Lunedì, 21 Aprile, 2014
   
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Associazione Sarditudine

sarditudine

 L'Associazione Sarditudine, dal 1996, crea, dirige e cura la realizzazione e la gestione del Festival Internazionale di musica teatro e arti visive "Isole che Parlano", uno tra i primi festival in Sardegna a valutare organicamente la relazione tra le espressioni delle avanguardie metropolitane e la cultura autoctona sarda.

 

 

Curriculum Artistico dell'Associazione Sarditudine

1993
 L'Associazione Sarditudine viene fondata e costituita legalmente con Atto di costituzione notarile a Olbia il 01/10/1993 (Registrazione a Tempio Pausania il 18/10/1993), a seguito della prima edizione della manifestazione “Vita di Janna”. Tra gli scopi statutari principali l'ART. 3 il quale prevede che “l'Associazione è costituita da persone che si propongono di creare un movimento autonomo che partendo dalla riscoperta dei valori tradizionali in Sardegna, cerchi di estenderli in modo creativo, alla realtà odierna, locale e non, costruendo un dialogo con la società, che tratti di solidarietà nella diversità”; e l'ART. 3/D con il quale i soci s'impegnano a “promuovere studi di carattere culturale, musicale e teatrale, con particolare attenzione alla realtà isolana, tramite esposizioni, seminari, dibattiti, convegni organizzazione di concerti ed altro”.

1994
organizza la II edizione della manifestazione“Vita di Janna”.

vita di janna 1994

In questa seconda esperienza, primaria importanza era assegnata alla fase laboratoriale il cui obiettivo primo era creare un punto di contatto tra realtà locale e realtà ospiti.Furono attivati laboratori rivolti a partecipanti di età compresa fra i 3 ed i 60 anni, che riscossero un incredibile interesse raccogliendo più di duecento iscritti.
vitajanna94Vita di Janna si proponeva come momento di integrazione tra il Circo Guerrazzi - massima espressione delle avanguardie laboratoriali del DAMS di Bologna – e la comunità palaese.
Il cuore del progetto pulsava a Palau.
Qui si elaborava e si presentava l’opera multimediale “Guardando Palau: punti di vista“, in cui, utilizzando i linguaggi del teatro, della poesia, della musica, della pittura murale e della fotografia, si affermava una denuncia contro la speculazione edilizia. La riflessione critica e politica della manifestazione Vita di Janna fu la causa della sospensione della stessa voluta dall’amministrazione locale nel 1995.
 

dal 1996
Progetta, dirige e cura la realizzazione e la gestione il Festival Internazionale di musica teatro e arti visive,'fra tradizione ed eterodossia “Isole che Parlano”.
Il Festival si sviluppa seguendo le linee tracciate dall'associazione nei primi anni d'attività.
Si caratterizza da subito per un originale ed avvincente connubio: è tra i primi festival in Sardegna a valutare organicamente la relazione tra le espressioni delle avanguardie metropolitane e la cultura autoctona sarda, traslando questi aspetti nella multidisciplinarità, collocandosi tra i codici dei generi e l'incodificato utopico dei movimenti artistici anglosassoni e newyorkesi.
L'aspetto onnivoro e avveniristico ha portato alternativamente la manifestazione tra le mura della fortezza di Monte Altura, nelle piazze, nelle strade, sulla riva delle spiaggie, coinvolgendo adulti, appassionati di musica innovativa bambini ammaliati da burattini e pupi siciliani.
È stata una manifestazione capace di contestualizzare la musica tradizionale lontano dai palcoscenici, riproponendola nei contesti d'origine quali le chiese e le aree campestri. Progressivamente le serate hanno assunto le caratteristiche di omaggio ad intellettuali scomparsi quali Pietro Sassu, tra i più entusiasti collaboratori delle prime edizioni, e Mario Cervo, collezionista artefice della più importante raccolta al mondo di musica Sarda.
In parallelo alla componente tradizionale, si sono alternate edizioni dedicate alla relazione tra musica e cinema, programmazioni tutte al femminile, eventi in prima nazionale che hanno coinvolto musicisti, fotografi, artisti provenienti da Europa, Estonia, Stati Uniti, Africa, Cina e Giappone.
In ambito fotografico la rassegna ha ospitato e commissionato Mostre di Mario Dondero, Cristina Garcia Rodero, Francesco Cito, Massimo Sciacca, Tatiano Maiore, Antonio Mannu, Massimo Golfieri, Nanni Angeli e collettive dedicate alla Sardegna dell'associazione Ogros.
Nel suo percorso, Isole che Parlano, ha avuto come partner importanti istituzioni tra cui l'Istituto Regionale Etnografico della Sardegna e l'Istituto di Cultura Giapponese e la CNI de l'UNESCO.
Alla manifestazione sono state dedicate trasmissioni radiofoniche su Rai radio tre, riconoscimento che ha accreditato Isole fra gli eventi culturali, sospesi tra tradizione e innovazione, più importanti su scala nazionale.
Oggi “Isole che Parlano” conta su uno Staff specializzato di una trentina di persone che coinvolge operatori culturali,docenti universitari, ricercatori, artisti, fotografi, musicisti, trapezisti, albergatori, laureati in filosofia o in agraria e, ancora, una miriade di volontari animati da uno spirito di vivida collaborazione.
Contemporaneamente si sono creati i presupposti per un interazione modulare con gli altri centri galluresi.
Infatti, con la partecipazione all'organizzazione di “Musiche in Parallelo”, l'Associazione Sarditudine, 10 anni fa, percorreva su strada ferrata la Gallura, proponendo concerti itineranti sulla ferrovia a scartamento ridotto, facendo tappa nelle stazioni dei piccoli centri montani di Sant'Antonio, Calangianus, Luras, Tempio.
L'Associazione diveniva contemporaneamente un importante elemento di raccordo con l'Università di Bologna e con la Scuola popolare di musica Ivan Illich, portando all'interno dei corsi di Etnomusicologia di Roberto Leydi e di Pietro Sassu i più noti interpreti del Canto a chitarra, del Canto a Cuncordu e del Canto a Tenore.

1999 e 2000
Cura la realizzazione e la gestione a Palau, in stretta continuità con l'attività artistica del festival, “Dubbi e perplessità: opificio di musica potenziale” laboratorio musicale invernale condotto dal musicista e compositore Stefano Zorzanello;

2000
Cura la realizzazione e la pubblicazione del Cd “Isole che Parlano” compilation delle prime 3 edizioni votato dal critico musicale Guido Festinese (WORLD MUSIC, MUSICA JAZZ; IL MANIFESTO) tra i dieci dischi più belli del 2000;

2004
Isolecheparlano 00 03 - doppio cd audioCura la realizzazione e la pubblicazione del doppio Cd/catalogo “Isole che Parlano 00/03”, documentazione sonora delle ultime quattro edizioni del festival con allegato un catalogo di 28 pagine che propone una sintesi del percorso fotografico della manifestazione, dalla prima all'ultima edizione.
Emerge dalla produzione il carattere onnivoro del festival, attento a valutare organicamente la relazione tra le espressioni delle avanguardie metropolitane e le culture tradizionali.
Ampio spazio è dedicato alla musica tradizionale sarda, rappresentata nella gara di canto a chitarra e dalla solennità del cuncordu, a bilanciare la parte tradizionale, c'è la sezione dedicata alla musica innovativa: il meglio dell'avanguardia New Yorkese, Britannica, Estone ed esperienze meticcie della Francia, della Svizzera, dell'Est Europeo e del Giappone.
Sia quest'ultimo Cd che il precedente sono distribuiti dall'etichetta londinese ReR in Europa, Canada, Giappone e Stati Uniti.

 2005-2009

Dalla nona edizione del Festival Isole che Parlano cura l'ideazione e la realizzazione di una serie di laboratori per bambini:
- Ho visto Udito Tatto… nel 2005;
- Composizioni in Ascolto - Parole in Ascolto, TeLai Spartiti, A ritmo d'arte
- nel 2006;
- Rotte sonore: andate e ritorni - Un Suono nel Cassetto: diario/Giornale di bordo, A bordo del Mototrabbasso. Piccolo viaggio nei mondi della musica - nel 2007.
- Zugunruhe: pronti a migrare, (storie e suoni di uccelli viaggiatori), Laboratori di ArteSonora per bambini nel 2008.
- “Il suono della voce: memoria e futuro”, “Musicanimata”, "Formato Palau. Studio 1: I legni" nel 2009.

I laboratori, realizzati in concomitanza con il Festival Isole che Parlano, hanno raccolto annualmente 30/40 iscrizioni, di bambini da 6 a 13 anni.
Le attività laboratoriali privilegiano l'approccio plurisensoriale dove lo stimolo visivo, è affiancato da quello tattile e uditivo. Negli anni hanno preso vita spazi fisici e creati per e con i bambini, aperti alle idee, alla fantasia, al gioco, e verso il paese.
Le “propaggini esterne” degli stessi hanno “segnato” le vie e le piazze della comunità durante e dopo il gioco/laboratorio.
Le presentazioni pubbliche, fase finale di tali attività, sono culminate in esibizioni ed esposizioni degli elaborati e dei percorsi “artistici” prodotti negli spazi “a misura di bambino”, ed hanno permesso ai partecipanti di proseguire il gioco condividendo l'esperienza vissuta con gli adulti e rendendo i bambini soggetti attivi della vita e nell'arredo urbano del paese.

2006-2008

Progetta, cura e dirige la realizzazione di “Di Granito, la musica sarda tra sacro e profano” rassegna dedicata a Pietro Sassu e Mario Cervo, realizzata in coproduzione con L'Istituto regionale Superiore Etnografico della Sardegna, e patrocinata nel 2007 dalla CNI dell'UNESCO.

2007

Progetta, cura e realizza, per conto della Fondazione dell'Ente Lirico di Cagliari, all'nterno del cartellone di “Un'Isola in Festival”, lo spettacolo multimediale “Linee di Fuga” (Paolo Angeli: Chitarra Sarda Preparata; Nanni Angeli: Immagini; Simone Ciani:montaggio video).
Il progetto nasce dalla collaborazione tra il fotografo Nanni Angeli e il chitarrista Paolo Angeli. La performance multimediale è basata sull'interazione tra la dimensione visiva e quella musicale, in un alternanza tra canovaccio strutturato e libera improvvisazione.
Analogico e digitale, tecnologia e artigianato si fondono in una poetica sospesa tra tradizione e innovazione.
Il musicista dialoga con lo strumento mentre l'immagine “riflessa” su grande schermo assume i tratti del viaggio della macchina sonora nel tempo della sua creazione. Sia le musiche che le immagini sono la sintesi delle mutazioni sonore e visive apportate allo strumento tradizionale, la chitarra sarda negli ultimi 10 anni.

2008

Progetta, cura e realizza, per conto della Fondazione dell'Ente Lirico di Cagliari, all'interno del cartellone di “Un'Isola in Festival 2008, II Edizione”, la produzione multimediale internazionale “Sponde di Passione” (con: Trapezio e discipline aeree: Elena Zanzu, Foto e proiezioni: Nanni Angeli, Musiche: Takumi Fukushima (violino, voce), Ganesh Anandan (percussioni, voce), Paolo Angeli (chitarra sarda preparata, voce), Light design: Francesco Carta, Rig e Longia: Marc Gauthier, Montaggio Video: Simone Ciani)
Lo spettacolo narra il ciclo della vita: quello quotidiano e quello più ampio e inesorabile che ci porta dalla nascita alla morte; quello delle tradizioni popolari - che contrassegnano con un rituale i momenti di passaggio che, in forma di puntillismo, marcano la nostra fragile esistenza - e quello basato sul pensiero laico, punto di vista alieno, consapevole della ricchezza dei cambiamenti e attento testimone del passato. Il tempo - inteso come scansione di eventi e frammenti di esistenza - è l'elemento di unione delle singole proposte. Il trapezio rimanda al sogno atavico del volo, al desiderio di giocare con le leggi della natura. Le capriole e i salti sul trapezio che oscilla esprimono questa lotta per la libertà e permettono ai testimoni di volare con l'immaginazione. Con la performance di Elena Zanzu il circo esce dal tendone per ricrearsi in chiave contemporanea, lasciando spazio all'improvvisazione e alla narrazione. La musica - composta dal chitarrista Paolo Angeli, dal percussionista indiano Ganesh Anandan e dalla violinista giapponese Takumi Fukushima - segue in sincrono i movimenti del trapezio, dialoga con le immagini e, a tratti, diviene la struttura portante del lavoro. In una totale assenza di genere, trova sostegno nella commistione con gli altri elementi. La fotografia
- scatti di Nanni Angeli montati in formato video da Simone Ciani - è l'elemento di unione, capace di tessere l'ambientazione e la scenografia per il racconto e, allo stesso tempo, di imporsi come protagonista in un ampia sezione monografica, in cui emerge la Sardegna e la tradizione della settimana santa di Cuglieri. La coesione è sorretta dal light-design di Francesco Carta, che segue le tre sezioni e ne amplifica le tonalità emotive, determinando la funzione di opera in esposizione o sfondo. La struttura del lavoro assume i tratti di un procedimento per quadri: un passpartout immaginario/immaginato permette l'accesso ad una galleria,
dove ci si sofferma sui dettagli degli elementi esposti. Da qui nasce un grande affresco collettivo: un racconto-diario a più voci che traccia i confini del mondo che cambia.

2008

- Novembre/dicembre cura l'ideazione, la direzione organizzativa e gestionale di Una mattina in biblioteca.
Racconti per immagini laboratorio rivolto ai bambini dai 5 ai 7 anni, della Scuola Primaria e dell'Infanzia.
“Una Mattina in biblioteca” è il titolo che racchiude una tre giorni che la Biblioteca del Comune di Palau, grazie alla collaborazione dell'Associazione Sarditudine, ha dedicato alla Scuola Primaria e dell'Infanzia, ai  libri, alla narrazione.
Il progetto “Una Mattina in biblioteca” ha avuto come intento quello di dar vita ad un giocoso e consapevole incontro tra la biblioteca, il libro, i bambini e la Scuola. Dalla consapevolezza dell'importanza e della delicatezza di questo legame, la bibliotecaria Teresa Aversano propone il laboratorio di narrazione e arti, “Racconti per immagini”, ideato e condotto da Alessandra Angeli.
Dopo un primo momento di esplorazione dello spazio biblioteca, dei suoi libri e il suo funzionamento; si è proposto ai bambini, attraverso l'uso delle immagini, il gioco e l'invenzione, un rinnovato approccio all'oggetto-libro, alla narrazione e all'ascolto: i personaggi dei libri sono usciti dalle pagine prendendo nuova forma; la narrazione è diventa un'avventura ricca di possibilità espressive e creative; l'ascolto è stato vissuto come competenza non passiva ma partecipata.