Lunedì, 28 Luglio, 2014
   
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La Nuova Sardegna (14-09-2011)


La Nuova Sardegna -  mercoledì 14 settembre 2011:

«Isole che parlano»: arte, musica e cultura per riscrivere il mondo.

di Antonio Mannu.


307779_10150291857153215_285110318214_7943292_1969359498_nPALAU. Fare cultura significa soprattutto alimentare una coscienza politica. E' solo uno slogan buono per vestire a festa operazioni auto compiacenti o può aver senso concreto? Insomma si deve e si può fare? Anche nelle piccole cose, come l'organizzazione di un festival? Ad «Isole che parlano», che si è appena concluso a ...Palau, una tra le poche rassegne dell'isola che gode del patrocinio dell'Unesco, provano a percorrere queste strade. Almeno questa è l'intenzione, con la consapevolezza di correre rischi, primo fra tutti quello della marginalità. «Dopo quindici anni raccogliamo i frutti», dice Paolo Angeli, co-direttore artistico insieme al fratello Nanni. «Abbiamo un pubblico insieme eterogeneo e radicato. Operiamo in una realtà inserita nel sistema turistico; ci seguono persone che capitano per caso, altre che, ormai da anni, vengono a Palau per seguirci. Ad esempio alcuni bambini, e i loro genitori, vengono per partecipare ai laboratori dedicati ai più piccoli». L'attività rivolta ai bambini e agli adolescenti fa parte integrante delle proposte del festival. «Per noi è di estrema importanza - riflette Nanni Angeli - Crediamo che serva a costruire consapevolezza e spirito critico. Anche a nostro beneficio: dai laboratori abbiamo imparato molto». Quest'anno il programma prevedeva un progetto per i più piccoli costruito tra fiaba, arte ed ecologia. Come di consueto sono stati usati materiali di recupero. «L'idea guida è favorire lo sviluppo di una cultura dell'infanzia», dice Alessandra Angeli, curatrice dei laboratori. «Cerchiamo di dare ai bambini la possibilità di esprimersi con più linguaggi». I ragazzi sono stati registi, operatori e protagonisti di un breve corto, che racconta con ironia la realtà adolescenziale. «Isole che parlano» è anche fotografia e musica. Al Centro di documentazione è visitabile sino al 25 settembre la mostra «Transmediterranea » di Mattia Insolera. Sono previste visite guidate per le scolaresche. Variegate e originali le proposte musicali. Tra le presenze quella del percussionista indiano Ganesh Anandan, delle violiniste e cantanti Iva Bittova e Takumi Fukushima, dello straordinario virtuoso del canto tradizionale della Mongolia Enkhjargal Dandarvaanchig, capace anche di imprevedibili incursioni in una sorta di rap ancestrale e di cover di Jimi Hendrix, durante l'esibizione con i Violons Barbares. Un ruolo centrale, come d'uso, hanno avuto le espressioni della più alta e nitida tradizione sarda, inserite in contesti suggestivi ed ormai inusuali: la gara di canto a chitarra tra i fratelli Denanni, accompagnati da Paolo Angeli; la processione profana ai piedi della Roccia dell' Orso, dedicata a Mario Cervo e Pietro Sassu, accompagnata dagli impeccabili Tenores Santa Sarbana di Silanus e Sant'Isidoro di Orune. Quest'ultimo gruppo, composto da giovanissimi, ha colpito per la matura consapevolezza del valore che rappresentano con il loro canto. Tutte le iniziative in programma sono state totalmente gratuite. Quanto è costato tutto questo? Poco, troppo poco: infatti in troppi hanno lavorato gratuitamente. «Isole che parlano 2011» ha ricevuto un solo finanziamento pubblico: 30.000 euro dal Comune di Palau. Ma ha raccolto circa 8000 euro di sottoscrizioni, con il tesseramento e la campagna che è partita in rete, tutt'ora in corso, «Adotta un festival». Se la storia del festival «Isole che parlano » andrà avanti sarà grazie a questo.