Martedì, 22 Luglio, 2014
   
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Associazione Sarditudine in coproduzione con Isre

Di Granito

Musiche tradizionali tra sacro e profano
IV Edizione

Palau - 12 settembre 2009
Roccia dell'Orso
ore 17,00

Sonorizzazione della Roccia dell'Orso
dedicata a Pietro Sassu e Mario Cervo

 granito09

Statico, immobile, apparentemente sempre uguale, per questo rassicurante.
Eppure ha subito nel tempo continui mutamenti, è stato scavato, eroso dal vento e dalla salsedine, scolpito per regalarci forme inusuali che accompagnano il nostro sguardo. Se ci soffermiamo sulla sua superficie, le tracce cambiano giorno dopo giorno: è una roccia viva, abitata da muschi, licheni e da piccole forme che disegnano sulla sua pelle rugosa, mondi non conosciuti, mappe immaginarie, colorate cartine geografiche.

La musica di tradizone orale è di granito.

Apparentemente chiusa in una circolare ripetizione, nella sua variazione minimale - la sola apertura concessa a chi la interpreta, la abita e la trasforma - muta continuamente il suo profilo e i suoi tratti.

Trasformazione lenta, inesorabile che la pone in contatto con il presente, non museificata.

Pensate ad un masso di granito vivo, ad un masso cavato, ad una pietra che vi da il benvenuto in ‘Costa Smeralda’. È sempre granito ma...il primo pulsa, emoziona, ci da forza, il secondo disorienta, fa mancare riferimenti esistiti per secoli, spezza il paesaggio, il terzo è come un animale braccato e costretto in cattività, come un totem indiano, rubato, davanti a cui banchetta il generale Caster.

Di Granito è un punto di vista sulla musica tradizionale, non ancora addolcita nei tratti ‘world’, sospesa in questa edizione tra sacro e profano - Su Contrattu de Seneghe (Sardegna) e ‘A Cumpagnia’ (Corsica) - e la musica processionale per launeddas del virtuoso Andrea Pisu. 

Di Granito è l’emozione della circolarità delle voci roche consumate dall’usura, fragili, belle quando sono invecchiate ed emozionanti perchè trasmettono sapere; è quel senso di formicolio sottopelle che non si riesce a spiegare e trova nelle lacrime il suo senso più profondo; quella sfida con il limite del proprio corpo che ti fa sentire il più glorioso abitante degli abissi, capace di non respirare per ore e incantare con forza ipnotica chi sceglie te per essere rappresentato.

Di Granito è un ritratto, è uno specchio che riflette una immagine apparentemente statica in cui con attenzione possiamo scorgere i mutamenti di un impercettibile ma inesorabile trasformazione.

Di Granito è un omaggio a due figure autorevoli della storia della musica sarda: Mario Cervo e Pietro Sassu.
Il primo ne ha custodito la memoria, il secondo l’ha studiata e gli ha dato la dignità di musica colta