvaanchig, alias Epi. La mano che toglierà il tappo al contenitore incantato è quella del festival internazionale "Isole che Parlano". Da 9 all'11 settembre, a Palau, si viaggerà nel mondo del suono con tecniche vocali uniche ed affascinanti. Da 17 anni, infatti, nel festival si intrecciano sperimentazioni artistiche, tradizione ed innovazione. Il workshop di canto armonico (canto difonico/overtone singing) e nello specifico sull'esplorazione delle tecniche Khoomei (Hömmei) e Kargyraa (undertone singing) è a cura del musicista, già volto noto del festival. Gli orari sono ancora da definire, ma si parla di incontri serali. Ci si può, però, già, iscrivere on line andando sul sito dell'organizzazione (www.isolecheparlano.it) dove sono indicate modalità e costi di partecipazione. Il workshop, che prevede lezioni di gruppo, sarà articolato in tre fasi. La prima contempla il canto armonico (overtone): tecnica caratterizzata dall'emissione contemporanea di due toni in un'unica voce. La seconda, la tecnica "Hömmei": stile prettamente mongolo del canto armonico. E la terza, quella "Kargyraa" (undertone): modalità di canto armonico in cui si utilizza l'emissione di note molto gravi che permettono ai cantori di trasporre di un ottava in basso il suono. Il nome del musicista, inoltre, comparirà ancora nel cartellone (in via di definizione) della 17esima edizione di "Isole che Parlano", in quanto sarà impegnato anche in un concerto. Si sa già che l'evento, firmato dall'associazione Sarditudine e dai fratelli Paolo e Nanni Angeli (direttori artistici), quest'anno approderà anche ad Arzachena. (s.d.)
La Nuova Sardegna - 29 agosto 2013


 

Bell'Italia mensile n.327 LUGLIO 2013 - inserto Speciale "Sardegna"

Scarica il pdfAll'interno dell'Inserto Speciale "Sardegna" del mensile Bell'Italia n.327 LUGLIO 2013 si parla di Festival e Feste in Sardegna e si parla di noi!

«Sardegna festival e feste di Maurizio Busia
...L'isola dà spettacolo

***PALAU (Olbia-Tempio)
dal 9 al 15 settembre
Isole che parlano (festival musicale)

Il festival offre un ultimo assaggio delle immagini e dei suoni che danno alle tradizioni della Sardegna un respiro contemporaneo ed europeo.
Concerti al tramonto, workshop creativi, incontri tesi a creare un equilibrio poetico tra arte e natura sono il cuore dell'iniziativa, con eventi dislocati tra Palau e i monumenti naturali, le spiagge, i siti archeologici e l'arcipelago della Maddalena.»


 
Press 2012

La Nuova Sardegna - 20 settembre 2012

Corriere di Como - 16 Settembre 2012

La Nuova Sardegna - 14 settembre 2012

La Nuova Sardegna - 12 settembre 2012

La Nuova Sardegna - 11 settembre 2012

La Nuova Sardegna - 9 settembre 2012

Unione Sarda - 6/09/2012

 

 

 

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