Fresu inaugura “Isole che parlano”

Il trombettista si esibirà da solo davanti al faro di Punta Palau lunedì prossimo
di Antonio Mannu

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PALAU. “Isole che parlano compie vent’anni”. Per festeggiare propone un’anteprima il 29 agosto con il trombettista di Berchidda Paolo Fresu, che suonerà in solo davanti al faro di Punta Palau. Il suggello alla collaborazione tra “Isole che parlano” e “Time in Jazz”, che va ormai avanti da diversi anni: «Quando mi è stato chiesto di venire a suonare per il ventennale ho accettato con piacere e con particolare trasporto – ha detto Paolo Fresu – e non sarà un concerto convenzionale, perché dietro l’esibizione ci sono rapporti che vanno ben oltre l’aspetto professionale». Già un solo di tromba e flicorno è quasi un’anomalia per un concerto di musica jazz ma l’intenzione di Fresu è quella di proporre una sorta di viaggio dentro la storia, e perché no, anche dentro la geografia, passando in Sardegna attraverso la sua straordinaria polifonia e le suggestioni letterarie di Sergio Atzeni, nel Maghreb con la trance degli Gnawa, visitando il suono classico degli archi, il mondo musicale di Miles Davis e la poesia del suono continuo generato con l’elettronica.

Francesco Carta con le sue luci disegnerà lo spazio musicale, valorizzando con pennellate di colori lo splendido contesto ambientale. «Sarà un concerto molto teatrale – continua Paolo Fresu – che è motivato da una sorta di attrazione preziosa. Lo intendo come una stretta di mano e un abbraccio, un veicolo di intenti e sentimento». Per il trombettista di Berchidda, ci sono evidenti similitudini tra Time in Jazz ed il festival di Palau: «Ho sempre seguito Isole che parlano da lontano. Seppure realizzati in contesti diversi i due festival hanno un pensiero simile che li accomuna».

E’ con naturalezza quindi che Paolo Fresu ha accettato di aprire la ventesima edizione di questo festival, ideato nel 1996 da Paolo e Nanni Angeli, organizzato dall’Associazione

Sarditudine con il sostegno dell’amministrazione comunale di Palau. Un festival che si caratterizza per la sua capacità di mescolare le carte dei generi e degli ambiti artistici, coniugando laboratori per bambini e adolescenti, fotografia di reportage e musica tra tradizione ed avanguardia.

 

fonte: La Nuova Sardegna 24 agosto 2016

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