Mario Dondero

 Isole che parlano di fotografia 

Giovedi 12 Settembre
Ore 21,30
Centro di Documentazione del Territorio 


Inaugurazione mostra fotografica
“A proposito di Robert Capa”

di Mario Dondero

e
Incontro/lezione con il fotografo 

“Riflessioni sull’etica di un mestiere”
Mario Dondero si racconta

La mostra, realizzata in collaborazione con Associazione Ogros, rimarrà aperta fino al 30 di settembre presso Centro di Documentazione del Territorio tutti i giorni dalle 16.00 alle 20.00 (per altri orari contattare l’info-line al +39 339.1459168)

 

 

A proposito di Robert Capa

 “A proposito di Robert Capa”, un lavoro di indagine dedicato alla fotografia con cui Capa colse la caduta di un combattente repubblicano nella guerra civile spagnola: La vera storia del miliziano. Dondero racconta la verità di quella foto e l’ epopea della Repubblica spagnola.

“Ero partito da Garcia Lorca, e volli documentare la presenza degli italiani in Spagna, di sinistra e di destra, le fosse di Franco, la guerra”.
Dondero si concetra su un episodio – una battaglia, delle tante – che lo scatto di Capa rese celebre: la foto di Federico Borrell Garcia, morto il 5 settembre del 1936 a Cerro Muriano, vicino Cordoba. “Borrell Garcia salva la vita, quel giorno, a Capa e agli altri con lui, circondati dai franchisti. E Capa lo fotografa, appena colpito”.

Mario Dondero ha incontrato protagonisti e testimoni, evocato eroi e vittime. Ha narrato, con sensibilità e leggerezza, da poeti come è capace, la verità.

 

Mario Dondero

Nato il 6 maggio 1928 a Milano ma di origine genovese, Mario Dondero è fotogiornalista di professione e ha lavorato molto tempo per la stampa scritta. Ancora adolescente, partecipa durante la guerra alla Resistenza nel Nord dell’Italia. Dopo la guerra, si orienta verso un giornalismo a carattere sociale collaborando con diversi quotidiani della stampa italiana come “L’Unità”, “L’Avanti”, “Milano Sera”, o ancora la rivista “L’Ora”, che lancia lo slogan “una fotografia vale 1000 parole”. Mario fa allora parte del gruppo detto dei “Giamaicani” a Milano, dal nome del Bar Giamaica, appuntamento di numerosi artisti ed intellettuali.

 Si installa nel 1955 a Parigi dove continuerà a collaborare sia con la stampa italiana (particolarmente “l’Espresso” e “Epoca”) sia con quella francese (“Le Monde”, “Le Nouvel Observateur”).

 La frequentazione degli ambienti intellettuali parigini conduce Mario a scattare la sua celebre fotografia degli scrittori del “Nouveau Roman” che raggruppa Alain Robbe-Grillet, Claude Simon, Claude Mauriac, Jérôme Lindon, Robert Pinget, Samuel Beckett, Nathalie Sarraute e Claude Ollier, fotografia che, secondo Alain Robbe-Grillet, ha cristallizzato l’apparizione del movimento detto del “Nouveau Roman.”

Quest’epoca segna anche gli inizi di una fruttuosa collaborazione con la giovanissima rivista “Jeune Afrique” e con altre riviste dedicate a problematiche africane, collaborazione che darà a Mario Dondero l’opportunità di conoscere profondamente quel continente. Continuerà durante gli anni a frequentarlo cosi come altre zone del mondo, come l’America Latina, Cuba, l’URSS poi e più recentemente, il Canada nel 2000, l’Afghanistan nel 2004 con l’associazione umanitaria Emergency e la Russia  nel 2006.

  Mario fa il ritratto e stringe amicizia con numerosi scrittori, artisti, attori ed intellettuali tra i quali Pablo Picasso, Man Ray, Francis Bacon, Alberto Giacometti, Cy Twombly, Giorgio Di Chirico, Giuseppe Ungaretti, Maria Callas, Yves Montand, Léo Ferrato, Serge Reggiani, Georges Brassens, Barbara, Serge Gainsbourg, Juliette Greco, Francis Lemarque, Orson Welles, Federico Fellini, Michelangelo Antonioni, Luchino Visconti, Pier Paolo Pasolini, Laura Betti, Gerard Philipe, Simone Signoret, Jean Seberg, Isabelle Huppert, Vittorio Gassman, Roman Polanski, Dario Fo, Roger Planchon, Armand Gatti, Aimé Césaire, Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Michel Foucault, Günther Grass, William Saroyan, Pablo Neruda, Gabriel Garcia Marquez, Miguel Angel Asturia, Jorge Amado, Max Frisch, Louis Aragon, Jean Genêt, Allen Ginsberg, Roland Topor, Daniel Pennac, Jeshar Kemal, Janis Kounellis, Yevgeny Yevtushenko, Patricia Highsmith, André Malraux, Eugène Ionesco, Arturo Adamov, Elsa Morante, Alberto Moravia, Françoise Sagan…

Mario è peraltro molto impegnato politicamente, e fotograferà numerosi personaggi pubblici tra i quali l’abate Pierre, Jean-Yves Gontard, Fidel Castro, Deng Xiaoping, Ahmed Bella, Hailé Séllasié, Pierre Mendès-France, Jacques Duclos, François Mitterand, Robert Badinter, John F. Kennedy, Nikita Khrouchtchev, Mikhaïl Gorbatchev, Willy Brandt, ecc.

  Continua ancora oggi la sua attività. Abita in Italia, a Fermo, nella regione delle Marche, e viaggia regolarmente per realizzare i suoi servizi, collaborando particolarmente con il quotidiano “Repubblica” e con “il Diario della settimana.” Numerose esposizioni gli sono dedicate regolarmente, in Italia e all’estero, particolarmente a Parigi nel 2006, Bruxelles nel 2009 e Londra nel 2011. Nel 2002, ha fatto parte della giuria internazionale del 24° Festival di cinema dei Trois Continents a Nantes (Francia).

  Mario Dondero è l’autore di una fotografia umana, rifiutando gli effetti spettacolari, e rispettosa del momento e della semplicità del reale. Profondamente influenzato da Robert Capa e Henri Cartier-Bresson, il suo lavoro rivela un profondo impegno sociale. È anche l’autore di numerosi documentari per la televisione e il cinema.

  Ha legami di amicizia con altri fotografi, tra i quali Willy Ronis, Guy Le Querrec, Frank Horwat, Léo Matiz, Ugo Mulas, Gianni Berengo Gardin e Mario Giacomelli.

 

sito web: www.mariodondero.com

 

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