Mercoledì, 23 Aprile, 2014
   
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La Nuova Sardegna (07-09-2011)

La Nuova Sardegna -  mercoledì 7 settembre 2011:

«Transmediterranea», storie di vita legate al mare.

di Antonio Mannu.


02_IMG_1797.jpg - Limbo. Abandoned seamen on the Mediterranean sea - Istanbul, Turkey PALAU. Il festival «Isole che parlano» è in corso da lunedì a Palau. Sono cominciati i laboratori rivolti ai più piccoli ed agli adolescenti, un progetto ideato e coordinato da Alessandra Angeli, affiancati dalla lettura animata «Le mille e una fiaba», realizzata da Elena Morando, e dalla proiezione di corti di animazione curata da Andrea Martignoni. Stasera alle 19, nei locali del Centro di Documentazione di Palau, il festival presenta invece la mostra fotografica «Transmediterranea».
Si tratta di un lavoro del bolognese Mattia Insolera che, partendo da un progetto documentario iniziale, un’indagine sulla situazione dei marittimi abbandonati nel Mediterraneo, prosegue nel percorso e nella navigazione, tra storie ed individui che vivono nel mare e del mare. Che lo attraversano, forzatamente ci sostano, vivono sulle sue sponde e margini, lo rendono uno strumento di contatto e di scambio, un mezzo di trasporto, ci trovano una via di fuga oppure un sostegno. Storie diverse e di altri tra di loro, la cui vita è però legata a filo forte ai tempi ed agli spazi del mare. «Il Mediterraneo ha due rive. Non solo la nostra» ha scritto il marsigliese Jean Claude Izzo, italiano ed ispanico-francese, meticcio di una città mediterranea, quindi meticcia, come Marsiglia appunto: «Questo Mediterraneo di casa mia, in cui mi consumo gli occhi, il cuore e i pensieri, rimane l’unico luogo dove mi sento esistere. Dove ogni giorno mi immagino un futuro. (...) Si, guardando il mare credo che se c’è un futuro per l’Europa, un futuro bello, è in ciò che Edouard Glissant chiama ‘la creolità mediterranea’ (...) Lì con lo sguardo perso, innamorato, ricordo che mi sono detto che non c’è niente di più bello, di più significativo, per chi ama con lo stesso amore l’Africa e il Mediterraneo, che contemplare la loro unione in questo mare».
Di questo mare racconta con le immagini «Transmediterranea», di questo mare d’oggi parla il lavoro di Mattia Insolera che, attraverso le storie dei singoli tocca temi come l’identità, la pesca, la crisi industriale, anche da noi in Sardegna, è stato all’ Asinara ad incontrare gli operai del Petrolchimico. E il traffico delle merci, i flussi migratori; sempre in rapporto stretto con il mare. L’indagine del fotografo bolognese è cominciata nel 2009 grazie ad un finanziamento del Consell Nacional de la Cultura i les Arts della Catalogna. Si è sviluppata sino ad ora in 10 paesi situati tra le quattro rive del Mediterraneo: Spagna, Gibilterra, Francia, Italia, Malta, Croazia, Grecia, Turchia, Egitto e Tunisia. Attualmente il lavoro di documentazione sul campo prosegue. Il risultato finale del progetto sarà un’antologia di 21 storie, un mosaico della diversità culturale racchiusa tra le sponde del Mediterraneo del ventunesimo secolo. Mattia Insolera, nato a Bologna nel 1977, da alcuni anni vive ormai a Barcellona. Laureato in criminologia si dedica professionalmente alla fotografia sin dall’università. Dal 2005 al 2009 è stato membro dell’Agenzia Grazia Neri. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui un secondo premio, nella categoria daily life, al prestigioso World Press Photo Award.
La mostra sarà visitabile fino al 25 di settembre
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