Mercoledì, 23 Aprile, 2014
   
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ISOLE CHE PARLANO
Festival Internazionale di Musica Teatro e Arti Visive
Fra Tradizione Popolare ed Eterodossia

VI Edizione
Palau - 18/21 luglio 2002

 

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ISOLE CHE PARLANO approda alla sua sesta edizione.

Arriva a quest’appuntamento dopo un importante consolidamento.

La sua riuscita deriva da una profonda maturazione, che in cinque anni ha portato un piccolo festival ad affermarsi con un carattere forte e deciso.
ISOLE CHE PARLANO è una realtà oramai nota in ambito nazionale (si pensi alle interviste in diretta ai direttori artistici del festival su Rai Radio 3) ed internazionale (si vedano le recensioni sulla stampa specializzata estera).

Nata come esperienza laboratoriale che ha cercato negli anni elementi di   connessione tra espressioni appartenenti a culture tradizionali e culture legate essenzialmente alle metropoli europee ed extraeuropee, ISOLE CHE PARLANO ha raggiunto totalmente il suo obiettivo: comunicare, in un piccolo centro come Palau, linguaggi artistici appartenenti a contesti d’uso differenti.
E’ un festival che nonostante le condizioni meteorologiche avverse ha avuto nella sua ultima programmazione una presenza di 1600/2000 spettatori, che ha conquistato la prima pagina sui giornali locali, ed ha avuto intere pagine di recensione su quotidiani nazionali.
Ad una tale e definitiva affermazione si è arrivati con naturalezza, senza dover abbandonare gli ideali che hanno sostenuto un progetto attualmente condiviso da uno staff specializzato di oltre 35 persone.

La riuscita della manifestazione è da attribuire alla profonda convinzione che ha alimentato le scelte dei direttori artistici, fiancheggiati in primis dall’assessore alla cultura del comune di Palau Wanda Carta, sorretti dall’entusiasmo partecipe di decine di critici musicali-teatrali in tutta Italia (si ricorda che il CD Isole che Parlano, compilation relativa alle prime tre edizioni, è stato indicato da Guido Festinese come miglior disco dell’anno nel 2000).
Le scelte della direzione artistica sono state, il più delle volte, orientate verso prime assolute per il circuito dei festival della Sardegna e in alcuni casi anche in ambito nazionale.
E’ capitato di assistere all’affermazione su scala regionale di progetti proposti originariamente a Palau (si vedano a distanza di due anni le entusiaste recensioni sulle avventure del dott. Quixana, proposto a Cagliari negli ultimi mesi del 2001).
Tutto ciò costituisce un profondo segnale di maturazione.
ISOLE CHE PARLANO cresce mantenendo fede ai principi che hanno determinato i suoi primi cinque anni di vita. Cresce e si orienta ancora una volta su proposte innovative e non convenzionali che i direttori artistici selezionano tra le proposte che ricevono da ogni parte del mondo.
In questo il festival sceglie una collocazione Internazionale.
Appare quindi naturale il passaggio dalla dimensione più familiare, legata essenzialmente al piccolo palco di Piazza Fresi (perno delle prime quattro edizioni del festival), al decentramento presso la fortezza di monte altura, cornice stupenda e elemento determinante per una definitiva valorizzazione della manifestazione culturale.
Alla necessaria “compostezza” dei luoghi che ospiteranno questa sesta edizione, rispondiamo con un disordine “entropico” che esprima la gioia di essere ancora li presenti come realtà oramai imprescindibile del circuito internazionale dei festival di avanguardia e tradizione orale.

Come nelle precedenti edizioni un tema guiderà la scelta delle proposte...

In un momento storico in cui il Caos, più che il disordine, ha il sopravvento e le energie più che creare nuovi sistemi, si sprecano per distruggere quelli già esistenti, proponiamo un non tema, piuttosto che un tema...una sfida: l’ENTROPIA (dal greco entropè che significa trasformazione).
 L’Entropia di un sistema è una misura dello stato di ordine e di disordine del sistema stesso.
Meno ordinato è il sistema più alta è la sua entropia.
Perciò una variazione positiva di entropia corrisponde sempre al passaggio del sistema da uno stato più ordinato ad uno più disordinato…e viceversa.

Tutto ciò in termini scientifici.
Nella pratica di ISOLE CHE PARLANO il sistema potrebbe essere costituito dagli artisti, dal pubblico e dagli organizzatori, il disordine potrebbe invece essere ricondotto alla diversità degli ingredienti, allo stupore del pubblico per una chitarra che parla, allo sfrenato correre degli organizzatori per spostare gli strumenti durante un cambio di palco o... altro.
Siamo comunque assolutamente convinti che la variazione entropica di tale sistema sarà di segno positivo, ed il disordine fautore di trasformazioni in crescita.
Sullo sfondo canzoni…

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